30 settembre 2015 (c.c. 14 aprile 2015) n. 39373 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione III penale* (secondo il principio di legalità l'ente non può essere ritenuto responsabile per un fatto costituente reato se la sua responsabilità amministrativa in relazione a quel reato e le relative sanzioni non sono espressamente previste da una legge entrata in vigore prima della commissione del fatto - necessaria verifica della prosecuzione degli illeciti in materia di rifiuti oltre il luglio 2011 quando per il principio di legalità avrebbe potuto applicarsi la normativa introdotta dal d.lgs. 7/7/2011 n. 121 che aveva esteso la responsabilità dell'ente anche ai reati ambientali - i reati di abbandono di rifiuti e di discarica abusiva sono reati commissivi eventualmente permanenti, la cui antigiuridicità cessa con l'ultimo abusivo conferimento di rifiuti o con il vincolo reale del bene ovvero con la sentenza di primo grado - lo stoccaggio di rifiuti è un reato di natura permanente)


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
TERZA SEZIONE PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati
Dott. ALDO FIALE - Presidente -
Dott. LORENZO ORILIA - Rel. Consigliere -
Dott. CHIARA GRAZIOSI - Consigliere
Dott. VINCENZO PEZZELLA - Consigliere
Dott. ALESSIO SCARCELLA - Consigliere
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da: Procuratore Generale presso Corte d'Appello di L'aquila
nei confronti di:
(…) n. il …
(…) n. il …
(…) n. il …
avverso l'ordinanza n. … del Tribunale della Libertà di L'Aquila, del 05/02/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. Lorenzo Orilia;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott. Vito D'Ambrosio: annullamento senza rinvio
uditi i difensori …

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza 5.2.2015 il Tribunale di L'Aquila, in accoglimento della richiesta di riesame proposta da (…), (…), (…), ha annullato il decreto di sequestro preventivo per equivalente di beni nella disponibilità della (…) spa, disposto fino a concorrenza della somma di €. 1.774.746,688 in relazione ad una serie di reati in materia di rifiuti (di cui al D.Lvo n. 152/2006) contestati ai predetti ai capi b), c), d) ed e) rispettivamente quali titolare (il primo) e legali rappresentanti (gli ultimi due). Secondo i giudici del riesame, mancando la prova della prosecuzione degli illeciti fino al luglio 2011, per il principio di legalità (art. 2 del D. Lgs 231/2001) non poteva applicarsi la normativa introdotta dal D. Lvo 7.7.2011 n. 121 che aveva esteso la responsabilità dell'ente anche per i reati ambientali.

2......


Il seguito è riservato agli utenti abbonati.