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Gio, 23 Mag 2019
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REATI TRIBUTARI E RESPONSABILITA' DEGLI ENTI - Paolo Ielo, Giudice per le Indagini Preliminari Tribunale di Milano



1- Il D.lgs. 231/01 inserisce, con il carattere di novità nel nostro sistema, la responsabilità degli enti da reato.
L'istituto fatica nelle fasi iniziali ad attecchire.
Un legislatore delegato elabora, riducendole, le categorie dei reati presupposto. Scarse, e geograficamente circoscritte, le esperienze giurisprudenziali, con un dibattito orientato prevalentemente a individuare la natura giuridica della responsabilità.
Il panorama attuale segue linee di tendenza diverse, opposte per certi versi.
L'estendersi di esperienze giudiziarie su scala nazionale , l'utilizzazione dell'istituto per tipologie di reati diverse - dalla truffa ai danni di ente pubblico, alla corruzione, ai reati societari, al market abuse – l'introduzione, talvolta inutile, di nuove figure di reato presupposto, l'efficienza dell'istituto nel colpire la cd criminalità del profitto, anche in ragione di una razionale cadenza dei termini di decadenza dal potere di esercizio dell'azione amministrativa da reato, costituiscono elementi che sembrano far affluire nuova linfa al sistema della responsabilità degli enti, che tende ad assumere una sempre maggiore centralità nel diritto penale dell'economia.
E' dunque inevitabile che, in tale contesto, si giunga a porre la questione se i reati tributari possano costituire presupposto per l'attivazione della responsabilità degli enti.


2- La verifica di tale possibilità deve anzitutto confrontarsi con eventuali ostacoli di ordine teorico all'estensione dell'istituto nel settore.
Al riguardo, il problema può ragionevolmente porsi per tutti i delitti previsti dal Capo I del D. lgs. 74/2000 – delitti in materia di dichiarazione- nonché per il reato di cui all'art. 8 del medesimo decreto, che prevede l'ipotesi di frode fiscale, sub specie di emissione di fatture o documenti relativi a operazioni inesistenti.
La tesi che esclude, de iure condendo, l'estensibilità .....

 

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