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Mer, 5 Ott 2022

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE ANTICORRUZIONE

VERSO NUOVE PROSPETTIVE

ANNO 2017

L'anno 2017 è iniziato con un'importante pubblicazione: si tratta dello studio dell'OCSE sulla responsabilità degli enti derivanti da reato con specifico riferimento alla corruzione internazionale.

Sebbene concepito come un approfondimento in tema di foreign bribery, lo studio ha costituito un importantissimo momento di sintesi del quadro globale a livello normativo ed applicativo della responsabilità degli enti.

A distanza di 15 anni dall'entrata in vigore del decreto legislativo 231 del 2001, frutto proprio dell'adempimento italiano alla convenzione OCSE, molti permangono i punti di criticità del sistema normativo e numerosi i dubbi interpretativi in tema di efficacia del metodo prescelto.

L'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con sede a Parigi ha invero fornito con lo studio in commento, un'importantissima pubblicazione destinata a segnare con maggiore consapevolezza e una più sicura visione le future scelte legislative in questo delicato quanto importante settore.

Inoltre, da parte italiana, il Ministero degli Affari Esteri ha intrapreso numerosi iniziative volte ad evidenziare gli sforzi intrapresi dall'Italia in materia di contrasto alla corruzione. Il 27 ottobre 2017 si è tenuto, nell'ambito della Presidenza italiana G7, un workshop di altissimo livello sulla misurazione della corruzione, per fare il punto sulla definizione di indicatori della corruzione. Attualmente, manca un indicatore universale in grado di misurare concretamente la presenza di corruzione in ciascun Paese; d'altro canto, il Corruption Perception Index (CPI) formulato da Transparency International è uno dei pochi e affidabili indicatori in grado di fornire una “percezione” del grado di corruzione esistente; tuttavia, sono state in esso evidenziate alcune insufficienze: in particolare, la valenza scientifica della corruzione percepita è stata criticata per quanto riguarda la praticabilità stessa della misurazione qualitativa della governance. Per converso, sarebbe un grave errore sottovalutare il fenomeno e, pertanto, è necessario che la distanza tra corruzione percepita e corruzione reale divenga sempre più ridotta.

All'evento hanno preso parte i maggiori esperti dei Paesi G7 in materia, studiosi e rappresentanti della Banca Mondiale e dell'Ocse.

In questa sede, è bene evidenziare le conseguenze che i fenomeni corruttivi generano nei più svariati settori, tra i quali quello sportivo. Durante la VII Conferenza degli Stati Parte UNCAC è stata adottata un'innovativa Risoluzione in tal senso, intitolata "Corruption in Sport".

La sfida principale consiste nel riunire i maggiori stake-holder al fine di sviluppare standard internazionalmente riconosciuti, creare strumenti pratici per fornire assistenza tecnica per promuovere il buon governo e prevenire la corruzione nello sport.

Avvicinandosi alla corruzione e al coinvolgimento di complesse attività criminali internazionali attraverso i prismi della giustizia criminale e gli interessi delle organizzazioni sportive, è possibile mettere a frutto una notevole esperienza e un know-how dei vari stake-holder interessati a contrastare il fenomeno.

Vi è la necessità di adottare un approccio olistico, non limitando la lotta alla corruzione nel mondo sportivo al solo match-fixing, ma includendovi altresì altrettante ramificazioni legate alla criminalità organizzata, quali le scommesse illecite, le sponsorizzazioni, il doping, l'aggiudicazione di gare di appalto per la realizzazione di grandi eventi sportivi e le conseguenti infiltrazioni criminali.

Spostandoci verso il Continente latino-americano, la VIII Conferenza Italia-America Latina e Caraibi - tenutasi il 13 dicembre scorso - ha sottolineato le numerose iniziative e, soprattutto, una trasformazione radicale nella governance di questi Paesi e un approccio proattivo nella lotta a fenomeni legati alla corruzione e alla criminalità organizzata, che da sempre attanagliano questo grande Continente.

Secondo l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani (OHCHR), il denaro perso o distorto, a causa di siffatte pratiche criminose, sarebbe sufficiente a distribuire prodotti alimentari per ben 80 volte in aree sottosviluppate del mondo.

L'obiettivo 16 degli SDG, dedicato alla pace, trasparenza, responsabilità e rule of law, con il suo connotato trasversale assicura un nuovo modello globale di governance e fa risaltare l'impegno per la legalità, lo stato di diritto e il contrasto della corruzione.

Chiaramente, l'analisi appena menzionata serve ad illustrare non solo gli effetti che la corruzione comporta, ma altresì i cambiamenti radicali che ne sono scaturiti. Da questione etica è diventata celermente un problema per lo sviluppo economico, la concorrenza e la responsabilità politica.