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GLI ACCORDI DI BASILEA 2 E IL D.LVO N. 231/01: POSSIBILI CONVERGENZE PER LE IMPRESE - di Cristiano Burdese, Paolo Somenzari e Lorenzo Vitali, avvocati in Torino



Con il termine "Basilea 2" si intendono i lavori portati avanti dal Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria (organismo di consultazione) che si riunisce periodicamente presso la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea.
Scopo e finalità di questi lavori è la messa a punto di un sistema omogeneo di regole che consentano alle banche di costituire una dotazione patrimoniale adeguata (il c.d. patrimonio di vigilanza) a fronteggiare i rischi insiti nell'attività loro propria ossia quelli essenzialmente legati all'insolvenza delle imprese cui, a vario titolo, prestano denaro.
Infatti, prima dei nuovi metodi scaturiti dai lavori di Basilea 2, il criterio utilizzato dalle banche era quello c.d. dell'8%, ossia, a fronte (es.) di 100 euro di finanziamento ad una impresa privata, la banca ne accantonava 8; questa regola è stata col tempo ritenuta troppo semplicistica, in quanto finiva per porre sullo stesso piano qualsiasi impresa privata (piccola, media o grande) senza che fosse minimamente considerato il merito creditizio del singolo.
Questo ha fatto sì che, a partire dal 2004, sia iniziato un processo di revisione per portare le banche a trovarsi nelle condizioni di stimare il più accuratamente possibile il "merito creditizio" di ogni cliente mediante un sistema di "rating" analitico e, sulla base di questa stima, effettuare i dovuti accantonamenti in misura proporzionale.
Il rating, infatti, è il nome con cui si identificano (secondo la definizione dell'ABI) i metodi per classificare su scala ordinale il merito di credito di un soggetto. Più nel dettaglio la Banca d'Italia definisce i sistemi di rating: "… l'insieme strutturato e documentato delle metodologie, dei processi organizzativi e di controllo, delle modalità di organizzazione delle basi dati che consente la raccolta e l'elaborazione delle informazioni rilevanti …per la formulazione di valutazioni sintetiche della rischiosità di una controparte e delle singole operazioni creditizie …" (fonte Banca d'Italia, Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche – Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 – Titolo II – Cap. 1, pag. 50). Scopo ed utilità dei sistemi di rating è quello di pervenire ad un'espressione obiettiva del merito creditizio del cliente; ossia, sempre per citare la Banca d'Italia: "… la valutazione, riferita a un dato orizzonte temporale, effettuata sulla base di tutte le informazioni ragionevolmente accessibili -di natura sia quantitativa sia qualitativa- ed espressa mediante una classificazione su scala ordinale, della capacità di un soggetto affidato o da affidare di onorare le obbligazioni contrattuali" (fonte Banca d'Italia, Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche – Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 – Titolo II – Cap. 1, pag. 50).

Dal 01.01.07 i contenuti degli accordi di Basilea 2 (i c.d. "tre pilastri", come vengono chiamati dagli addetti ai lavori), mediante il recepimento delle direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE (attuato con il decreto-legge 22.12.2006 di modifica al testo unico bancario) [1], sono divenuti operativi anche nel nostro ordinamento; per valutarne l'impatto e la portata, basti pensare che, con i nuovi criteri di Basilea 2, tutte le imprese che operano sul mercato saranno assoggettate a rating per la stima del loro rischio di insolvenza.
Più in particolare la Banca d'Italia, con la circolare n.263 del 27.12.2006 ("nuove disposizioni di vigilanza prudenziali per le banche"), ha chiarito in quale direzione i gruppi bancari dovranno muoversi per dotarsi di metodi e processi di controllo in grado di valutare/fronteggiare i rischi di credito in funzione dei diversi livelli di complessità presentati.
Questo, evidentemente, al fine di poter valutare (e modulare) l'adeguatezza del capitale interno (c.d. ICAAP) di ogni banca: "… la normativa richiede a tutti gli intermediari di dotarsi di un processo per valutare nel continuo l'adeguatezza della propria dotazione patrimoniale.
Da tale processo, che è imperniato su idonei sistemi aziendali di identificazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi, deve scaturire la .....

 

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