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17 maggio 2013 (ud. 25 gennaio 2013) n. 21192 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione VI penale* (responsabilità amministrativa dell’ente per i reati di concussione e corruzione - la responsabilità dell'ente sussiste anche quando il reato presupposto si estingue per una causa diversa dall'amnistia e in tal caso l'accertamento della responsabilità amministrativa dell’ente nel cui interesse o per il cui vantaggio il reato è stato commesso può e deve proseguire attraverso un percorso processuale autonomo, pur non potendosi prescindere da una verifica quanto meno incidentale circa la sussistenza del fatto di reato con immutato potere cognitivo da parte del giudice penale - necessità di illustrare adeguatamente e con formule non generiche nella motivazione della sentenza i criteri oggettivi attraverso cui è commisurata l'entità delle sanzioni inflitte all’ente)




REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SESTA SEZIONE PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. Antonio Agrò - Presidente -
Dott. Carlo Citterio - Consigliere -
Dott. Giorgio Fidelbo - Consigliere -
Dott. Emanuele Di Salvo - Consigliere -
Dott. Gaetano De Amicis - Rel. Consigliere -
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
(A)
(B)
(C)
(X) S.R.L.
(D)
(E)
(F)
avverso la sentenza n. … della Corte di Appello di Genova, del 04/02/2011;
visti gli atti, la sentenza e il ricorso;
udita in pubblica udienza del 25/01/2013 la relazione fatta dal Consigliere Dott. Gaetano De Amicis;
udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Giuseppe VOLPE che ha concluso, per (A) e (B) - qualificato il fatto come reato ex art. 319 quater - l'annullamento con rinvio al giudice di merito per la determinazione della pena (capo B); l'annullamento senza rinvio per il capo A) per prescrizione, esclusa l'aggravante di cui all'art. 112 c.p. e rigetto nel resto dei ricorsi.
Uditi i difensori … i quali hanno insistito nell'accoglimento dei rispettivi ricorsi e l'annullamento della sentenza impugnata.

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza del 4 febbraio 2011 la Corte d'appello di Genova, in parziale riforma delle sentenze emesse dal Tribunale di Sanremo - nelle date del 7 ottobre 2009, del 12 gennaio 2010 e del 5 maggio 2009 - nei confronti di (C), (A), (D), (E), (F), …, (B), nonchè del responsabile amministrativo della "(X)" s.r.l., ha dichiarato: a) (B) colpevole del reato di concussione ascrittogli in concorso con il (A) [capo sub b)], condannandolo alla pena di anni due e mesi otto di reclusione, oltre alle relative pene accessorie ed al risarcimento dei danni in favore della parte civile; b) (C) e (A) colpevoli degli altri reati di cui alla sentenza del 7 ottobre 2009 [contestati, ex artt. 110, 112, co.1, n.1, 319 e 321 c.p., nel capo sub a)], aumentando le rispettive pene ad anni tre e mesi tre di reclusione ciascuno, con le relative sanzioni accessorie di tipo interdittivo, la condanna all'ulteriore risarcimento dei danni in favore della parte civile e la confisca di beni per l'importo complessivo di euro 54.000,00 (il (A)) e di euro 74.000,00 (il (C)); c) (E) e (F)colpevoli del reato di corruzione loro ascritto, nel capo sub a), condannandoli ciascuno alla pena di anni due di reclusione ed alla relativa pena interdittiva, con la confisca dei loro beni per l'importo complessivo di euro 20.000,00 e la condanna al risarcimento dei danni in favore della parte civile; d) (D) colpevole del reato di cui all'art. 323 c.p., così qualificato il fatto oggetto dell'originaria imputazione di corruzione di cui al capo sub a), condannandolo alla pena di mesi otto di reclusione ed al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile.
Ha dichiarato, altresì, la responsabilità amministrativa della "(X)" s.r.l. per i fatti commessi dal (C), disponendone la condanna al pagamento di quattrocento quote (pari alla somma di euro 400,00) e la confisca dei beni per l'importo dl euro 74.000,00, confermando nel resto le impugnate pronunzie.
