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Sab, 25 Mag 2019
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LE DUE 231 (D.Lgs. 231/2001 ne D.Lgs. 231/2007): RIFLESSIONI SVOLTE DAL PUNTO DI VISTA DEGLI ORGANISMI DI VIGILANZA OPERANTI PRESSO GLI INTERMEDIARI FINANZIARI - di Giovanni Arrotti, Credito Emiliano S.p.A.




A) Inquadramento

Quasi a voler una volta tanto aiutare la memoria dello studioso o comunque dell'operatore, il caso ha voluto che venisse assegnato il medesimo numero (231) ai due provvedimenti normativi che, di fatto, regolano l'operatività dell'Organismo di Vigilanza istituito ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti (l'"Organismo").
Se per un verso è chiaro e lampante il motivo per il quale il D.Lgs. 231/2001 può essere considerato il provvedimento fondante l'operatività dell'Organismo, vale la pena individuare ed approfondire i punti di contatto mediante i quali anche il D.Lgs. 231/2007 può essere elevato al rango di provvedimento normativo di riferimento per l'Organismo .
Nei paragrafi successivi quindi verranno presi in considerazione proprio tali punti di contatto (più o meno intuitivi; più o meno consolidati e condivisi).


B) Catalogo dei reati presupposto

Il primo e più evidente punto di "contatto" tra le due normative, considerata anche la mission propria dell'Organismo , si ha per il disposto dall'art. 63, comma 3, del D.Lgs. 231/2007, il quale ha introdotto nel D.Lgs. 231/2001 l'art. 25-octies, che eleva i reati di:
• ricettazione (art. 648 c.p.);
• riciclaggio (art. 648 – bis c.p.);
• impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648 – ter c.p.),
al rango di "reati presupposto ex D.Lgs. 231/2001", a prescindere dal requisito della transnazionalità .
A decorrere quindi dall'entrata in vigore del D.Lgs. 231/2007, i reati sopra citati sono divenuti a tutti gli effetti presupposto della responsabilità ex D.Lgs. 231/2001, con conseguente estensione della vigilanza propria dell'Organismo anche ai medesimi (rispetto ad essi si è reso quindi necessario curare l'aggiornamento del Modello per poi verificarne, nel tempo, la tenuta).
Si badi bene che sul piano dell'estensione dei reati presupposto, questa è l'unica reale connessione esistente tra il D.Lgs. 231/2001 ed il D.Lgs. 231/2007.
Tale precisazione non è del tutto scontata, attesa la frequente assimilazione acritica alla quale si assiste, ad esempio, tra violazione della normativa antiriciclaggio e commissione del reato di riciclaggio.
L'intermediario finanziario infatti, in quanto destinatario delle prescrizioni del D.Lgs. 231/2007, è tenuto all'osservanza di specifici obblighi in materia di contrasto al riciclaggio (ad esempio, inoltro all'Unità di Informazione Finanziaria – "UIF" delle c.d. "segnalazioni di operazioni sospette", tenuta dell'Archivio Unico Informatico – "AUI") al cui inadempimento si attiva il sistema sanzionatorio (articolato in sanzioni penali o amministrative) delineato dagli artt. 55 e ss. del D.Lgs. 231/2007, in toto estraneo alla responsabilità ex D.Lgs. 231/2001 .
Il p.....

 

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