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LA DISCIPLINA DELLA RESPONSABILITA' PENALE DEGLI ENTI IN BELGIO, 13 ANNI DOPO - di Antonio Francesco Morone, dottore di ricerca in diritto penale italiano e comparato, avvocato in Torino




SOMMARIO: 1. Le origini della riforma. – 2. I reati oggetto della fattispecie e l'imputazione del reato all'ente. – 3. Il concorso nel reato di ente e persona fisica. – 4. Il sistema sanzionatorio (cenni).


1. Le origini della riforma.

Diversamente dalla scelta operata in Italia con il corposo D. Lgs. n. 231/2001, nel 1999 il legislatore belga ha introdotto con minime modifiche al codice penale la responsabilità penale degli enti, optando per una disciplina tout court penalistica. Mentre in Francia tale risultato è stato raggiunto attraverso il meccanismo della responsabilità indiretta (par ricochet), in Belgio si è optato non senza difficoltà per la completa assimilazione della personne morale alla persona fisica [1].
Giova ricordare che la questione relativa all'introduzione della responsabilità penale degli enti in Belgio, in modo del tutto similare a quanto avvenuto in Italia, ha visto fino al 1999 il proliferare di studi volti, da una parte, a sottolineare l'impossibilità dogmatica di un tale tipo di riforma, dall'altra, a sostenerne la necessità [2].
Tale secondo orientamento, c.d. «moderno», si è basato principalmente su una nuova concezione della personalità giuridica, passando dalla teoria della fiction alla teoria della réalité technique: secondo tale impostazione, la persona giuridica, sarebbe in possesso di una consistenza e di una esistenza reali, distinte da quelle dei suoi membri [3].
Nonostante le perplessità manifestatesi in dottrina, una serie di «obblighi» di carattere internazionale – si pensi, tra gli altri, alle Raccomandazioni del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa n. R. (81) 12 e n. R (82) 15, le quali hanno ribadito l'opportunità di introdurre una responsabilità penale delle persone giuridiche in materia di criminalità economica, nonché alla Raccomandazione n. R (88) 18 – ha definitivamente indotto il legislatore belga a percorrere la via «moderna» e a superare, pertanto, il principio societas delinquere et puniri non potest.
A parte la evidente differenza tra la tecnica legislativa belga e quella italiana, è la specie di illecito che differenzia maggiormente i due sistemi. Anche se le fonti internazionali non hanno imposto scelte precise sul punto [4], in Belgio, differentemente dal nostro paese – dove si è optato per un sistema di responsabilità amministrativa dipendente da reato [5] – la scelta è caduta su una disciplina tout court penalistica.
La Legge belga 5 maggio 1999, in particolare, ha novellato l'art. 5 c.p., il quale attualmente dispone che: «(1) Ogni personne morale è penalmente responsabile dei reati che siano intrinsecamente legati alla realizzazione del suo oggetto o alla difesa dei suoi interessi, o di quelli dei quali i fatti concreti dimostrino che sono stati commessi per conto suo. (2) Qualora la responsabilità della personne morale dipenda esclusivamente dall'intervento di una persona fisica identificata, solo la persona che ha commesso la faute più grave può essere condannata. Se la persona fisica identificata ha commesso il reato con consapevolezza e volontà, essa può essere condannata nello stesso tempo che la personne morale responsabile. (3) Sono assimilate alle personnes morales: 1) le associazioni temporanee e le associazioni in partecipazione; 2) le società previste all'art. 2, 3° comma, Testo unico sulle società, così come le società commerciali in formazione; 3) le associazioni che non hanno assunto la forma di società commerciali. (4) Non possono essere considerate come persone giuridiche responsabili penalmente per l'applicazione del presente articolo: lo Stato federale, le regioni, le comunità, le province, le zone de secours [6], l'agglomerato urbano di Bruxelles, i comuni, le zone pluricommunales, gli organi territoriali intercomunali, la commissione comunitaria francese, la commissione comunitaria fiamminga, la commissione comunitaria comune e i centri pubblici di assistenza sociale».
Quanto agli enti soggetto della fattispecie [7], la parziale esclusione delle persone giuridiche di diritto pubblico è stata aspramente critica dalla dottrina, ritenendo contraddittorio o, comunque, difficilmente giustificabile che, a fronte delle molte assimilazioni operate – si pensi all'assimilazione tra personne morale e persona fisica o quella tra soggetti con personalità giuridica e altri che ne sono privi – si sia scelto di allargare tanto il margine di immunità delle persone di diritto pubblico [8].
Nonostante tali perplessità, la Cour d'arbitrage ha ritenuto di non dover dichiarare l'incostituzionalità di tale parte della legge per la asserita e presunta disparità di trattamento, in particolare, tra enti di diritto privato e personnes morales di diritto pubblico. In particolare, la Corte ha ritenuto in una ormai celebre sentenza, che «l'art. 5, 4° comma, c.p., non viola gli artt. 10 e 11 Cost. ove esclude dal proprio campo di applicazione le persone giuridiche di diritto pubblico elencate» [9].


2. I reati oggetto della fattispecie e l'imputazione del reato all'ente.

Uno dei punti di maggiore lontananza della disciplina belga degli illeciti penali delle personnes morales da quella italiana concerne l'ambito di applicazione ratione materiae della legge. Diversamente dal nostro sistema, dove è prevista una elencazione tassativa dei casi di responsabilità da reato degli enti, la disciplina belga, è molto più lineare senza limitazioni in tal senso. Coerentemente con la scelta di assimilare tout court la personne morale a quella fisica, con altrettanta linearità nell'art. 5 c.p. si prevede la possibilità che «la personne morale [possa], in linea di principio, commettere tutti i reati» [10], purché, come si vedrà più avanti, siano imputabili all'ente secondo i criteri previsti.
Quanto all'imputazione del reato il I comma dell'art. 5 c.p. prevede che «ogni personne morale è penalmente responsabile dei reati che siano intrisecamente legati alla realizzazione del suo oggetto o alla difesa dei suoi interessi, o di quelli dei quali i fatti concreti dimostrino che sono stati commessi per conto suo».
La scelta della piena assimilazione fra ente e persona fisica imp.....

 

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