2. Avverso la predetta sentenza della Corte d'appello di Genova hanno proposto ricorso per cassazione i difensori di (B), (C), (A), (D), (E), (F), nonché della "(X)" s.r.l., deducendo i motivi di doglianza che vengono di seguito rispettivamente illustrati.
3. Il ricorso proposto dalla difesa di (B) prospetta dieci profili di doglianza il cui contenuto viene sinteticamente riassunto nei termini di seguito esposti.
3.1. Violazione dell'art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p., per erronea applicazione della legge penale, nonché manifesta illogicità della motivazione dell'impugnato provvedimento, in relazione agli artt. 110 e 317 c.p., avendo la Corte d'appello tratto la prova dell'esistenza del concorso dell'extraneus nel delitto di concussione essenzialmente dal fatto di avere (B) incaricato il (A) della redazione dell'atto unilaterale d'obbligo - incarico che la … non avrebbe autonomamente conferito e che avrebbe mostrato di non aver gradito - senza tener conto che la prova del relativo apporto causale implica la necessaria individuazione di atti o comportamenti riconducibili alla condotta tipica della norma incriminatrice.
3.2. Violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., per contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, laddove la Corte d'appello attribuisce valenza indiziaria ad una circostanza di fatto - ossia, l'essere stato il ricorrente a procurare i contatti tra la ... ed il (A) - che essa stessa, tuttavia, smentisce nella ricostruzione degli eventi, quando ricorda che la ... aveva autonomamente incontrato il (A), informandosi presso gli uffici comunali, e personalmente con il Sindaco, della fattibilità dell'operazione commerciale, ancor prima di conferire l'incarico professionale ad (B).
Ulteriore vizio motivazionale, poi, si anniderebbe nell'aver attribuito efficacia indiziante alla circostanza inerente ai ripetuti riferimenti dell'(B) alla necessità di corrispondere somme di denaro ai tecnici comunali per accelerare la pratica, poiché tale circostanza di fatto - oltre che scarsamente verosimile per la data menzionata nella sentenza - non coinvolgerebbe neppure indirettamente la persona del Sindaco.
3.3. Violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., per mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, nonché per travisamento della prova documentale, non avendo la Corte d'appello considerato le relative produzioni difensive, che comproverebbero la presentazione della richiesta di concessione da parte dello studio (B) … già in data 15 gennaio 2003, con il compimento di una copiosa attività tecnica nei mesi successivi, laddove in un passaggio motivazionale dell'impugnata sentenza si fa riferimento al fatto che sino al 23 luglio la richiesta di autorizzazione non era stata neppure depositata presso gli uffici comunali.
Un travisamento della prova documentale, inoltre, deriverebbe dall'aver omesso di considerare la presenza di contributi progettuali offerti da altri professionisti, dei quali avrebbe escluso invece l'intervento, affermando che solo al ricorrente era stato conferito l'incarico di seguire la pratica ed attribuendogli la responsabilità per i lamentati ritardi nella sua definizione, quando l'autorizzazione idraulica, ad es., venne richiesta da un altro tecnico alla fine di luglio del 2003.
Travisamenti di prove documentali offerte alla cognizione della Corte discenderebbero, poi, dall'aver affermato che lo studio professionale affiancato dalla ... all'(B) (studio …) avrebbe svolto la propria attività in un breve lasso di tempo, alla fine di luglio del 2003 - anziché nei precedenti mesi di maggio e giugno - e dal non aver valutato che il ricorrente non avrebbe potuto certamente consegnare la pratica prima che gli pervenissero i contributi progettuali elaborati da quello studio, senza peraltro considerare che la stessa ..., nel maggio 2003, aveva chiesto una proroga di sei mesi per il rilascio della concessione edilizia, non a causa dei ritardi dell'(B), ma per le richieste di natura tecnico-progettuale pervenute dalla giunta comunale di ... con deliberazione n. 11 del 16 gennaio 2003.
