2 aprile 2013 (c.c. 21 febbraio 2013) n. 15050 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione III penale* (il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente previsto dall'art. 19, comma secondo, del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, non può essere disposto sui beni immobili appartenenti alla persona giuridica ove si proceda per le violazioni finanziarie commesse dal legale rappresentante della società, atteso che gli artt. 24 e ss. non prevedono i reati fiscali tra le fattispecie in grado di giustificare l'adozione del provvedimento, con esclusione dell'ipotesi in cui la struttura aziendale costituisca un apparato fittizio utilizzato dal reo per commettere gli illeciti)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
TERZA SEZIONE PENALE

Composta da:
Dott. Alfredo Maria Lombardi - Presidente -
Dott. Renato Grillo
Dott. Giovanni Amoroso - Relatore -
Dott. Silvio Amoresano
Dott. Elisabetta Rosi
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da (A), nato a …
avverso la ordinanza del 4 giugno 2012 del Tribunale di Salerno;
udita la relazione fatta in pubblica udienza dal Consigliere Giovanni Amoroso;
udito il P.M., in persona del S. Procuratore Generale dott. Tindari Baglione che ha concluso per il rigetto del ricorso;
udito l'avvocato …, per l'imputato, che ha concluso per l'accoglimento del ricorso;
la Corte osserva:

RITENUTO IN FATTO

1. Il Gip presso il tribunale di Salerno, premesso che (A), nella qualità di legale rappresentante della società (X) s.r.l. di Eboli, ometteva il versamento dell'iva per il periodo d'imposta relativo all'anno 2007, per 59.202,00 euro, secondo quanto accertato dal competente ufficio dell'Agenzia delle Entrate con atto del 30 settembre 2010, disponeva, con decreto del 18 april.....


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