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| Mar, 16 Dic 2025 | |||||||||
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LE INTERAZIONI DELLA NORMATIVA SULLA RESPONSABILITA' DA REATO DELLE SOCIETA' CON LA DISCIPLINA DEL CONTRASTO AL RICICLAGGIO DI CAPITALI ILLECITI - di Giovanni Tartaglia Polcini
1. Premessa Preme innanzitutto chiarire che, in subjecta materia, vi è un vero e proprio distacco tra voluntas legis e prassi applicativa: nel mentre, difatti, da un lato il legislatore volge lo sguardo con viva attenzione al mondo della responsabilità degli enti derivante da reato, dall'altro la prassi applicativa assume, allo stato, atteggiamenti quasi indifferenti sulle relative questioni. Non sono molte, invero, le pronunce in tema di responsabilità degli enti ex delicto, né risultano numerose, negli uffici giudiziari, le iscrizioni al registro generale delle notizie di reato delle denominazioni e delle ragioni sociali per fatti derivanti da reato. Si tratta di un fenomeno non nuovo di "disattenzione della giurisprudenza" già registrato in passato relativamente ad altre discipline: in simili ipotesi, nondimeno, ad un'iniziale tiepida accoglienza degli istituti innovatori, è seguita una fase di brusco risveglio, con evidenti riflessi sulla vita e l'attività delle imprese, se non sull'intera economia del nostro Paese. Simili fenomenologie si sono verificate, ad esempio, in materia di prevenzione antinfortunistica, soprattutto in seguito all'entrata in vigore del d. lgs. 626 del 1994 oltre che, per quanto qui più interessa, in tema di contestazione dei cd. reati ostacolo, nella normativa antiriciclaggio. E' evidente, di conseguenza, il rilievo strategico dello studio del d. lgs. 231 2001 in combinato disposto con il d. lgs. 231 del 2007, la cui conoscenza può rivelarsi integrare vero e proprio strumento di legalità dell'impresa. In questa materia, difatti si corre sempre più il rischio di dover affrontare le relative questioni in via di urgenza, senza adeguata preparazione di fronte ad eventuali contestazioni. Se a ciò si aggiunge che la disciplina in esame è caratterizzata da due linee direttrici fondamentali quali l'inversione dell'onere della prova e la possibilità di usufruire di un'esimente specifica , si comprende l'importanza del relativo know how per l'attività di impresa. L'esame di questioni come quelle qui affrontate - non ancora sedimentate, in dottrina e in giurisprudenza, - può dare luogo a veri e propri indirizzi operativi e suggerimenti per la redazione e l'adozione dei modelli, la configurazione soggettiva dell'organismo di vigilanza, la responsabilità dei suoi componenti, le regole ed i controlli previsti dalla legge. Peraltro, l'adozione di adeguati modelli organizzativi, idonei a prevenire la commissione di reati, ha fino ad oggi scontato il giudizio tendenzialmente negativo della magistratura che ha spesso qualificato non idonei quelli analizzati. 2. I due sistemi normativi a confronto Il d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, sovvertendo il brocardo "societas delinquere non potest" , ha introdotto nell'ordinamento giuridico italiano un regime di responsabilità amministrativa, assimilabile sostanzialmente alla responsabilità penale, a carico degli enti, per.....
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