PROFILI GIURIDICI DEL CONCETTO DI ADEGUATEZZA DEI MODELLI ORGANIZZATIVI - di Giulio Garuti, Straordinario di diritto processuale penale nell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
1. Alcune premesse "giuridiche"

Per potere parlare di "adeguatezza" in relazione ai modelli organizzativi disciplinati dal d.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 occorre muovere da alcune premesse: se per un verso non è espressamente previsto il concetto di "adeguatezza" nell'ambito del microsistema concernente la responsabilità amministrativa degli enti, per l'altro verso, in tale contesto, non esiste un'unica tipologia di modelli organizzativi.
Concentrando per il momento l'attenzione su questo secondo aspetto, non si può ignorare la previsione di modelli organizzativi per ipotesi delittuose poste in essere da soggetti in posizione apicale (art. 6) ovvero per fattispecie criminose perpetrate da soggetti sottoposti all'altrui direzione (art. 7) ( ), nonché la previsione di modelli organizzativi creati in un momento che precede la realizzazione del reato – c.d. modelli "ante factum" - oppure in un momento che segue la realizzazione stessa, vale a dire i c.d. modelli "post factum".
Per quanto riguarda poi il concetto di "adeguatezza", preme anzitutto evidenziare come tale concetto non possa avere una valenza assoluta, non esistendo, rispetto ad esso, criteri risolutivi cui rapportarsi. Di conseguenza, tale concetto ha bisogno di combinarsi – nei diversi modi attraverso i quali è chiamato ad operare – con le singole forme dei modelli organizzativi sopra richiamati.
Da un punto di vista giuridico, il concetto in parola deve tuttavia parametrarsi con riguardo a due momenti che si concretizzano nell'adozione e nell'attuazione del modello; momenti che, per soddisfare il grado di adeguatezza, devono raggiungere rispettivamente il livello di idoneità e di efficacia.
In proposito, non possiamo peraltro evitare di sottolineare come la valutazione in punto di adozione del modello non possa rimanere avulsa dalla valutazione in punto di attuazione, rappresentando questi momenti due aspetti strettamente collegati del processo logico-valutativo posto in essere dal giudice al fine di pervenire a un unico effetto giuridico.


2. Essenziali premesse economiche

Sempre in via di premessa, non si può ignorare il fatto che l'adeguatezza da un punto di vista giuridico deve combinarsi pure con il concetto di adeguatezza sotto il profilo economico, il quale rappresenta un giudizio che attiene non solo alla funzionalità del modello ma anche all'economicità del sistema. E se il concetto di funzionalità si collega alla capacità di salvaguardare l'azienda dalla responsabilità e dalle sanzioni correlate, il concetto di economicità richiama invece il rapporto tra obiettivi e mezzi necessari al loro raggiungimento. Insomma, per l'economista il modello risulta adeguato qualora consenta di perseguire economicamente l'obiettivo prefissato, sposando efficacia ed efficienza e mantenendo i costi del controllo al di sotto dei costi dei benefici. D'altronde, all'interno di un mercato globale, i requisiti di economicità – da apprezzare nel lungo periodo -, se per un verso richiamano problemi di costi, per l'altro verso evocano ritardi nei processi decisionali connessi all'eccessiva burocratizzazione.
Al riguardo, preme comunque osservare che i.....


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