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14 dicembre 2011 (dep. 21 dicembre 2011) - sentenza - Corte di Appello di Brescia - sezione II penale* (responsabilità dell’ente in dipendenza del reato di lesioni colpose commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro - lasso ristrettissimo di tempo (pochi giorni) intercorso tra l'entrata in vigore della norma che ha esteso alle lesioni colpose la disciplina prevista dal D.Lvo 231/01 e la data dell'infortunio - ad impossibilia nemo tenetur - impossibilità di predisporre e attuare tempestivamente il modello di organizzazione e di gestione anche in assenza di una disciplina specifica circa i contenuti del modello - requisito dell’interesse dell'ente in senso non soggettivo ma oggettivo ossia riferito non alle finalità che presiedono al reato quanto alla condotta del soggetto attivo in se idonea a produrre un beneficio per l'ente o, in senso ancora più estensivo, riferito all'attività nel corso della quale è commesso il reato)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE DI APPELLO DI BRESCIA
SEZIONE SECONDA PENALE

Composta dai signori:
dr. Enzo PLATE' Presidente
dr. Claudio MAZZA Consigliere rel.
dr. Cristina Amalia ARDENCHI Consigliere
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

nella causa penale trattata con il rito camerale

CONTRO

(W) nato a… domicilio dichiarato in …
difeso dall'avvocato …
libero non comparso

(X) SRL con sede in …
difeso dall'avvocato …
libero non comparso

IMPUTATI

(W):
A) del reato p. e p. dall'art. 590 co. 1, 2 e 3 in relazione all'art. 583 co. 1 n. 1 e co. 2 .n 2 c.p. perché, nella sua qualità di amministratore unico e legale rappresentante della società (X) srl, (che svolge attività di costituzione di essiccatoi per cereali), per imprudenza e negligenza e per inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e in particolare:
- per non aver attuato misure tecniche ed organizzative adeguate a ridurre i rischi connessi all'utilizzo delle attrezzature di sollevamento, e nello specifico della piattaforma aerea "Faraone" marca IMA, durante le operazioni di montaggio e smontaggio del carro essiccatoio (art. 35 co. 2 D.L.vo 626/94);
- per non aver preso le misure necessarie affinché tali attrezzature, e nello specifico la piattaforma aerea "Faraone" marca IMA, fossero utilizzate correttamente dai lavoratori, mediante il posizionamento degli appositi stabilizzatori (art. 35 co. 2 D.Lvo. 626/94);
- per non avere dato adeguata formazione ai lavoratori circa l'utilizzo delle attrezzature di sollevamento, e nello specifico della piattaforma aerea di sollevamento, e nello specifico della piattaforma aerea "faraone" marca IMA (ari.38 D.Lvo 626/94);
- per non aver dato adeguata formazione ai lavoratori circa l'utilizzo delle attrezzature di sollevamento, e nello specifico della piattaforma aerea "Faraone" marca IMA (art. 38 D.Lvo 626/94);
cagionava al dipendente (Z) lesioni personali gravissime (trauma cranico encefalico, coma post-traumatico, ipertensione endocranica respiratoria acuta con ventilazione meccanica, stato vegetativo grave) dalle quali derivava una malattia che ne metteva in pericolo la vita, tuttora permanente e probabilmente insanabile.
In particolare, durante le operazioni di smontaggio,del primo settore della struttura metallica di un carro essiccatore in corso di costruzione, la piattaforma aerea "Faraone" marca IMA sulla quale si trovava (Z) - che stava operando a circa 4 metri dal suolo - si ribaltava, determinando la caduta del lavoratore, il quale riportava lesioni sopra descritte.
In … il …
(X) s.r.l.:
B) per l'illecito amministrativo p.e.p. dall'art. 25 septies D.Lvo n. 231/01 in relazione all'art. 590 c.p. ed in particolare, al delitto di cui al capo A), perché il suo legale rappresentante (W) commetteva detto reato nel suo interesse o comunque a suo vantaggio, senza che l'Amministratore Unico (lo stesso W) avesse previamente adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi ai danni di (Z).
In … il ….

