Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Mar, 20 Ott 2020
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


1° luglio 2011 (ud. 17 giugno 2011) n. 25960 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione II penale* (reato presupposto dell’illecito amministrativo - riciclaggio - per integrare l'elemento soggettivo nel delitto di riciclaggio è sufficiente il dolo generico ma è necessaria la consapevolezza concreta della provenienza della cosa da delitto - la colpa con previsione è incompatibile con il reato di riciclaggio)




REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. FIANDANESE Franco - Presidente
Dott. DE CRESCIENZO Ugo - Consigliere
Dott. GALLO Domenico – Consigliere rel.
Dott. MACCHIA Alberto - Consigliere
Dott. TADDEI Margherita B. - Consigliere
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
(A) …;
(B) …;
avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo, 1^ sezione penale, in data 19/10/2010;
Sentita la relazione della causa fatta dal consigliere Dott. Domenico Gallo;
Udita la requisitoria del sostituto procuratore generale, dr. Vito D'Ambrosio, il quale ha concluso chiedendo il rigetto;
Udito il difensore di parte civile … che ha concluso per il rigetto dei ricorsi;
Udito il difensore degli imputati … che ha concluso per l'accoglimento del ricorso.
osserva:
Con sentenza in data 19/10/2010, la Corte di appello di Palermo, confermava la sentenza del Gup presso il Tribunale di Palermo, in data 21/4/2009, che aveva condannato (A) e (B) alla pena di anni uno, mesi quattro di reclusione ed Euro 500,00 di multa ciascuno per il reato di riciclaggio continuato, oltre al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile.
Agli imputati veniva contestato di aver ricevuto sul c/c bancario, intestato al primo ma gestito dal secondo, due bonifici di Euro 2.956,00 ed Euro 3.500,00 (denaro provento di truffa informatica commessa da ignoti in danno di C.A.) e di aver disposto il pagamento della somma di Euro 2.619,00 e di Euro 3.100,00 in favore di due cittadini russi a mezzo dell'Agenzia Western Union, compiendo in tal modo operazioni tali da ostacolare la provenienza delittuosa del denaro.
La Corte territoriale respingeva le censure mosse con l'atto d'appello, in punto di sussistenza dell'elemento soggettivo, e confermava le statuizioni del primo giudice, ritenendo accertata la
penale responsabilità degli imputati in ordine al reato loro ascritto, ed equa la pena inflitta.....

 

Il seguito è riservato agli Abbonati

Scelga l'abbonamento più adatto alle Sue esigenze