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LE NOTIZIE


16 febbraio 2012 (c.c. 2 febbraio 2012) n. 6248 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione VI penale* (misura cautelare interdittiva dell’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e eventuale revoca di quelli già concessi - esclusione di ogni profilo di illegittimità costituzionale delle norme che consentono la applicazione della misura interdittiva nel corso delle indagini - necessaria concorrenza di tutte le condizioni per la riparazione delle conseguenze del reato sia al fine di evitare l’applicazione che per giustificarne la revoca della misure cautelari interdittive - necessità di mettere a disposizione il profitto conseguito ai fini della confisca - inidoneità dell’offerta di un bene che rappresenti l’equivalente del profitto - valutazione della concreta rispondenza della durata della misura alle finalità cautelari e della possibile riduzione del tempo di applicazione in considerazione della concreta condotta posta in essere dalla società dopo la interdizio




REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SESTA SEZIONE PENALE

composta da:

Antonio S. Agrò - Presidente -
Francesco Serpico - Consigliere -
Nicola Milo - Consigliere -
Giacomo Paoloni - Consigliere -
Anna Maria Fazio - Consigliere relatore -

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
(A)
avverso l'ordinanza del 7 ottobre 2011 del Tribunale del riesame di Taranto
visti gli atti, il provvedimento denunziato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Anna Maria Fazio;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Luigi Riello, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso;
uditi i difensori … che hanno concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. Con l'ordinanza impugnata, il Tribunale del riesame di Taranto ha confermato la misura cautelare interdittiva prevista dall'art. 9 comma 2 lett. d del D.L. 231/2001, applicata dal Gip del Tribunale di Taranto, alla società (X) srl, in persona del suo amministratore, per avere ottenuto, mediante false dichiarazioni, contributi non dovuti ed integrato la fattispecie di cui all'art. 316 ter cp con grave danno patrimoniale per l'Erario dello Stato.
2. Ricorre il (A), n.q. di amministratore unico e legale rappresentante della (X) srl e denuncia con il primo motivo la contrarietà alle norme costituzionali e comunitarie degli artt. 9, 24 e 45 del D.L. 231/2011, in quanto consentono la applicazione di una misura interdittiva, quale quella in esame, nel corso delle indagini; tale potere, conferito in assenza di qualsiasi approfondito ed attento accertamento sulle responsabilità, mette la azienda nelle condizioni oggettive di impossibilità o assoluta difficoltà di espletare la propria attività per difetto di risorse finanziarie e perciò crea una situazione oggettiva in contrasto con il diritto del libero esercizio di impresa.
Con il secondo motivo deduce violazione di le.....

 

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