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Gio, 23 Mag 2019
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BREVI OSSERVAZIONI SULL'INTERESSE DI GRUPPO QUALE CRITERIO OGGETTIVO DI IMPUTAZIONE DELLA RESPONSABILITA' DA REATO - di Luca Pistorelli, Giudice per le Indagini Preliminari Tribunale di Milano



1. L'introduzione, attraverso il d.lgs. 8 giugno 2001, n.231, di una forma di responsabilità degli enti per i reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio ha impresso indubbiamente una robusta accelerazione alla riflessione sull'evoluzione del diritto penale economico.
La torrenziale produzione normativa degli ultimi quindici anni ha infatti generato un complesso di norme incriminatici tese alla repressione dei comportamenti distorsivi delle regole poste a tutela dell'articolato coacervo di interessi che si intrecciano con l'esercizio dell'attività d'impresa.
Salvo rare eccezioni, questo complesso reticolato ha dimostrato scarsa capacità di raggiungere gli obiettivi di tutela che gli erano stati assegnati, segnalandosi più che altro per la sua disorganica stratificazione. Ma ha in particolare evidenziato la sua inadeguatezza laddove gli illeciti sono stati consumati nell'ambito di imprese organizzate in forma societaria, dove i comportamenti individuali vengono inevitabilmente condizionati dal conseguimento di interessi che trascendono quelli del singolo agente e dove, dunque, la eventuale risposta sanzionatoria perde altrettanto inevitabilmente e a tacer d'altro la sua forza di prevenzione speciale.
Individuare una forma di responsabilità della persona giuridica per i reati commessi nel suo ambito non poteva dunque non rappresentare una novità dirompente, ancorché il legislatore delegato avesse inizialmente limitato l'intervento repressivo a poche fattispecie, rinunziando addirittura ad attivare una significativa porzione della delega ricevuta all'uopo dal Parlamento.
Il dibattito immediatamente accesosi in dottrina si è però rapidamente cristallizzato più che altro sulla diatriba ad oggetto l'effettiva natura (penale o meno) di questa inedita forma di responsabilità.
Se senza dubbio la questione è tutt'altro che irrilevante, concentrare l'attenzione esclusivamente su questo profilo ha però rischiato di sclerotizzare la riflessione sulla effettiva portata del d.lgs. n.231/2001, impedendo di valutarne l'effettivo impatto e di esplorarne le effettive prospettive di innovare il sistema o di implementare il rispetto della legalità nell'ambito dell'attività di impresa.
Fortunatamente, il pur tradivo avvento dei primi procedimenti ispirati dalla novella ha repentinamente ampliato gli orizzonti di ricerca, ponendo all'interprete un ventaglio di questioni concrete dalla cui soluzione dipenderà in larga parte il successo dell'intervento legislativo.
Senza desiderio di completezza, val la pena qui ricordare, ad esempio, come tra gli istituti introdotti dal d.lgs. n.231/2001 una particolare attenzione meriti quello della confisca del profitto, che nella disciplina legislativa assume apparentemente valenza poliforme.
Non di meno, proprio l'esatta definizione della nozione di "profitto" assunta dalla normativa in commento costituisce fonte di contrasto tra gli interpreti, mentre è di tutta evidenza come proprio lo scioglimento di questo nodo sia in grado di influire in maniera significativa sulla cifra intimidatoria del provvedimento legislativo, come le prime applicazioni giurisprudenziali del d.lgs. n.231/2001 hanno ampiamente fatto intravedere.
Altro profilo problematico che sembra meritare particolare attenzione riguarda i termini di applicazione delle disposizioni introdotte dal d.lgs. n.231/2001 nell'ambito dei gruppi societari.
Su quest'ultimo profilo in particolare vorrei concentrare le brevi riflessioni che seguiranno, traendo spunto dai due unici provvedimenti giudiziari sino ad ora divulgati in cui risulta essere stata sfrontata la questione e permettendomi di rinviare per l'inquadramento generale del tema al ben più autorevole intervento del prof. Sgubbi presente su questo stesso numero della rivista.

2. Come accennato, sino ad ora in letteratura vi è traccia di due sole pronunzie giurisprudenziali che abbiano affrontato la questione dell'imputazione della responsabilità da reato all'interno di gruppi di società (si tratta dell'ordinanza emessa dal Gip presso il Tribunale di Milano il 20 settembre 2004 e di quella del Tribunale.....

 

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