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LA DISCIPLINA DELLA RESPONSABILITÀ DEGLI ENTI IN UK: PROFILI APPLICATIVI ED EXTRATERRITORIALITÀ DEL BRIBERY ACT 2010 - di Marco Moretti, Maurizio Monterisi e Giampiero Belfiore (CBA Studio Legale e Tributario)

Premessa

Il Regno Unito, seguendo il trend dettato dagli Stati Uniti d'America ed analogamente a quanto già fatto, tra l'altro, in Italia in materia di compliance programs attraverso la previsione delle norme in tema di responsabilità degli enti e delle persone giuridiche derivanti da reato, ha provveduto a modificare ed integrare la propria preesistente normativa in materia di corruzione, introducendo il principio della responsabilità penale delle persone giuridiche, limitatamente alle ipotesi in cui talune condotte, sussumibili nell'ambito del reato di corruzione (pubblica o privata), siano state poste in essere a vantaggio delle società con la conseguente possibile applicazione di rilevanti sanzioni pecuniarie.
In particolare, al fine di introdurre nell'ordinamento giuridico inglese la disciplina della citata responsabilità penale delle società, in data 1 luglio 2011 è formalmente entrato in vigore il c.d. Bribery Act 2010. Ai sensi della predetta norma, ed al pari della disciplina italiana di cui al D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231, la responsabilità degli enti potrà essere esclusa e/o limitata qualora l'ente dimostri di aver implementato procedure adeguate per prevenire atti corruttivi ("adequate procedures designed to prevent").
A differenza, tuttavia, di quanto disposto dal legislatore italiano, il Bribery Act non prevede l'istituzione di alcun organo di controllo interno all'impresa, omologo del c.d. Organismo di Vigilanza previsto dalla disciplina italiana di cui al citato D.lgs. 231/2001.



1. Il Bribery Act

a) Excursus storico ed inquadramento normativo

L'esigenza di una riforma delle norme penali in tema di corruzione (bribery offence) è emersa nel 1995 attraverso le raccomandazioni formulate dalla Commissione Nolan nel Report on Standards in Public Life, in cui si affrontava la tematica dei diritti e doveri, sia di carattere giuridico che etico, incombenti sui soggetti titolari di cariche pubbliche . Negli anni seguenti, diverse iniziative istruttorie si sono succedute da parte del Governo inglese, culminate nella presentazione, nel 2003, di uno schema di disegno di legge (Draft Corruption Bill), rimasto non approvato. Più di recente, la Law Commission, in un proprio documento, pubblicato ad esito di una consultazione pubblica promossa sul tema (Reforming Bribery, del novembre 2008 ), ha creato invece le premesse per una aggiornata definizione giuridica del reato di corruzione, fino ad allora risultante essenzialmente da regole giurisprudenziali e da disposizioni legislative assai risalenti .
A tale riguardo, il 25 marzo 2009 è stato, poi, pubblicato il Bribery Bill, proposta di legge avente ad oggetto il tentativo di ridurre al minimo, se non di eliminare del tutto, il rischio di commissione di illeciti di natura penale da parte degli enti, mediante l'adozione di adeguati programmi di conformità. In data 8 aprile 2010, il citato Bribery Bill ha ottenuto il c.d. Royal Assent (il c.d. "beneplacito reale"), quale atto finale del procedimento britannico di promulgazione delle leggi, divenendo a tutti gli effetti un Act del British Parliament (Bribery Act).
Il Bribery Act risulta imperniato sostanzialmente sulla previsione di quattro figure di reato: (i) corruzione attiva verso soggetti pubblici o privati (Offences of bribing another person - Section 1); (ii) corruzione passiva verso soggetti pubblici o privati (Offences relating to being bribed - Section 2); (iii) corruzione di un pubblico funzionario straniero (Bribery of foreign public officials - Section 6); (iv) mancata prevenzione della corruzione da parte delle società (Failure of commercial organizations to prevent bribery – Section 7).
In termini generali, la prima tipologia di reato sopra menzionata si correla all'offerta, alla promessa o al conferimento ad altri di un vantaggio, finanziario o di altra natura, al fine di ottenere o di remunerare l'illecita esecuzione di attività o prestazioni (improper performance) ricadenti nella loro sfera di funzioni o di responsabilità o in quella di terze persone; la seconda consiste nel richiedere, ricevere o nell'accettare di ricevere tale vantaggio; la terza riguarda la corruzione del pubblico ufficiale straniero e proietta l'applicabilità delle relative disposizioni all'esterno del territorio nazionale; la quarta, infine, è riferita alla corporate offence, costituita dall'omissione, da parte di una società commerciale, rispetto all'adozione di misure idonee a prevenire episodi di corruzione.
Il Bribery Act, disciplinando gli illeciti legati alla corruzione (pubblica e privata) e introducendo il principio della responsabilità penale delle persone giuridiche, presenta diversi caratteri comuni ma anche sostanziali elementi di differenza rispetto alla disciplina codicistica italiana dei reati contro la pubblica amministrazione e della responsabilità amministrativa-penale degli enti contenuta nel D.lgs. 231/2001.
In primo luogo, occorre rilevare che, a differenza del Bribery Act che, tra le Offences of bribing another person (corruzione attiva) di cui alla Section 1, e le Offences relating to being bribed di cui alla Section 2 (corruzione passiva), punisce le ipotesi di corruzione sia verso soggetti pubblici che privati, l'ordinamento italiano non disciplina nel codice penale le fattispecie di reato scaturenti da condotte corruttive poste in essere nei confronti di un soggetto privato. In particolare, il codice penale italiano contempla le fattispecie di corruzione di pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio esclusivamente tra i delitti contro la Pubblica Amministrazione di cui al Libro II (Dei delitti in particolare), Titolo II, Capo I (Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione), e prevede la corruzione c.d. attiva - propria e impropria, antecedente e susseguente - agli articoli 318 (Corruzione per un atto d'ufficio), 319 (Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio), 319-ter (Corruzione in atti giudiziari), 320 (Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio) e sanzionate dagli articoli 321 (Pene per il corruttore) e 322 (Istigazione alla corruzione), commi primo e secondo.
Con specifico riferimento, poi, alla responsabilità penale degli enti, giova osservare che, mentre il Bribery Act punisce esclusivamente la mancata prevenzione della corruzione da parte della società (Failure of commercial organisations to prevent bribery di cui alla Section 7), il compendio di reati da cui il citato D.lgs. 231/2001 fa .....

 

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