Sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2016 č stata pubblicata la delibera ANAC n.32 del 20.1.2016, recante linee guida per l'affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali
Con la delibera n.32 del 20.1.2016 l'Autoritą Nazionale Anticorruzione ha fornito le sue indicazioni per l'affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali.

In particolare, il paragrafo 12.3 del documento recita:

12.3 Il rispetto delle prescrizioni del d.lgs. 231/2001
Sempre nell'ottica di garantire l'affidabilitą del soggetto erogatore e di assicurare che la prestazione affidata venga svolta nel rispetto della legalitą, le stazioni appaltanti devono verificare l'osservanza, da parte degli organismi no-profit, delle disposizioni di cui al d.lgs. 231/2001 (Disciplina della responsabilitą amministrativa delle persone giuridiche, delle societą e delle associazioni anche prive di personalitą giuridica, a norma dell'articolo 11 della l. 29 settembre 2000, n. 300), applicabile agli stessi in ragione, sia del tenore letterale delle relative previsioni (rivolte agli enti forniti di personalitą giuridica, alle associazioni anche prive di personalitą giuridica e alle societą private concessionarie di un pubblico servizio) sia della natura dei servizi erogati.
Gli enti no-profit devono dotarsi di un modello di organizzazione che preveda:
- l'individuazione delle aree a maggior rischio di compimento di reati;
- la previsione di idonee procedure per la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'ente nelle
attivitą definite a maggior rischio di compimento di reati;
- l'adozione di modalitą di gestione delle risorse economiche idonee ad impedire la commissione
dei reati;
- la previsione di un appropriato sistema di trasmissione delle informazioni all'organismo di
vigilanza;
- la previsione di misure di tutela dei dipendenti che denunciano illeciti;
- l'introduzione di sanzioni per l'inosservanza dei modelli adottati.
Inoltre, devono procedere alla nomina di un organismo deputato alla vigilanza sul funzionamento e sull'osservanza del modello e all'aggiornamento dello stesso (cui attribuire autonomi poteri di iniziativa e di controllo), oltre a prevedere ed attuare adeguate forme di controllo sull'operato dell'organismo medesimo.

Gli enti no-profit devono dotarsi di un modello di organizzazione di cui al d.lgs. 231/2001 e procedere alla nomina di un organismo deputato alla vigilanza sul funzionamento e sull'osservanza del modello e all'aggiornamento dello stesso.
Le stazioni appaltanti devono verificare l'osservanza, da parte degli organismi no-profit, delle disposizioni di cui al d.lgs. 231/2001.