Rivista 231 Rivista 231
     HOME          CHI SIAMO     HANNO COLLABORATO    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Gio, 23 Mag 2019
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


LE MODIFICHE DELLA LEGGE COMUNITARIA 2004 AL TUF (D.LGS 58/98). LE MISURE DI COMPLIANCE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE DELLA RESPONSABILITA' DELL'ENTE - di Stefano Ballarini, Responsabile funzione legale Banca Intermobiliare S.p.A.


La legge comunitaria 2004 (l. 18 aprile 2005, n. 62) ha disposto una serie di modifiche al Testo Unico della Finanza finalizzate a rendere più efficace la repressione dei reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato.

La nuova disciplina segue quattro principali direttrici: (i) estensione dei doveri di disclosure in capo alle società quotate, ed ai soggetti loro collegati, obbligati a dare più ampia diffusione alle informazioni privilegiate afferenti la loro sfera di attività; (ii) inasprimento delle sanzioni penali per i predetti reati; (iii) istituzione di specifiche sanzioni amministrative dirette specificamente a colpire l'abuso di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato; (iv) rafforzamento dei poteri amministrativi e sanzionatori della Consob.

Le modifiche legislative troveranno peraltro piena attuazione con l'emanazione di specifici regolamenti Consob, destinati a definire apposite disposizioni applicative.

In particolare l'art. 9, comma terzo, della legge comunitaria integra la parte speciale del d. lgs. n. 231/2001 mediante il nuovo art. 25-sexies ("Abusi di mercato") così estendendo l'eventuale responsabilità dell'ente per gli illeciti amministrativi dipendenti dai reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato commessi, nell'interesse e/o a vantaggio dell'ente stesso, da persone che rivestano funzioni di rappresentanza, amministrazione o di direzione ovvero da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di questi ultimi (cfr. art. 5 del d. lgs. n. 231/2001).

L'art. 25-sexies esclude peraltro l'applicazione di sanzioni interdittive in capo all'ente prevedendo unicamente la sanzione amministrativa pecuniaria, nella misura da un minimo di 400 ad un massimo di 1000 quote (l'importo di una singola quota va da un minimo di lire cinquecentomila ad un massimo di lire tre milioni; cfr. art. 10, comma 3, del d.lgs. n. 231/2001), eventualmente aumentabile sino a dieci volte il prodotto od il profitto conseguito dall'ente ove tale prodotto o profitto sia quantitativamente rilevante.

Il presente articolo si pone l'obiettivo di fornire alcuni spunti per l'individuazione dei modelli organizzativi e gestionali idonei alla prevenzione dei predetti reati secondo il sistema previsto dal d. lgs. n. 231/2001.

In via preliminare si procede ad una sintetica ricognizione degli aspetti più rilevanti della riforma del Testo Unico della finanza ad opera della legge comunitaria 2004 per poi delineare le misure organizzative idonee ad assicurare efficacia esimente.

I – Aspetti rilevanti della disciplina del "market abuse"

Le disposizioni di questa "miniriforma" del TUF che risultano di particolare interesse sono la nozione di informazione privilegiata (art. 181), gli obblighi di comunicazione al pubblico (art. 114), e le norme incriminatici delle condotte di abuso di informazioni privilegiate, cd. insider trading (art. 184) e di manipolazione del mercato (art. 185).

Una informazione è definita privilegiata quando è caratterizzata dai seguenti elementi:
(i) è concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti strumenti finanziari quotati ovvero uno o più strumenti finanziari quotati (rectius, ammessi alla negoziazione o per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato UE);
(ii) carattere preciso (deve riferirsi ad un complesso di circostanze esistente o ragionevolmente prevedibile o ad un evento verificatosi o ragionevolmente prevedibile e deve essere sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni sul possibile effetto del complesso di circostanze o dell'evento sui prezzi degli strumenti finanziari emessi dal soggetto cui si riferisce l'informazione);
(iii) non resa pubblica
(iv) "price sensitivity" (presumibile utilizzabilità dell'informazione, qualora resa pubblica, da parte di un ragionevole investitore quale uno degli elementi su cui fondare le proprie decisioni di investimento).

È altresì opportuno evidenziare che a norma dell'art. 181, comma 5, TUF "nel caso delle persone incaricate dell'esecuzione di ordini relativi a strumenti finanziari, per informazione privilegiata si intende anche l'informazione trasmessa da un cliente e concernente gli ordini del cliente in attesa di esecuzione, che ha un carattere preciso e che concerne, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari".

Il principio generale sulle comunicazioni al pubblico (art. 114) prevede - in capo agli emittenti quotati ed ai relativi soggetti controllanti - l'obbligo di diffusione senza indugio al pubblico delle informazioni privilegiate di cui al precitato art. 181 TUF che riguardano direttamente l'emittente ovvero le società da questi controllate.
I soggetti obbligati possono in forza del nuovo art. 114, comma 3, TUF - sotto propria responsabilità - ritardare la comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate a condizione c.....

 

Il seguito è riservato agli Abbonati

Scelga l'abbonamento più adatto alle Sue esigenze