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Gio, 23 Mag 2019
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CONTESTAZIONE DELL’ILLECITO AMMINISTRATIVO E UDIENZA PRELIMINARE - II° PARTE - di Giulio Garuti, Straordinario di Diritto processuale penale nell’Università di Modena e Reggio Emilia

(segue)

6. (segue) b) discussione

Per quanto riguarda la discussione – termine finale entro il quale l'ente può richiedere i riti alternativi -, va detto che non mancheranno di trovare applicazione, anche rispetto al processo alle società, le disposizioni – riguardanti le attività di integrazione probatoria – previste dagli artt. 421 bis e 422 c.p.p.
Al riguardo, va sottolineato come i poteri istruttori del giudice debbano essere correlati al potere dovere dell'organo giurisdizionale di valutare i presupposti per il proscioglimento, al fine di realizzare una più ampia tutela dell'ente.
In generale, si è ritenuto che anche rispetto all'ente possa essere variata la contestazione in corrispondenza dei casi di modifica dell'imputazione ex art. 423 c.p.p. .
Pare tuttavia opportuno sottolineare come taluno abbia affermato che a questa modificazione si debba provvedere soltanto laddove la diversa descrizione dell'evento delittuoso o la contestazione di un reato connesso a norma dell'art. 12 c. 1 lett. b c.p.p., si riverberi sulla configurazione del fatto che può comportare l'applicazione della sanzione amministrativa.
In termini più restrittivi, è stato invece evidenziato come non sia possibile procedere ad una modificazione della contestazione all'ente in ordine all'ipotesi di connessione prevista dall'art. 12 c. 1 lett. b c.p.p.: a sostegno di tale interpretazione, da un lato è stata richiamata la dubbia corretteza di una una lettura dei rapporti tra illeciti amministrativi sulla falsariga di quelli individuati dal legislatore, mentre, dall'altro lato, è stata evidenziata la difficoltà di rappresentare, in concreto – visto il tipo di condotta inidoneo a integrare la responsabilità amministrativa – il concorrere delle condizioni richieste per l'ipotesi di connessione in oggetto . Sotto il profilo del meccanismo attuativo della modificazione della contestazione, si reputa – in forza della previsione espressa contenuta nell'art. 39 c. 4 – e che, mancando il rappresentante legale dell'ente, la modifica della contestazione possa essere correttamente compiuta alla presenza del difensore, e che sia applicabile il disposto dell'art. 423 c. 2 c.p.p., alla stregua del quale il rappresentante dell'accusa può richiedere al giudice di essere autorizzato alla nuova contestazione. In tale contesto, il difensore dell'ente potrà infatti esprimere un valido consenso alla contestazione del fatto nuovo, a condizione però che l'esercizio di questo potere sia autorizzato specificamente nell'ambito della procura speciale in forza della quale egli rappresenta l'ente.
Per esaltare la funzione deflativa dell'udienza preliminare, l'ente può inoltre dimostrare, anche in questa sede, di avere provveduto a riparare le conseguenze del rea.....

 

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