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Sab, 25 Mag 2019
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ANNOTAZIONE DELLA SENTENZA DI CASSAZIONE 21.11.2018 N. 52470 - di Ciro Santoriello, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Torino



Cass., sez. III, c.c. 19 ottobre 2018 (dep. 21 novembre 2018), n. 52470

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Il giudice, se il reato presupposto dalla persona fisica è prescritto, non può ordinare la confisca delle quote sociali e dei beni nell'ambito di un procedimento per la responsabilità amministrativa dell'ente, senza che abbia dimostrato la sussistenza di un vantaggio per l'ente e determinatone la sua consistenza

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Una società era condannata in sede di merito essendosi riconosciuta la sua responsabilità da reato ex d.lg. n. 231 del 2001 e si vedeva applicata, oltre che il pagamento di una sanzione pecuniaria, la confisca delle quote sociali e di alcuni suoi beni.
In sede di Cassazione, la decisione della Corte d'appello era censurata, per quanto di interesse in questa sede, sotto due profili.
In primo luogo, si lamentava la violazione del diritto di difesa dell'ente accusato e in particolare l'inosservanza degli artt. 39 e 40 d.lg. n. 231 del 2001 e ciò in quanto l'ente si era costituito in giudizio e aveva partecipato allo stesso mediante il difensore di fiducia nominato dal proprio rappresentante legale, imputato del reato da cui dipendeva l'illecito amministrativo e pertanto incompatibile ai sensi dell'articolo 39 citato e solo nel giudizio di appello la società si era costituita con il ministero di difensore nominato dal nuovo rappresentante legale non imputato; doveva quindi riconoscersi che la società, almeno per il giudizio di primo grado, era rimasta priva di un difensore, perché invalidamente nominato da un legale rappresentante.

L'iniziale illegittimità della nomina del difensore di fiducia da parte dell'ente collettivo avrebbe determinato, secondo la difesa, anche la prescrizione dell'illecito amministrativo contestato alla persona giuridica.
Infatti, se è corretto – .....

 

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