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LA RIFORMA DEL PROCESSO PENALE IN ABSENTIA E LE POSSIBILI RIPERCUSSIONI SULLA DISCIPLINA DELLA CONTUMACIA DELL'ENTE - di Paolo Di Geronimo, Magistrato presso il Tribunale di Chieti



1. L'abrogazione dell'istituto della contumacia dell'imputato.

La disciplina della mancata partecipazione dell'imputato al suo procedimento ha subito una profonda e radicale rivisitazione a seguito dell'entrata in vigore della l. 28 aprile 2014, n. 67 contenente "Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili".
Il complesso intervento normativo – per quanto di interesse in questa sede – si articola essenzialmente su due assi portanti, essendosi da un lato abrogato l'istituto della contumacia introducendosi una serie di cautele volte a garantire che il procedimento penale non si possa svolgere nella incolpevole ignoranza da parte dell'imputato; al contempo, è stata introdotto l'istituto della sospensione del processo nel caso di irreperibilità dell'imputato.
Le ragioni che hanno indotto il legislatore ad intervenire in materia in modo netto, giungendo all'eliminazione del processo contumaciale, derivano essenzialmente dalle ripetute sentenze emesse dalla CEDU con le quali l'Italia è stata condannata per l'insufficienza delle garanzie riconosciute al contumace, nei cui confronti l'appartato normativo – nonostante l'intervenuta modica dell'istituto della remissione in termini di cui all'art.175 c.p.p. – non consentiva un effettivo esercizio delle facoltà difensive, anche in considerazione dell'obiettiva difficoltà di dimostrare l'incolpevolezza e la non riconducibilità ad una scelta volontaria della mancata partecipazione al giudizio.
Sulla scia di tali imput provenienti dalle pronunce della CEDU, si è ritenuto di eliminare dal nostro sistema penal-processuale la figura dell'imputato contumacie, richiedendosi la prova certa che la mancanza comparizione in giudizio dell'imputato sia frutto di una scelta volontaria e consapevole, non certamente dipendente da un difetto di conoscenza in ordine alla pendenza del procedimento.
Nel rimodulare il processo in absentia il legislatore ha mantenuto ferma la disciplina delle notifiche degli atti di impulso processuale e vocatio in iudicium, andando a modificare le norme concernenti le verifiche preliminari in ordine alla costituzione in giudizio dell'imputato . È stato, pertanto, completamente riformulato l'art.420 bis c.p.p. stabilendosi in primo luogo che si dovrà procedere in assenza dell'imputato ove questi abbia espressamente manifestato la volontà di non comparire, in tal modo dimostrando di essere edotto della pendenza del procedimento e della data di celebrazione dell'udienza.
Sicuramente di maggior ricorrenza è l'ipotesi in cui l'imputato rimanga assente, limitandosi a non comparire in udienza, nel qual caso l'art.420 bis c.p.p. consente di procedere in assenza solo a fronte di determinati indici dai quali è possibile desumere, in termine di sostanziale certezza, che l'imputato abbia comunque avuto conoscenza della pendenza del procedimento a suo carico, sì da poter affermare che la mancata comparizione non può essere imputabile ad una ignoranza incolpevole del soggetto interessato.
Gli indici della sicura conoscenza del procedimento sono desumibili da specifici accadimenti procedimentali, avendo il legislatore ritenuto di individuare presunzioni semplici dalle quali è desumibile affermare la predetta conoscenza qualora l'imputato "abbia dichiarato o eletto domicilio ovvero sia stato arrestato, fermato o sottoposto a misura cautelare ovvero abbia nominato un difensore di fiducia, nonché nel caso in cui l'imputato assente abbia ricevuto personalmente la notificazione dell'avviso dell'udienza ovvero risulti comunque con certezza che lo stesso è a conoscenza del procedimento o si è volontariamente sottratto alla conoscenza del procedimento o di atti del medesimo". Ad ulteriore garanzia dell'effettività della partecipazione, viene riconosciuta all'imputato un'ampia rimessione in termini per svolgere attività istruttoria, anche mediante rinnovazione di specifici atti assunti in sua assenza, qualora si dimostri l'incolpevolezza della mancata partecipazione al giudizio derivante da un difetto di conoscenza dello stesso, ovvero dall'assoluta impossibilità a comparire.
Una volta ridisegnato il sistema della partecipazione al giudizio dell'imputato, ne è conseguita l'abrogazione della figura del contumace, il cui status si fondava sulla previsione di una serie di.....

 

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