Rivista 231 Rivista 231
     HOME          CHI SIAMO     HANNO COLLABORATO    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Gio, 23 Mag 2019
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


MARKET ABUSE E COMPLIANCE PROGRAMS EX D. LGS. 231/01: SPUNTI DI RIFLESSIONE - II° PARTE - di Paolo Ielo, Giudice per le Indagini Preliminari Tribunale di Milano

4- Modelli organizzativi e market abuse: l'analisi e valutazione dei rischi

La selezione delle aree d'impresa a rischio costituisce, a norma dell'art. 6 D.Lgs. 231/01, uno degli essentialia, definito con criteri strutturali, di un modello organizzativo adeguato e deve presentare i caratteri della specificità e della attualità, intesa come idoneità del compliance di adattarsi al modificarsi della struttura del rischio .
La mappatura delle aree a rischio deve , anzitutto, muovere dalla considerazione dei reati che generano la responsabilità dell'ente, costituiti dai delitti di abuso d'informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato .
Il secondo momento è costituito dall'individuazione, all'interno dei settori di attività dell'ente, delle aree a rischio e, fra esse, di quelle a maggiore intensità di rischio. Individuazione tanto più necessaria e specifica in quanto si sia in presenza di emittenti polifunzionali .
Una terza fase è costituita dalla individuazione delle possibili modalità attuative degli illeciti all'interno dell'attività dell'emittente. Individuazione che tenga conto dell'esperienza giudiziaria, dell'esperienza degli operatori finanziari, delle regole di settore che indicano le condotte cui normalmente si riconducono i reati presupposto.
Al riguardo, significativo rilievo assumono le previsioni della direttiva 2003/6/CE, che all'art. 1 elabora esempi in concreto di condotte manipolative del mercato, nelle forme che seguono:
- il comportamento di una persona o di più persone che agiscono in collaborazione per acquisire una posizione dominante sulla offerta o sulla domanda di uno strumento finanziario che abbia l'effetto di fissare, direttamente o indirettamente, i prezzi di acquisto o di vendita o altre condizioni commerciali non corrette;
- l'acquisto o la vendita di strumenti finanziari alla chiusura del mercato con l'effetto di ingannare gli investitori che agiscono sulla base dei prezzi di chiusura;
-l'avvantaggiarsi di un accesso occasionale o regolare ai mezzi di informazione tradizionali o elettronici diffondendo una valutazione su uno strumento finanziario (o indirettamente sul suo emittente) dopo aver precedentemente preso posizione su quello strumento finanziario, beneficiando di conseguenza dell'impatto della valutazione diffusa sul prezzo di detto strumento, senza aver allo stesso tempo comunicato al pubblico, in modo corretto ed efficace, l'esistenza di tale conflitto di interessi.
Ancora, nel caso di enti bancari, si possono considerare, nel settore dell'abuso delle informazioni privilegiate, come espressione di un rischio tipico, le condotte di:
- cd. front running, consistente nell'utilizzazione di una notizia - acquisita attraverso la ricezione di un ordine di acquisto o di vendita idoneo, per es. per le sue dimensioni, ad influenzare il prezzo del titolo - con un'operazione, realizzata nell'interesse della banca, che anticipi gli effetti dell'ordine;
- c.d. scalping che si configura quando l'operatore bancario operi in borsa, nell'interesse della banca, anticipando gli effetti di mercato dell'operazione da lui consigliata in veste di consulente.
Un ulteriore mome.....

 

Il seguito è riservato agli Abbonati

Scelga l'abbonamento più adatto alle Sue esigenze