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7 marzo 2013 (c.c. 5 marzo 2013) n. 10903 - sentenza Corte di Cassazione - sezione VI penale* (ordinanza cautelare nei confronti dell’ente - motivazione c.d. per relationem sul compendio indiziario dei reati con richiamo al contenuto dell’ordinanza applicativa della misura cautelare personale facente parte di altro procedimento - difetto di motivazione dell'ordinanza cautelare nei confronti dell’ente, rimasto non sanato in appello, in ordine alle contestazioni sollevate dalla difesa a proposito della sussistenza dei gravi indizi dei fatti di reato costituenti il presupposto del contestato illecito amministrativo - considerato che l’art. 45 del D.Lgs. 231/2001 richiama espressamente l'art. 292 c.p.p., il quale a sua volta prevede, a pena di nullità, che l'ordinanza cautelare contenga, fra l'altro (comma 2, lett. c-bis)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SESTA SEZIONE PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. Antonio Agrò - Presidente -
Dott. Arturo Cortese - Rel. Consigliere -
Dott. Francesco Ippolito - Consigliere -
Dott. Domenico Carcano - Consigliere -
Dott. Pierluigi Di Stefano - Consigliere -
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
(X) s.r.l.
avverso l'ordinanza n. … Tribunale Libertà di Pistoia, del 22/11/2012;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. Arturo Cortese;
sentite le conclusioni del PG Dott. Antonio Mura, che ha chiesto il rigetto del ricorso;
uditi i difensori …

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ordinanza emessa il 23 ottobre 2012 il G.i.p. del Tribunale di Pistoia disponeva, fra l'altro, nei confronti della (X) S.r.l. la misura cautelare interdittiva del divieto di contrattare con la p.a. nelle regioni Toscana e Liguria per mesi sei, sospendendola per mesi sette per l'adozione dei modelli e degli altri incombenti previsti dall'art. 17 del D. Lgs. 231 del 2001 e determinando una cauzione di € 75.000,00. La vicenda si inseriva nell'ambito di un procedimento penale riguardante un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, volti al1'aggiudicazione di appalti pubblici, procedimento in cui venivano emessi provvedimenti cautelari coercitivi nei confronti di numerosi indagati per tali reati, alcuni dei quali commessi in favore della detta Società.
Per quanto riguarda l'illecito contestato all'ente, il g.i.p., nell'ordinanza suindicata, si richiamava alla ordinanza di applicazione della misura cautelare personale emessa nei confronti di (A), socio di maggioranza della Società, da cui emergeva il sistema di corruzione che aveva consentito alla Società di ottenere lucrosi appalti attraverso gare manipolate, col conseguimento di un profitto di rilevante entità, individuato presuntivamente e prudenzialmente nella misura di € 114.000,00, pari al 10% della quota di pertinenza del valore delle commesse. Ad operare per conto della Società, ponen.....

 

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