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MODELLO ORGANIZZATIVO E REATI DI FRODE AGLI INTERESSI FINANZIARI DELL'UNIONE EUROPEA - di Eugenio Fusco


Convegno OLAF 29-30-31 gennaio 2009
"Responsabilità delle persone giuridiche per reati di frode agli interessi finanziari dell'Unione Europea e per crimini internazionali"


Innanzitutto ringrazio per l'invito e ringrazio anche per il tema che mi è stato assegnato, perché la materia, le frodi agli interessi finanziari dell'Unione Europea, non è la materia di cui ordinariamente mi occupo così, per una volta, posso "lanciarmi in qualcosa di nuovo".
Le frodi agli interessi finanziari dell'Unione Europea sono reati presupposto di estrema importanza, tra i primi ad essere stati inseriti nei cataloghi previsti nel decreto legislativo numero 231 del 2001.
Chi è intervenuto prima di me, questa mattina, ha già trattato il tema dei modelli organizzativi in generale, io lo riprenderò ma - visto il breve tempo a disposizione - solo con qualche flash, ancora sugli aspetti di ordine generale, per avvicinarmi, poi, al tema di questo intervento.
La legge 300 del 2000 richiedeva l'attuazione di una delega specifica: la realizzazione di un micro-sistema riguardante la responsabilità dell'ente; nello stesso tempo, però, introduceva, anche, alcuni reati proprio a tutela degli interessi finanziari dell'Unione Europea. Quegli interessi noi li troviamo sempre accoppiati agli interessi finanziari dello Stato e degli enti Pubblici, mi riferisco, evidentemente, agli art. 316 bis, 316 ter e 640 bis del codice penale.
Ricordiamo tutti che la legge 300 del 2000 è una legge comunitaria con la quale si intendeva dare attuazione ad una serie di convenzioni, già recepite, che avrebbero dovuto trovare attuazione - come è stato - in parte con la stessa legge 300 ed in parte con i decreti delegati successivamente emanati.
Il legislatore delegato del decreto legislativo numero 231 del 2001, con specifico riferimento ai modelli, ha adottato una scelta precisa, che, se vogliamo, non era imposta, perché i modelli organizzativi non erano previsti nella legge delega, eppure sono diventati, in qualche modo, il perno del "micro-sistema" 231. Ne costituiscono il perno ancorché non obbligatori. Come facoltativa è, d'altronde, la stessa normativa 231.
Questo non va dimenticato.
Normativa - va parimenti ricordato - facoltativa solo nella lettera della legge perché, di fatto, è diventata obbligatoria: le società che vogliono accedere al segmento STAR delle quotate devono adottare i modelli organizzativi, per partecipare a determinate gare si richiede l'adozione dei modelli organizzativi, per ottenere l'erogazione di finanziamenti occorre avere i modelli organizzativi, ecc. Sicché i modelli sono praticamente obbligatori almeno per le società di un certo rilievo.
C'è stata anche una sentenza della Sezione Ottava civile del Tribunale di Milano che aveva fatto pensare, quantomeno nei commenti che erano apparsi sulla stampa, ad un ulteriore passo in avanti sulla via della obb.....

 

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