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20 marzo 2012 (ud. 15 dicembre 2011) n. 10822 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione II penale* (il beneficio della sospensione condizionale della pena non trova applicazione nel sistema sanzionatorio delineato dalla legge n. 231 del 2001, relativa alla responsabilità degli enti dove sono previsti istituti diversi in funzione special preventiva)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. CAMMINO Matilde - Presidente
Dott. PRESTIPINO Antonio - Consigliere
Dott. DAVIGO Piercamillo - Consigliere
Dott. DIOTALLEVI Giovanni - Consigliere
Dott. VERGA Giovanna - rel. Consigliere
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
1) (…) nato il …
2) (…) nato il …
3) (…) s.r.l.;
avverso la sentenza n. … Corte Appello di Lecce, del 03/02/2011;
visti gli atti, la sentenza e il ricorso;
udita in pubblica udienza del 15/12/2011 la relazione fatta dal Consigliere Dott. Giovanna Verga;
udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Alfredo Montagna, che ha concluso per l'inammissibilità dei ricorsi;
udito il difensore Avv. … che chiede l'accoglimento dei ricorsi.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con sentenza in data 3.2.2011 la Corte d'Appello di Lecce, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Brindisi sez. distaccata di Ostuni del 18.12.2008, concedeva a (...) e a (...) benefici di legge, confermando nel resto l'impugnata sentenza. Il Tribunale di Brindisi, Sezione distaccata di Ostuni, aveva condannato (...) e (...) per avere con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, il primo quale rappresentante legale della (...) srl ed il secondo, quale legale rappresentante della (...) srl, indotto in errore la (...), concessionaria per conto del Ministero della Attività Produttive, che erogava, indebitamente tra (...) circa 480.000.000 milioni di lire, con artifizi e raggiri consumati mediante: la rappresentazione nei bilanci dal (...) di una situazione patrimoniale diversa da quella reale (simulando un apporto di capitali propri nel conto "soci conto futuro aumento capitale sociale"); la fatturazione da parte della (...) srl di beni strumentali in data antecedente al reale possesso; il rilascio dalla (...) srl in favore della (...) srl di false dichiarazioni liberatorie, attestanti il pagamento a saldo, non effettivamente intervenuto, perché detto pagamento avveniva mediante il rilascio di effetti cambiari da parte della (...) srl con scadenze successive alla dichiarazione; la sovrafatturazione da parte della (...) srl dei beni strumentali forniti, con simulazione del pagamento, allo scopo di compensare il mancato apporto di mezzi propri nell'investimento.
Alla (...) srl gli stessi fatti erano stati contestati quale illecito amministrativo, ai sensi del Decreto Legislativo n. 231 del 2001, articolo 59, ed addebitati con la decisione di condanna. Ricorrono per Cassazione, a mezzo dei loro difensori, gli imputati e l'ente. (...), in particolare, deduce che la sentenza impugnata è incorsa in:
1. vizio della motivazione con riguardo alla mancata declaratoria di prescrizione. Sottolinea che la commissione del reato risale al (...);
2. violazione di legge e vizio della motivazione con riguardo alla sua responsabilità a titolo di concorso per mancanza dell'elemento soggettivo. Contesta la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito;
3. violazione di legge e vizio della motivazione con riguardo alla sussistenza della contestata truffa per assenza del comportamento artificioso richiesto;
4. violazione di legge in punto accertamento del dolo;
5. vizio della motivazione con riguardo alla ritenuta responsabilità. Contesta la valutazione operata dalla Corte Territoriale delle de.....

 

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