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LA NOMINA DEL COMMISSARIO GIUDIZIALE IN SEDE CAUTELARE - di Giuseppe Amato- Procuratore della Repubblica di Trento




In occasione della nomina, in sede cautelare, del commissario giudiziale in sostituzione della misura interdittiva, il giudice deve indicare i "compiti ed i poteri" del commissario, tenendo conto della specifica attività svolta dall'ente e della situazione in cui si trovava il vertice della società. Lo ha affermato la Cassazione, Sezione VI, nella sentenza 28 settembre 2011- 22 novembre 2011 n. 43108, Ennaeuno s.p.a.

1. Nella specie, il tribunale del riesame, giudicando in sede di rinvio dopo un annullamento della Cassazione, aveva accolto l'appello del pubblico ministero proposto nei confronti del provvedimento del giudice per le indagini preliminari che aveva respinto la richiesta di applicazione nei confronti di una società, indagata per gli illeciti amministrativi di cui agli artt. 24 e 25 ter d. lgs. 8 giugno 2001 n. 231, della misura cautelare interdittiva prevista dall'art. 9, lettera d), dello stesso decreto, eventualmente da sostituirsi con la nomina di un commissario giudiziale. Per l'effetto, il tribunale aveva proceduto alla nomina del commissario giudiziale.
Contro tale decisione ha proposto ricorso la società, censurando che la nomina del commissario giudiziale era avvenuta senza la specificazione dei compiti e delle modalità attraverso cui questi dovevano essere svolti.
La Corte ha accolto, sotto questo specifico profilo, il ricorso annullando con rinvio l'ordinanza del tribunale, con invito a specificare i compiti ed i poteri del commissario.

2. La sentenza contiene importanti, anche se non esaustive, puntualizzazioni in ordine ai presupposti che presiedono, in sede cautelare, la scelta di sostituire l'applicazione della misura cautelare interdittiva con la nomina del commissario giudiziale, come consentito in forza del combinato disposto degli artt. 45, comma 3, e 15 d.lgs. n. 231 del 2001.

3. Il commissariamento giudiziale , come è noto, è configurato nell'art. 15 cit. come una misura sostitutiva delle sanzioni interdittive, diretta ad evitare che l'accertata responsabilità dell'ente si risolva in un "pregiudizio per la collettività" ogni qual volta la sanzione inflitta incida sul servizio pubblico svolto dall'ente, provocandone l'interruzione, ovvero quando l'interruzione dell'attività dell'ente, sempre per effetto della sanzione interdittiva, provochi rilevanti ripercussioni sull'occupazione: in presenza di queste distinte situazioni, da cui possono derivare conseguenze negative per il pubblico interesse, in luogo della sanzione interdittiva, idonea ad interrompere l'attività dell'ente, si prevede una sorta di "espropriazione temporanea" dei poteri direttivi e gestionali, che vengono assunti dal commissario nominato dal giudice, che assicura la prosecuzione dell'attività . La nomina del commissario, per quanto qui interessa, può v.....

 

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