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SOLIDARIETA' FRA ENTE E PERSONA FISICA IN TEMA DI SEQUESTRO PER EQUIVALENTE - di Vincenzo Tutinelli




1. Introduzione
Nell'ambito della tematica della responsabilità degli enti, uno degli istituti che ha attratto particolare attenzione è quello della confisca per equivalente. In particolare, sia la giurisprudenza sia la dottrina hanno esaminato i caratteri distintivi di tale istituto evidenziando come-inserito nell'ambito delle sanzioni da parte dell'intervento legislativo del 2001-questo abbia assunto carattere particolarmente innovativo .
Tale carattere innovativo ha riguardato non solo la definizione della natura giuridica, ma anche la individuazione dei presupposti e degli effetti. Presupposti ed effetti in ordine ai quali si può affermare che la giurisprudenza abbia espresso un orientamento sostanzialmente unitario.
In quest'ottica, la ricostruzione di tale orientamento e quindi del regime della confisca di valore appare meritevole di ulteriore riflessione, soprattutto per verificare la coerenza tra le affermazioni relative alla natura giuridica e le pronunce che hanno individuato quelli che sono i caratteri ed i profili applicativi dell'istituto.

2. I principi espressi dalla Cassazione
Già con riferimento all'analogo istituto introdotto dall'articolo 322 bis del codice penale, la giurisprudenza di legittimità aveva pacificamente affermato la legittimità del sequestro preventivo eseguito in danno di un concorrente per l'intero importo relativo al prezzo o profitto dello stesso reato, nonostante le somme illecite fossero state incamerate in tutto o in parte da altri coindagati.
A tale conclusione la Corte giungeva affermando, da un lato, che il principio solidaristico, che informa la disciplina del concorso di persone nel reato, implica l'imputazione dell'intera azione delittuosa e dell'effetto conseguente in capo a ciascun concorrente e comporta solidarietà nella pena. Dall'altro, che la confisca per equivalente riveste preminente carattere sanzionatorio e può interessare ciascuno dei concorrenti anche per l'intera entità del prezzo o profitto accertato, salvo l'eventuale riparto tra i medesimi concorrenti che costituisce fatto interno a questi ultimi e che non ha alcun rilievo penale .
L'affermazione della esistenza di un principio solidaristico è divenuta orientamento assolutamente costante della Corte di Cassazione. Tale principio ha portato anche ad affermare che vi possa essere una solidarietà tra persone fisiche ed ente che siano responsabili in conseguenza della commissione del medesimo fatto-reato. La lettura della S. C: si incentra sulla identità del fatto da cui derivano i diversi titoli di responsabilità posto che, pur se la responsabilità dell'ente ha una sua autonomia, tanto che sussiste anche quando l'autore del reato non è stato identificato o non è imputabile (art. 8 d.lgs. 231), è imprescindibile il suo collegamento all'oggettiva realizzazione del reato, integro in tutti gli elementi strutturali che ne fondano lo specifico disvalore, da parte di un soggetto fisico qualificato . In quest'ottica, si è recentemente affermato che il sequestro preventivo funzionale alla confisca di valore ben può incidere contemporaneamente sia sulle persone fisiche indagate per il reato di corruzione attiva sia sull'ente societario che ha tratto profitto dal reato, e ciò in base rispettivamente alle disposizioni di cui all'art. 321/2° c.p.p. in relazione all'art 322-ter c.p. e all'art. 53 in relazione all'art. 19 d. lgs. n. 231/01.
Con il limite, però, che il vincolo cautelare d'indisponibilità non deve essere esorbitante, nel senso che non deve eccedere, nel complesso, il valore del detto profitto e non deve determinare ingiustificate duplicazioni, posto che dalla unicità del reato non può che derivare l'unicità del profitto .
La pronuncia cui da ultimo si è accennato riprende in buona parte le affermazioni fatte (tra l'altro dal medesimo estensore) in una recente edizione delle sezioni unite della Suprema Corte : per cui, perduta l'individualità storica del profitto illecito, la confisca di valore può interessare indifferentemente ciascuno dei concorrenti anche per l'intera entità del profitto accertato (entro logicamente i limiti quantitativi dello stesso), non essendo esso ricollegato, per quello che emerge allo stato degli atti, all'arricchimento di uno piuttosto che di un altro soggetto coinvolto, bensì alla corresponsabilità di tutti nella commissione dell'illecito, senza che rilevi il riparto del relativo onere tra i concorrenti, che costituisce fatto interno a questi ultimi .
In questo senso, deve ritenersi che tali pronunciamenti si propongono fra l'altro quale conseguenza del carattere sanzionatorio della confisca poiché la Corte, pur consapevole dell'evoluzione normativa dell'istituto che, per effetto di recenti modifiche legislative, ha via via assunto una fisionomia ibrida e polivalente (potendo a seconda dei casi fungere da misura di sicurezza, misura di prevenzione e, talora, pena accessoria), reputa che la confisca mantenga una logica sostanzialmente sanzionatoria, in chiave di prevenzione e di strumento strategico di politica criminale, inteso a contrastare fenomeni sistemici di criminalità economica e di criminalità organizzata. Costituendo una forma di prelievo pubblico a compensazione di prelievi illeciti, la confisca per equivalente assume preminente carattere sanzionatorio. E quale effetto sanzionatorio del reato, essa può interessare ciascuno dei concorrenti anche per l'intera entità del prezzo o profitto accertato, salvo ovviamente l'eventuale riparto del relativo onere nei rapporti interni tra i vari concorrenti, che, però, in quanto fatto interno tra concorrenti, non può ovviamente interessare l'ottica penale.

3. I corollari del principio solidaristico
L'elaborazione della giurisprudenza di legittimità ha avuto ad oggetto non solo il fondamento del principio solidaristico, ma anche i profili applicativi del medesimo principio.
È possibile riassumere quelli che potremmo definire corollari del principio solidaristico richiamandosi ad altrettante decisioni.
Così si afferma la necessità di un preliminare accertamento circa l'esistenza obiettiva di un bene costituente profitto o prezzo, la cui confisca sia impedita da un fatto sopravvenuto che ne abbia determinato la perdita o il trasferimento irrecuperabile, posto che la confiscabilità per equivalente è possibile nel caso in cui i beni costituenti il "profitto" o il "prezzo" del reato non siano aggredibili per qualsiasi ragione.
Per altro verso, si afferma la sostanziale irrilevanza del fatto che le somme illecite siano state incamerate in materialmente tutto o in parte da altri coindagati , in quanto, come accennato, la confisca per equivalente riveste preminente carattere sanzionatorio e può interessare ciascuno dei concorrenti anche per l'intera entità del prezzo o profitto accertato, salvo l'eventuale riparto tra i medesimi concorrenti che costituisce fatto interno a questi ultimi e che non ha alcun rilievo penale. Non solo; è possibile non solo un concorso anche fra persone fisiche e persone giuridiche e finanche fra enti. Sotto il primo aspetto, l'assunto è che l'ente non è estraneo al reato ed ha un titolo autonomo di responsabilità, dal momento che vige, data la natura sanzionatoria della confisca per equivalente, il principio solidaristico secondo cui l'intera azione delittuosa e l'effetto conseguente sono imputati a ciascun concorrente ; Sotto il secondo aspetto, si fa riferimento alla identità di fini perseguita nel caso concreto anche in regione dei vincoli contrattuali sussistenti fra i vari enti, come nel caso.....

 

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