3.4. Violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., per mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, nonché per travisamento della prova documentale, laddove la Corte ha ritenuto che il ricorrente avrebbe incaricato il (A) dopo il 23 luglio, cioè a pochissimi giorni dalla scadenza del termine del 30 luglio che la ... intendeva rispettare, quando l'incarico gli fu invece conferito qualche giorno dopo il 3 luglio e prima del 10 luglio, in quanto la presentazione dell'atto unilaterale d'obbligo era stata richiesta dalla C.E. di ... in data 3 luglio 2003, e nella successiva data del 10 luglio 2003 la ... aveva già ricevuto dal (A) il dischetto con la relativa bozza dell'atto unilaterale richiesto.
Ulteriore vizio motivazionale deriverebbe dall'aver attribuito valore indiziante ad altra circostanza - ossia, il fatto che dell'adempimento relativo alla predisposizione del patto lo stesso (B) si sarebbe occupato anche in altre precedenti occasioni - destituita di ogni fondamento alla luce della deposizione resa da un teste - … - il cui contenuto era stato indicato nella memoria difensiva.
3.5. Violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., per mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, laddove la Corte afferma che la pratica ricevette uno straordinario impulso dopo il 23 luglio 2003 e venne quindi approvata nel giro di pochi giorni, partendo dall'errato presupposto che sino al 23 luglio la richiesta di concessione non era stata neppure depositata ed omettendo di considerare il complesso iter amministrativo e gli elaborati progettuali depositati ancor prima della riunione della Commissione edilizia del 3 luglio 2003: l'approvazione finale, in realtà, fu la logica conseguenza della verifica della completezza e della regolarità della pratica, mentre nessuna correlazione vi sarebbe tra il pagamento al (A) - non avvenuto nel luglio del 2003, ma nell'ottobre dello stesso anno - e lo svolgimento dell'incarico professionale, che l'(B) terminò il 23 luglio 2003.
Altro vizio motivazionale, infine, per contraddittorietà del relativo passaggio contenuto nell'impugnata pronunzia, emergerebbe laddove la Corte fa discendere una significativa rilevanza indiziaria circa l'esistenza di un accordo illecito tra il privato ed il pubblico ufficiale dalla mera circostanza dell'affidamento dell'incarico professionale dall'(B) al (A) e dalla dichiarata disponibilità del primo a farsi "latore" della successiva richiesta economica dell'altro, in assenza di ulteriori dati di fatto.
4. La difesa di (A) ha dedotto nel suo ricorso quattro motivi di doglianza il cui contenuto viene qui di seguito sinteticamente illustrato.
4.1. Violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e), e lett. b), c.p.p., in relazione alla condanna per il delitto di concussione, sotto i profili della mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, dell'omessa valutazione di elementi di prova acquisiti agli atti, del travisamento del contenuto di altre risultanze processuali e della ritenuta sussistenza della su indicata ipotesi delittuosa in assenza di atti abusivi e di una specifica condotta induttiva da parte dell'imputato (con una subordinata richiesta di riqualificazione del fatto quale ipotesi di corruzione impropria ex art. 318 c.p.).
La Corte d'appello, in particolare, avrebbe omesso di valutare una serie di doglianze sollevate dalla difesa in ordine ai seguenti profili: a) all'assenza di qualunque dato fattuale a sostegno dell'ipotesi di un preordinato accordo tra il Sindaco (A) ed il tecnico (B), non risultando pregressi rapporti di collaborazione professionale né prima nè dopo l'affidamento, da parte del geometra, dell'incarico per la predisposizione dell'atto unilaterale d'obbligo nell'ambito dell'iter amministrativo inerente alla richiesta di permesso di costruire proposta dalla "…"; b) alla mancanza di atti di abuso della qualità o dei poteri del pubblico ufficiale, e dunque di un'attività induttiva, riconducibile al Sindaco (A), non avendo la persona offesa - ... - riferito di suoi condizionamenti o pressioni, peraltro neanche emersi dalle risultanze delle intercettazioni telefoniche e dall'esame dell'avv. …, legale della predetta; c) alla contraddittoria collocazione temporale dell'accordo per il pagamento della parcella, e dunque della promessa dell'utilità, in occasione della consegna di un dischetto contenente il testo dell'atto unilaterale d'obbligo, risultando dal contenuto di un'intercettazione telefonica del 10 luglio 2003, relativa ad una conversazione tra la ...ed il (C), che il (A), consegnandole il documento, le aveva detto che non doveva pagargli alcuna parcella, essendo lui d'accordo con l'(B); d) alla mancanza di ogni riferimento alla circostanza che la ... aveva conferito un incarico di mediatore, retribuito con la somma di euro 80.000,00, al vice Sindaco ed assessore all'edilizia …, per acquisire dai numerosi proprietari i terreni occorrenti per realizzare la prevista opera immobiliare; e) all'inesistenza del preteso termine di scadenza del vigente piano regionale ligure per il commercio alla data del 3 luglio 2003, essendo la persona offesa consapevole che la scadenza era stata già prorogata; f) all'omessa indicazione di alcun fatto sintomatico a sostegno dell'esistenza di un piano concordato tra il (A) e l'(B).
