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| Mer, 18 Feb 2026 | |||||||||
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LA RESPONSABILITA' PENALE DELLE PERSONE GIURIDICHE NEL SISTEMA STATUNITENSE - di Giulia Escurolle
La responsabilità penale delle persone giuridiche negli Stati Uniti ha origini relativamente lontane nel tempo. Inizialmente le Corti inglesi del XVIII secolo negavano la configurabilità di una responsabilità penale degli enti collettivi: la persona giuridica veniva considerata "un'entità fittizia, un'astrazione priva di energia fisica e delle capacità intellettuali che consentono di realizzare un reato e di subire una sanzione penale; in particolare l'ente collettivo non può essere sottoposto a pena detentiva". Dal momento che la persona giuridica non è ontologicamente in grado di formare una propria volontà colpevole, non può essere in grado di porre in essere una condotta integrante alcuna fattispecie criminosa. Questo dogma, importato dall'Inghilterra negli Stati Uniti, dopo un iniziale periodo di acquiescenza, comincia ad essere messo in discussione dalle corti americane. Si afferma, pertanto, la responsabilità penale delle persone giuridiche per le ipotesi bagatellari di tipo omissivo: si tratta di una prima bozza di responsabilità. A partire da questo momento gli enti sono imputabili e responsabili, ad esempio, per omessa manutenzione delle fogne, mancata ristrutturazione di ponti pericolanti. Tale distinzione tra azione ed omissione non ha, tuttavia, vita breve: le persone giuridiche sono considerate imputabili per reati quali l'usura, la vendita di sostanze alcoliche ai minori, etc. L'unica preclusione è la possibilità di ritenere le persone giuridiche responsabili per i reati che richiedono l'elemento psicologico (intent): essendo la persona giuridica una finzione, non è provvista di psiche e, quindi, non può agire, malo animo; tradimento, falsa testimonianza, reati contro la vita e l'incolumità fisica possono essere realizzati solo dalle persone fisiche. Anche questa ultima roccaforte viene ben presto abbattuta. Di fondamentale importanza è la sentenza New York Central & Hudson River che statuisce la piena responsabilità penale delle persone giuridiche, anche per quelle fattispecie caratterizzate dall'elemento soggettivo. Il caso trattato nella sentenza riguardava l'azienda di trasporti ferroviari New York Central e il suo amministratore, imputati per aver concesso alle imprese produttrici di zucchero degli sconti sulle tariffe fissate dalle legge per il trasporto delle merci da New York a Detroit. Il ribasso dei prezzi rappresentava il mezzo per acquisire il monopolio sullo zucchero. La Corte aveva evidenziato una violazione delle disposizioni in tema di passaggio di merci prevista dall'Elkins Act del 1903, legge che dispone che " le azioni e le omissioni realizzate da un rappresentante che opera per conto dell'ente, debbano essere attribuite all'ente, che ne subirà conseguenze penali". A partire da tale presa di posizione legislativa a favore della responsabilità penale delle persone giuridiche, la Corte ne enfatizza la portata, giungendo a proclamare il principio generale della responsabilità penale degli enti collettivi. In un passo della sentenza si legge quanto segue: " dal momento che una persona giuridica agisce per mezzo dei suoi agenti e rappresentanti, gli obbiettivi, gli scopi e la volontà di costoro devono essere considerati quelli dell'ente per conto del quale le operazioni vengono realizzate. Se per esempio quell'invisibile ed impalpabile entità che noi definiamo come persona giuridica può spianare le montagne, colmare gli avvallamenti, costruire le ferrovie e farvi correre sopra le locomotive, significa che ha la volontà di porre in essere queste azioni, e che può perciò comportarsi sia malvagiamente che virtuosamente". Il messaggio contenuto in questa pronuncia può essere così sintetizzato: le persone giuridiche sono entità inserite nel mondo del mercato, in grado di assumere obblighi, esercitare diritti e, di conseguenza, anche di delinquere: per questo devono essere ritenute responsabili e sanzionabili. Si giunge ad un superamento del noto principio societas delinquere non potest ( MARINUCCI, La responsabilità penale delle persone giuridiche. Uno schizzo storico-dogmatico, in Riv. it. dir. pen. proc., 2007, 447). Per quanto riguarda i criteri di imputazione elaborati, la Corte utilizza la regola civilistica del respondeat superior: gli enti rispondono penalmente del reato commesso dalla persona fisica rappresentante dell'ente, nell'esercizio delle mansioni attribuitegli, allo scopo di recare beneficio alla società. La formula del respondeat superior richiede la dimostrazione di tre requisiti: a) un agente (agent) dell'ente collettivo commette un reato; b) nell'esercizio delle funzioni che gli sono state attribuite ( scope of employment); c) allo scopo di recare vantaggio alla persona giuridica (intent to benefit the corporation). Per ciò che attiene il concetto di agent, dottrina e giurisprudenza si sono interrogate se la persona fisica che commette il reato sia un soggetto qualificato, ovvero un soggetto che svolge funzioni di dirigente, appartenente alla cerchia dei soggetti di vertice dell'organizzazione, oppure sia sufficiente un soggetto qualunque anche estraneo al vertice della persona giuridica ( vale a dire che è sufficiente che chi tiene il comportamento antigiuridico sia legato all'impresa da un semplice rapporto contrattuale). La maggior parte delle corti americane ha adottato un'interpretazione estensiva del concetto di agent: non solo i vertici dell'organizzazione ma tutto il personale della persona giuridica collocato a qualsiasi livello della g.....
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