28 Gennaio 2004 - ordinanza - Tribunale di Torino - giudice per le indagini preliminari dr.ssa Salvadori* (induzione in errore dell’amministrazione finanziaria procurandosi un ingiusto profitto a seguito del mancato versamento dell’IVA - interposizione fittizia tra i fornitori comunitari e gli acquirenti finali italiani di società prive di magazzino e con strutture create ad hoc - responsabilità amministrativa dell’ente stante il vantaggio conseguito - mancata applicazione di sanzioni interdittive - società c.d. cartiere come strumento necessario e imprescindibile per la riuscita di un’operazione illecita, che tuttavia non risulta realizzata nel loro interesse o vantaggio)
Il Pubblico Ministero formula richiesta di applicazione della misura cautelare dell'interdizione dall'esercizio dell'attività per la durata di un anno o, in alternativa, della nomina di un commissario giudiziale nei confronti di due società in quanto i rispettivi amministratori di fatto sono sottoposti ad indagine per il reato di cui agli artt. 81, 640 comma 2 n. 1 c.p. così contestato

 

" perché, in attuazione del programma dell'associazione … e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, in concorso con altre persone non identificate, mediante artifici e raggiri inducevano in errore l'amministrazione finanziaria procurando a sé un ingiusto profitto pari all'importo dell'IVA non versata negli anni 2001, 2002, 2003 (per un importo complessivo di € 9.608.712,00) con correlativo danno per l'amministrazione finanziaria. Artifici e raggiri consistititi nell'interporre fittiziamente tra i fornitori comunitari e gli acquirenti finali italiani (quando invece il rapporto reale è tra fornitori comunitari e società acquirenti finali delle merci) le società … (U) … e … (M) … , prive di magazzino e strutture create appositamente per vendere sottocosto incamerando l'IVA, costituente il guadagno dei componenti l'associazione, e per consentire di immettere sul mercato autovetture a prezzi concorrenziali rispetto agli altri operatori in regola con gli obblighi tributari."

 

In relazione all'anzidetto delitto, commesso nell'interesse o comunque a vantaggio delle società secondo la prospettazione del Pubblico Ministero, è contestato alle società stesse l'illecito amministrativo di cui agli artt. 5 e 24 del D.lgs. 231/2001.
Il Giudice premette alcune notazioni di ordine generale:

 

"Il sistema desumibile dalla recente normativa risulta chiaramente improntato ai generali principi di legalità (nelle sue accezioni di riserva di legge.....


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