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I REATI PRESUPPOSTO DELLA RESPONSABILITÀ DEGLI ENTI: PUNTI FERMI E QUESTIONI CONTROVERSE - IV° PARTE - di Sergio Beltrani, Magistrato in Cassazione




(segue)


6.2. Brevi osservazioni.

La dottrina è in ampia parte orientata nel senso che il sistema del D.Lgs 231/01 sia naturalmente incentrato sul coordinamento tra criminalità dolosa e criterio di imputazione oggettiva dell'interesse o vantaggio, e che risulti, pertanto, problematico, quasi innaturale, volere oggi operare detto raccordo con riguardo a forme di criminalità colposa, in relazione alle quali sembrerebbe appropriato parlare, più che di "reati commessi nell'interesse o a vantaggio dell'ente", di "fatti collegati all'attività di impresa svolta nell'interesse o a vantaggio dell'ente" (così PIERGALLINI in Reati e responsabilità degli enti, a cura di LATTANZI, 2010, 221).
Le conseguenze, in termini di sopravvenuta disarmonia sistematica (asseritamente ingenerata dalla ritenuta incompatibilità tra la struttura del reato colposo e gli elementi costitutivi della responsabilità dell'ente, ovvero il suo interesse e il suo vantaggio) che ampia parte della dottrina vorrebbe trarre dall'inserimento, nell'ambito dell'impianto del D.Lgs. 231/01, dell'art. 25-septies appaiono all'evidenza formalmente prive di rilievo, sol che si consideri che la responsabilità dell'ente per i reati colposi de quibus era già prevista dalla legge delega, il che evidenzia come il complessivo impianto del sistema di responsabilità degli enti sia stato ab origine concepito prevedendo il coordinamento non soltanto dei reati dolosi, ma anche di quelli colposi, con i criteri di imputazione oggettiva dell'interesse o vantaggio dell'ente.

La necessità, ritenuta dalla ormai dominante giurisprudenza di merito, di riferire, con riguardo ai reati (di evento) di cui agli artt. 589 e 590 c.p., l'interesse o il vantaggio dell'ente alla sola condotta colposa e non anche all'evento che ne consegue (motivata in considerazione dell'assunto che l'ente non potrebbe avere interesse né trarre vantaggio dalla morte o dalle lesioni occorse al lavoratore) rischia (come la dottrina non ha mancato di evidenziare) di porsi in contrasto, dal punto di vista formale, con il principio di legalità, comportando – in concreto – la considerazione, come reato presupposto della responsabilità dell'ente, della sola contravvenzione consistente nella violazione della normativa antinfortunistica ad hoc, in flagrante violazione del principio .....

 

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