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Lun, 27 Mag 2019
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BITCOIN, I RISCHI DI LEGALITA' NELL'UTILIZZO DELLA MONETA VIRTUALE NELL'ECONOMIA REALE - di ing. Giovanni D’Adamo, libero professionista, partner di Development Compliance Partners s.r.l. e dr.ssa Katia Aondio, Responsabile del Servizio di Internal Audit di Fininvest Gestione Servizi S.p.A.


1. PREMESSA

Il termine Bitcoin si riferisce alla moneta digitale (anche «BTC») creata nel 2009 da un anonimo, conosciuto in rete con il nome di Satoshi Nakamoto, e al relativo software open source con cui si abilita la rete peer to peer tra gli utenti che ne fanno parte. Il Bitcoin è, dunque, una delle prime forme della cosiddetta «criptovaluta» che, alla data del presente contributo, conta oramai un centinaio di cloni più o meno diffusi (tra cui Litecoin, Dogecoin, Peercoin, Quark, …).
Da un uso limitato alle compravendite in internet, Bitcoin ha iniziato a diffondersi anche in alcuni esercizi commerciali che lo accettano come forma di pagamento . «Peraltro, la "socialità" del bitcoin può dirsi oramai fuoriuscita dallo stretto ambito della comunità che lo ha sinora sviluppato e rappresenta, secondo noi, l'elemento propulsivo dell'affermazione sempre più crescente della moneta di internet anche nel "mondo reale" »
Basti pensare che il valore del bitcoin inizialmente era di un millesimo di $ per arrivare a toccare punte di circa mille $ a fine 2013 e scendere ad un valore che si attesta, ad aprile 2014, a circa 300-400 $, altamente fluttuante anche a seguito degli accadimenti che hanno portato alla chiusura di un noto Exchanger asiatico Mt. Gox ed alla morte del CEO di un fondo specializzato nella criptomoneta.
Tra entusiasti che vedono questa ed altre forme di moneta digitale come il futuro e detrattori che considerano il Bitcoin una sorta di «Schema Ponzi » o, in ogni caso una bolla, in cui a guadagnarci saranno solo coloro che hanno investito all'inizio ed, in particolare, i creatori dello stesso , si inserisce una questione su cui vale, comunque, la pena fare alcune riflessioni: è legale? Può essere uno strumento di commissione di reati anche in ottica del D. Lgs. n. 231/2001?


2. BITCOIN: CARATTERISTICHE E MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO

Per capire meglio i rischi connessi all'utilizzo delle monete digitali occorre illustrare sinteticamente le modalità di funzionamento di Bitcoin le cui caratteristiche sono sostanzialmente simili alle altre criptovalute , almeno negli aspetti peculiari che maggiormente ci possono interessare ai fini della compliance anche in relazione al D. Lgs. n. 231/2001.
Bitcoin si basa sul trasferimento di valuta tra conti usando una crittografia asimmetrica a chiave pubblica . La corrispondente chiave privata autorizza il pagamento solo all'utente proprietario di una certa moneta. I bitcoin contengono la chiave pubblica del loro proprietario (cioè l'indirizzo). Quando un utente A trasferisce i bitcoin all'utente B rinuncia alla sua proprietà aggiungendo la chiave pubblica di B (il suo indirizzo) sulle monete in oggetto e firmandole con la propria chiave privata. Trasmette poi un apposito messaggio attraverso i nodi della rete peer-to-peer in modo che questi validino le firme crittografiche e l'ammontare delle cifre coinvolte prima di accettare la transazione stessa. In sostanza il bitcoin non è altro che una catena di firme digitali.
Per impedire la possibilità di utilizzare più volte la stessa moneta, la rete implementa un «server di marcatura oraria peer-to-peer», che assegna identificatori sequenziali ad ognuna delle transazioni che vengono poi rafforzate nei confronti di tentativi di modifica usando l'idea di una catena di proof-of-work (mostrate in Bitcoin come "conferme"). Ogni volta che viene effettuata una transazione, essa parte nello stato di "non confermata"; diventerà "confermata" solo quando verificata attraverso una lista di marcatura oraria gestita collettivamente di tutte le transazioni conosciute, la «catena dei blocchi». La catena dei blocchi contiene lo storico dei i movimenti di tutti i bitcoin generati a partire dall'indirizzo del loro creatore fino all'attuale proprietario. Quindi, se un utente prova a riutilizzare una moneta che ha già speso, la rete rifiuterà la transazione in quanto la somma risulterà già essere spesa. La cifratura delle transazioni Bitcoin utilizza un codice esadecimale a 256 bit «Hash SHA – 256» oggi considerato sicuro e inviolabile «ma con il crescere della capacità di calcolo dei computer … potrebbe diventare meno sicuro. Questo rischio, almeno dal punto di vista teorico, è maggiore se un nuovo sistema di calcolo basato sulla meccanica quantistica venisse sviluppato. Il che effettivamente sta avvenendo, con i primi supercomputer quantistici che hanno iniziato a processare dati in modo del tutto diverso» .
I dati necessari ad utilizzare i propri bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di portafogli elettronici («wallet»), o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso, i bitcoin possono essere trasferiti attraverso la rete Internet verso chiunque disponga di un indirizzo Bi.....

 

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