La Corte territoriale avrebbe inoltre espresso considerazioni generiche e manifestamente illogiche riguardo ai seguenti punti della decisione: a) assenza di contraddizione tra la condanna del (C), socio della ..., per la corruzione del Sindaco in relazione all'intervento di cui al capo sub a), e quella per concussione dello stesso (A) in danno della ... con riferimento alla vicenda del parco commerciale di cui al capo sub b); b) pretesa irrilevanza della deposizione del teste ..., legale ed amico della ..., che ha escluso di avere ricevuto confidenze in ordine ad illegittime richieste da parte del (A), con la conseguenza che le relative risultanze probatorie avrebbero dovuto essere valutate alla stregua di un riscontro negativo in ordine al preteso condizionamento della libertà morale della predetta imprenditrice.
Vengono censurati, poi, ripetuti travisamenti delle risultanze processuali e vizi di contraddittorietà della motivazione riguardo: a) all'interpretazione del contenuto della conversazione oggetto di intercettazione telefonica intercorsa fra l'assessore ... ed il (C) in data 7 luglio 2003; b) alle modalità di redazione dell'atto unilaterale d'obbligo; c) alla data di deposito dell'istanza di permesso a costruire, in realtà protocollata nel Comune di ... il 15 gennaio 2003; d) al parere favorevole già espresso dalla Commissione edilizia in data 3 luglio 2003; e) all'entità dell'importo pagato per la prestazione professionale, in realtà inferiore ai minimi tariffari all'epoca spettanti agli avvocati; f) al contenuto della stessa deposizione resa dalla teste ..., che non avrebbe mai operato alcun riferimento a condizionamenti o pressioni da parte del (A), ed alla conseguente omessa motivazione sul rigetto del gravame circa l'insussistenza degli elementi costitutivi della concussione.
4.2.Violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., in relazione alla condanna per il reato di corruzione continuata [capo sub a)], per omessa disamina del punto concernente il rigetto della richiesta subordinata di trasmissione degli atti al P.M. ex artt. 521, n. 2 e 598 c.p.p., risultando il fatto diverso da quello descritto nel decreto di citazione a giudizio, in quanto la controprestazione illecita riguardava, eventualmente, il rilascio delle autorizzazioni per il parco commerciale alla società "…", e non l'addebito, contestato al solo (C), della realizzazione del complesso "…" (motivo indicato al n. 2 dell'atto di appello e dalla Corte territoriale non esaminato, neanche implicitamente, sotto alcun profilo).
4.3. Violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e), e lett. b), c.p.p., in relazione agli artt. 112, comma 1, n. 1, 62-bis e 157 c.p., per quel che attiene alla condanna per il reato di corruzione continuata [capo sub a)], in relazione alla denegata esclusione dell'aggravante del numero delle persone di cinque o più, alla mancata concessione delle invocate attenuanti generiche ed all'omessa declaratoria di non doversi procedere per intervenuta prescrizione riguardo alla donazione da parte del (C) al (A) di un orologio marca "Rolex", modello "Daytona".
4.4. In via subordinata .....

 

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