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8 gennaio 2014 (c.c. 28 novembre 2013) n. 326 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione II penale* (ipotesi di revoca delle misure cautelari - risarcimento integrale del danno e eliminazione delle conseguenze dannose del reato ovvero efficace adopramento in tal senso - non costituisce risarcimento effettivo del danno la costituzione di un accantonamento costitutivo di una riserva indisponibile certificata dal collegio sindacale comunicato alle persone danneggiate dal reato solo dieci giorni prima della scadenza del periodo di sospensione di sette mesi concesso dal giudice - le disposizioni funzionali alla regolarizzazione, attraverso schemi rigorosi, dell'organizzazione dell'ente tali da impedire la reiterazione dei reati devono essere interpretate con il massimo rigore per poter perseguire la massima efficacia il che deve tradursi nella diretta consegna alle persone danneggiate della somme costitutive del risarcimento del danno




REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SECONDA SEZIONE PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. Ciro Petti - Presidente -
Dott. Enzo Iannelli - Rel. Consigliere -
Dott. Domenico Gentile - Consigliere -
Dott. Giuliano Casucci - Consigliere -
Dott. Giovanni Verga - Consigliere -
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia
nei confronti di:
(X)
avverso l'ordinanza n. … Tribunale Libertà di Pistoia, del 10/07/2013;
letti gli atti, la ordinanza impugnata, il ricorso e la memoria a sostegno depositata il 13.11.2013;
udita la relazione del cons. Enzo Jannelli;
udite le conclusioni del S. Procuratore generale Giuseppe Volpe, per l'annullamento con rinvio del provvedimento.
udito il difensore della società (X) s.p.a. … che chiede che venga dichiarata l'inammissibilità del ricorso del P.M.

-1- Il P.M. di Pistoia ricorre per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Pistoia in data 10.7.2013 che, in sede di appello, annullava l'ordinanza emessa dal gip della stessa città, datata 31.5.2013, che, ripristinava la già disposta misura cautelare interdittiva nei confronti della (X) s.p.a. del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per sette mesi nelle regioni della Toscana e della Liguria, misura conseguente al ravvisato illecito amministrativo di cui agli artt. 5, comma 1 lett. a), 21 e 25 D.Lgs. n. 231/2001 correlato ai reati di cui agli artt. 81 cpv, 1l0, 3l9, 3l9 bis, 321 e 1353 comma 2 c.p. contestati a …, quale socio di maggioranza ed institore della predetta società. Era accaduto che il gip del tribunale di Pistoia, dopo la sospensione, alla predetta società per azioni, delle misure cautelari ex art. 49 D.Lgs. per un periodo di sette mesi al fine di consentirle di poter adempiere alle tre condizioni ostative alla applicazione delle misure cautelari interdittive elencate nell'art. 17 del D.Lgs. n. 231/2001, le riteneva non adempiute, ripristinava la misura che però veniva annullata dal giudice di appello con il provvedimento oggetto di ricorso.

-2- In breve il discorso giustificativo del giudice di appello che, oltre che annullare la citata ordinanza, disponeva altresì la restituzione della somma di euro 250.000,00 in precedenza prestata a titolo di fideiussione ai sensi dell'art. 49 D.Lgs. cit.: in adempimento della prima condizione prevista dalla lett. a) del citato art. 17 il tribunale ha ritenuto che, nella impossibilità di determinare l'entità del danno cagionato dagli amministratori della società a fronte dell'incolpazione provvisoria, l'avere però previsto in bilancio la costituzione di un fondo di accantonamento di euro 120.000,00 (rectius 118.000.00) informando della operazione i Comuni in tesi danneggiati dal reato - Pistoia e Piteglio - si traduceva in buona sostanza nell'adempimento della prestazione alternativa al risarcimento integrale del danno ovvero alla eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose da reato, prestazione alternativa tradottasi nell'essersi la società efficacemente adoperata per garantirne, del risarcimento e della eliminazione delle conseguenze predette, il futuro adempimento. Non riteneva il giudice di appello che .....

 

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