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Lun, 27 Mag 2019
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LA GESTIONE DINAMICA DEL RISCHIO - di Fabrizio Romolotti, consulente sistemi di gestione



1. Il problema della decisione

Nell'agosto del 1900 il matematico tedesco David Hilbert, nel suo intervento al Congresso internazionale di matematica di Parigi, presentò una lista di ventitre problemi che la matematica era chiamata a risolvere. Il secondo dell'elenco, l'"Entscheidungsproblem", il "problema della decisione", consisteva nel dimostrare la coerenza degli assiomi dell'aritmetica dei numeri reali. Era questa una questione che coinvolgeva direttamente i fondamenti stessi della matematica. Tuttavia nel 1931 Kurt Gödel dimostrò con il suo teorema di incompletezza l'impossibilità del programma di Hilbert, in quanto il teorema dimostrava appunto che all'interno di qualsiasi sistema logico formale esiste una proposizione indecidibile. Nel 1927 il fisico Werner Heisenberg formulò il principio di indeterminazione o di incertezza in fisica, principio che mandava in soffitta la visione deterministica della realtà, e che nei testi di fisica teorica apre ai capitoli intitolati in generale crisi della fisica classica; nel 1905 Albert Einstein aveva introdotto la teoria della relatività ristretta che negava la possibilità di attribuire un valore assoluto alla misura di grandezze fisiche quali lo spazio e il tempo. Nel giro di poco più di trent'anni certezze indiscusse delle scienze esatte si erano infrante sulla scogliera delle realtà ultime (o penultime, o terzultime, o ….), molto più complesse e imprevedibili di quanto ci si potesse fino ad allora aspettare.


2. Il "nuovo approccio"

Ma esiste davvero un nesso tra l'impossibilità teorica di avere una conoscenza e un controllo della realtà, preciso quanto si vuole, e la gestione dinamica del rischio, che qui si intende trattare? Se non un nesso preciso, esiste almeno un'analogia tra queste impossibilità teoriche e le più modeste impossibilità, quanto meno pratiche, insite nel tentativo di imbrigliare la realtà ordinaria? Diciamo che queste considerazioni costituiscono un monito a non pretendere di voler dare soluzioni univoche a problematiche che la realtà, comunque mutevole, via via ci propone; e in questo senso sì, è presente un nesso tra esse e la gestione del rischio. Per fare un esempio concreto tra i molti possibili, è interessante notare che fu proprio la consapevolezza della particolare complessità del mondo della componentistica elettrica ad indurre nel 1973 la Commissione Europea ad emanare, ai fini della sicurezza di questi prodotti, una direttiva "rivoluzionaria", la Direttiva Bassa Tensione n. 73/23, che per la prima volta, in luogo di prescrizioni puntuali relative ai diversi parametri tecnici in gioco, si limitava a definire i requisiti essenziali di sicurezza. L'impostazione di questa direttiva era quella di definire "che cosa" dovesse essere garantito circa la sicurezza dei prodotti elettrici e non più "come" questa garanzia dovesse essere ottenuta. In seguito al successo della Direttiva, la Commissione Europea confermò questo atteggiamento, formalizzandolo nel cosiddetto "Nuovo approccio" (Risoluzione del Consiglio, 7 maggio 1985, relativa ad una nuova strategia in materia di armonizzazione tecnica e normalizzazione - risoluzione del Consiglio 85/C 136/01 - Gazzetta ufficiale C 136 del 4 giugno 1985) che generalizzava i criteri seguiti nella 73/23, estendendoli a tutte le altre Direttive. Come curiosità, può essere interessante notare che la stessa direttiva 73/23 è stata riemessa nel 2006 praticamente identica nei contenuti, proprio per ricondurla, anche formalmente, al Nuovo approccio che essa stessa aveva contribuito a generare.
Anche la pubblicazione nel 1987 della serie delle norme ISO 9000 che, al contrario di quanto spesso si ritiene, non hanno alcun intento di uniformare le diverse organizzazioni ma, al contrario, di promuoverne di fatto la differenziazione attraverso l'identificazione puntuale dei requisiti organizzativi funzionali al governo efficace dei processi di un'organizzazione, e non dei modi di fatto seguiti per garantirne il soddisfacimento, conferma questo approccio. Questo rende più agevole per le organizzazioni definire modalità anche del tutto originali, innovative, variabili e capaci di dare una risposta adeguata e aggiornata alle loro esigenze reali e mutevoli, incluse quelle delle cosiddette parti interessate, proprio perché tali modalità sono state liberamente scelte per rispondere ai requisiti così chiaramente individuati ed esplicitati. A fronte di questi requisiti , è infatti più facile mettere in discussione regole consolidate sulle quali viene a volte fatto un affidamento più psicologico che reale, e che spesso sono riconducibili al mero rispetto di "tradizioni" e "riti" che, se pur condivisi negli specifici contesti, e quand'anche efficaci, sono spesso lungi dal garantire efficienza al sistema e scarsamente adatti a gestire i cambiamenti. All'impianto logico della normativa ISO 9000 si sono ispirati e si ispirano molti sistemi di gestione (esempio: ISO 14000 per la gestione ambientale, OHSAS 18000 per la sicurezza dell'ambiente, SA 8000 circa l'affidabilità sociale): e tale impianto può facilmente cogliersi anche nella legge 231 del 2001.
Anzi, proprio per la soluzione delle problematiche relative alle responsabilità amministrative delle società e degli enti, la logica qui seguita viene proposta come possibile contributo per l'individuazione dei pericoli, la valutazione, l'analisi e la ponderazione dei corrispondenti rischi e il loro trattamento.
Questa impostazione dà ragione della loro applicazione e del loro successo in campi estremamente diversificati come ad esempio il mondo manifatturiero, sanitario, scolastico e professionale, quali ad esempio gli studi legali.


3. Oltre il buon senso

Può a questo punto essere interessante cogliere l'analogia tra i requisiti e la definizione puntuale degli obiettivi propri dell'organizzazione o anche personali e, corrispondentemente, l'analogia tra le soluzioni "personalizzate", che costituiscono i modi per soddisfare i requisiti, e la strategia dell'organizzazione.
Di fronte alla libertà di soluzioni e di scelta.....

 

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