APPELLANTI

avverso la sentenza emessa dal Tribunale di Brescia in composizione monocratica, in data 29.01.2010, che dichiarava:
(W) responsabile del reato a lui ascritto e, concesse attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante, con il rito, lo condannava alla pena di mesi due di reclusione, oltre che al pagamento delle spese processuali, pena sospesa;
(X) S.R.L. in persona del legale rappresentante responsabile dell'illecito amministrativo contestato e, con la riduzione di cui all'art. 12, II comma lett. a) D.Lgs. n. 231/08 e la diminuente del rito, gli applicava la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art. 10 D.Lgs. n. 231/08 per complessivi € 20.000;
In esito all'odiena udienza camerale;
Udita la relazione del Consigliere dr. Claudio MAZZA;
Udita la requisitoria del P.G. dr. Giampaolo ZORZI;
Udita la difesa, la Corte osserva:

FATTO E DIRITTO

Con sentenza in data 29 gennaio 2010 il Tribunale di Brescia:
- condannava (W) in ordine al reato di lesioni colpose gravissime descritto in rubrica, concesse attenuanti generiche stimate equivalenti alla contestata aggravante, alla pena (sospesa) di mesi 2 di reclusione (p.b. mesi 3, ridotta per il rito);
- affermava la responsabilità della "(X) s.r.l." in ordine all'illecito amministrativo di cui all'art. 25 septies D.Lvo 231/01, in relazione al già citato reato contestato al legale rappresentante (W), ed applicava alla stessa, previa diminuzione ex art. 12 cpv. lett. a) D.Lvo 231/08 e riduzione per il rito, la sanzione pecuniaria di € 20.000.
Quanto alla ricostruzione della vicenda per cui si procede e alle motivazioni dell'affermazione di responsabilità di cui sopra, si riportano i passi salienti della sentenza.
"Nel merito, la contestazione svolta dal Pubblico Ministero assume che il lavoratore, nel corso delle operazioni di ΄montaggio-smontaggio΄ di un carro essiccatoio, sia caduto da una piattaforma aerea, in conseguenza del ribaltamento della stessa; ribaltamento che si riconnetteva, in ipotesi accusatoria, a colpe del datore di lavoro inverate da difetti in punto adozione di misure tecniche ed organizzative finalizzate a ridurre i rischi connessi all'utilizzo della stessa struttura; in punto adozione delle misure necessarie a fini di un utilizzo corretto della piattaforma a mezzo degli appositi stabilizzatori; in punto adeguata formazione del lavoratore.
La ricognizione degli atti del fascicolo del Pubblico Ministero, assunti a fonti di prova in virtù della scelta del rito abbreviato, raffigura in modo nitido il peculiare – e non lineare – sviluppo delle indagini. È agli atti una prima nota dell'A.S.L. di Brescia, datata 30.08.2007 – l'infortunio avveniva il giorno prima – nella quale si informava il Pubblico Ministero circa l'esito dei primi accertamenti effettuati nell'immediatezza del fatto; in particolare, sulla scorta delle informazioni raccolte a s.i.t. da (Y), unico teste oculare dell'incidente, si formulava la seguente ipotesi ricostruttiva: (Y) e (Z), impegnati nell'assemblaggio di un ΄essiccatoio per cereali΄, avendo già realizzato la struttura metallica del manufatto, stavano procedendo alla rimozione della parte superiore al fine di consentire la fuoriuscita dello stesso dal capannone e il trasporto per la successiva verniciatura; smontato il primo settore della struttura superiore, anche con utilizzo di un trabattello, di una scala e del carroponte per la movimentazione del pezzo, l'incidente sarebbe avvenuto quando (Z) si arrampicava per svitare i bulloni del secondo settore, perdendo l'equilibrio e poi rovinando a terra con le gravi conseguenze sopra evidenziate: (Y) non poteva essere più preciso, posto che, impegnato in un'altra operazione, si accorgeva dell'incidente solo quando (Z) era già accasciato al suolo.

Sul piano obiettivo, i pr.....

 

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