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3 novembre 2010 - ordinanza - Tribunale di Milano - Giudice per indagini preliminari in funzione di giudice dell’esecuzione dr. Luigi Varanelli* (incidente di esecuzione riguardante sentenza di applicazione della pena - questioni in tema di revoca della confisca del profitto del reato)




TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI

ORDINANZA

ritenuta la propria competenza ex art. 665 commi 2 e 4 c.p.p., a seguito del passaggio in giudicato della sentenza emessa e depositata il 23.5.08 n…. a definizione del processo con le forme del rito dell'applicazione della pena su richiesta delle parti indicato in epigrafe, nei confronti, tra gli altri, anche dei condannati istanti nella presente sede;
dato atto delle istanze ed opposizioni in materia di esecuzione di seguito specificate proposte dai difensori per conto dei propri assistiti:
avv. … per (ABC) depositata il 26.9.08, nonché ulteriore depositata il 26.11.08;
avv.ti … per (X), depositata il 23.9.08;
avv.ti … per (Y), depositata il 26.9.08;
dato atto del parere favorevole del PM sull'ammissibilità formale dell'incidente di esecuzione;
rilevato che tutte le istanze de quibus, con riferimento ai rispettivi specifici profili dedotti, attengono al medesimo titolo esecutivo, la sentenza n. … pronunciata e contestualmente depositata il 23.5.08, e alla confisca;
ritenuta l'ammissibilità formale delle istanze medesime;
riunite le istanze per l'unitaria trattazione;
fissata ex art. 665 c.p.p. l'udienza camerale con le forme ex art. 127 c.p.p.,
sentite le parti intervenute, rispettivamente:

per (X) HOLDING Spa e (Y) FINANZIARIA Spa, :
L' avv. … e l'avv. …, riportatisi alle argomentazioni e richieste contenute nelle rispettive istanze di incidente di esecuzione e depositata copia della sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 1133/08, hanno chiesto la revoca della confisca del profitto lecito eccedente.
In particolare, per (X), l'avv. … ha chiesto che la confisca residua, all'esito delle invocate restituzioni, sia contenuta in € 2.359.232,00.
Mentre per (Y) è stata chiesta la revoca dell'intera confisca ovvero, in via subordinata, di quella eccedente la somma € 1.517.711,00, da intendersi quale (unico) profitto del reato.

Il PM, precisato che gli accordi per i patteggiamenti riguardavano sia le persone fisiche che le persone giuridiche con ognuna delle relative sanzioni, circa le plusvalenze maturate successivamente al 2004, ha chiesto il rigetto dell'istanza, mentre, in merito alle plusvalenze maturate prima del novembre 2004, si è rimesso.

per (ABC) l'avv. …, richiamate le argomentazioni esposte, ha insistito per l'accoglimento delle due istanze depositate.

Il PM, ha chiesto il rigetto delle istanze di restituzione degli oneri passivi, richiamando la risolutiva sentenza della Cassazione su ricorso del coimputato … (Cass. V^ sez., n. 1131 del 2008); mentre, circa gli interessi maturati successivamente al provvedimento di confisca, si è rimesso.

rilevato di aver pronunciato, all'esito della suddetta udienza camerale, in data 1.7.2009, ordinanza ex art. 666 co. 6 c.p.p. disponendo il rigetto delle istanze degli odierni opponenti, mentre il parziale accoglimento per l'altro ricorrente, (D);
rilevato che il (D) ha prestato acquiescenza alla decisione per sé , quindi, divenuta irrevocabile;

rilevato che (ABC), da un lato, e (X) HOLDING Spa e (Y) FINANZIARIA Spa, dall'altro, invece, hanno proposto ricorso per Cassazione chiedendo l'annullamento dell'ordinanza;
rilevato che, con sentenza del 5.5.2010 depositata il 30.7.2010, la 1^ sez. della Suprema Corte ha riqualificato i ricorsi in sede di legittimità come opposizione ex art. 667 co. 4 c.p.p. disponendo il rinvio al Giudice dell'esecuzione per l'ulteriore corso;
rilevato di aver fissato appositamente udienza camerale in contraddittorio con gli opponenti dando atto che i medesimi, nella presente fase assistiti e difesi:
(X) HOLDING Spa e (Y) FINANZIARIA Spa dagli avv.ti …;
(ABC) dagli avv.ti …;
si sono riportati ai ricorsi per cassazione siccome riqualificati in opposizione;
rilevato che con i suddetti ricorsi per cassazione come riqualificati sono state, in parte, dedotte le medesime doglianze già delibate nell'ordinanza del 1.7.2009 emessa da questo Giudice;
ritenuto di richiamare integralmente il percorso argomentativo della precedente decisione e di aggiungere soltanto ulteriori rilievi rispetto alle ulteriori questioni sollevate in sede di opposizione atteso che ivi, per lo più, erano state contestate e censurate le decisioni del Giudice dell'esecuzione sostanzialmente con i medesimi argomenti già articolati in prima istanza;

OSSERVA

Preliminarmente, va osservato che la sentenza definitiva, - ossia il titolo definitivo oggetto del presente incidente di esecuzione -, è stata pronunciata con le forme del rito dell'applicazione della pena su richiesta della parti, sia nei confronti delle persone fisiche che degli enti imputati ex dlgvo n. 231 del 2001 e che, pertanto, nella presente sede, non può invocarsi una regola di giudizio o, comunque, una cognizione, non solo, di merito, ma, addirittura, persino più ampia di quella, invece, solo sommaria, propria del rito speciale in questione.
In particolare, quanto alla richiesta di restituzione di tutte o parte le somme confiscate come profitto del reato, proposta da (X) HOLDING Spa e (Y) FINANZIARIA Spa, muovendo da diverse ricostruzioni dell'effettiva ampiezza del tempus commissi delicti del reato presupposto come in concreto ascrivibile all'apicale e oggetto della medesima sentenza e, di conseguenza, del profitto direttamente e immediatamente derivante come profitto del reato, va ritenuto che trattasi di vera e propria questione di merito relativa al thema decidendum dell'originaria richiesta di rinvio a giudizio, ossia dell'imputazione poi definita con le forme del patteggiamento; questione, quindi, la cui devoluzione nella presente sede è del tutto inappropriata e che, pertanto, va, per ciò solo, disattesa.
Ed invero, i reati presupposti commessi dagli apicali oggetto del medesimo processo sono stati definiti con la medesima sentenza di patteggiamento cui hanno prestato il rituale consenso, oltre che il PM, gli stessi imputati, odierni istanti.
Non può surrettiziamente proporsi una sorta di gravame, peraltro del tutto inammissibile, a fronte di una sentenza il cui giudicato si è ritualmente formato, mirando ad intaccare la stessa ampiezza sostanziale e, quindi, l'essenza stessa dell'imputazione con riferimento agli imputati apicali che liberamente e correttamente avevano, invece, optato per il rito alternativo raggiungendo l'accordo con il PM e cristallizzando, in ultima analisi, in modo definitivo e intangibile, proprio quell'imputazione.
Al riguardo, infatti, come già osservato, va evidenziato che sia gli apicali, cui era stato imputato il reato presu.....

 

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