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16-20 giugno 2011 - ordinanza - Tribunale di Napoli - sezione Riesame Provvedimenti Restrittivi Libertà Personale e Sequestri* (sequestro di beni suscettibili di confisca per equivalente - beni formanti oggetto di concordato preventivo omologato dal giudice civile con cessione dei beni ai creditori della società - è consentito il sequestro preventivo funzionale alla confisca facoltativa di beni di pertinenza di una società sottoposta a procedura concorsuale alla sola condizione che il giudice dia motivatamente conto della prevalenza delle ragioni sottese alla confisca rispetto a quelle attinenti alla tutela dei legittimi interessi dei creditori nella procedura concorsuale - garanzia che sia impedito alla società debitrice di tornare in possesso o comunque di godere delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato, una volta soddisfatte le ragioni creditorie)




TRIBUNALE DI NAPOLI
Sezione Riesame Provvedimenti Restrittivi Libertà Personale e Sequestri

ORDINANZA
RIESAME DELLE ORDINANZE CHE DISPONGONO UNA
MISURA COERCITIVA
(Artt. 309‐324 c.p.p.)

Il Tribunale di Napoli composto dai signori Magistrati:
1. dott. Alfredo Guardiano Presidente est.
2. dott.ssa Elvira Russo Giudice
3. dott.ssa Pia Diani Giudice
riunito in Camera di Consiglio ha pronunziato la seguente

ORDINANZA

sulla istanza di riesame presentata in data … nell'interesse del Concordato preventivo n. … di (X) s.p.a. (già Y s.p.a.) avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli in composizione collegiale in data ….
Letti gli atti

OSSERVA

Il proposto riesame è fondato e deve essere accolto.
Oggetto della presente procedura incidentale è il decreto con il quale il G.I.P presso il Tribunale di Napoli, in composizione collegiale, istituito ai sensi dell'art. 3, co. 2, del D.L. 23 maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni, nella L. 14 luglio 2008, n. 123, in data … ha disposto, ai sensi degli artt. 19 e 53, D. Lgs. N. 231/2001, 640 quater c.p. e 322 ter c.p., nei confronti della "(Y) s.p.a.", società nei cui confronti si procede ai sensi dell'art. 24 del D. Lvo n. 231 del 2001, in relazione all'art. 640, co. 1 e 2, n. 1, c.p., il sequestro preventivo per valore equivalente alla somma di euro 16.377.827,3, profitto del delitto di truffa aggravata in danno del Commissario Straordinario per le Emergenze e le Bonifiche della Regione Campania, contestato ai legali responsabili della suddetta impresa, dei beni analiticamente indicati nel provvedimento impugnato (costituiti da saldi attivi su conti correnti bancari; da situazioni finanziarie creditorie e da beni immobili).
In via preliminare va rilevato che non sussistono dubbi in ordine alla legittimazione attiva da parte del soggetto che ha proposto l'odierno riesame, vale a dire il liquidatore giudiziale, dott. …, nominato nell'ambito del concordato preventivo n. … della società "(X) s.p.a.", già "(Y) s.p.a.", che, in data …, chiedeva ed otteneva dal giudice delegato presso il Tribunale di Roma di essere autorizzato ad impugnare innanzi al Tribunale del riesame di Napoli il decreto di sequestro preventivo di cui in premessa.
Ed invero, con decreto del …, il Tribunale Fallimentare di Roma omologava il concordato preventivo con cessione integrale dei beni ai creditori, proposto dalla "(X) s.p.a.", nuova ragione sociale assunta dalla "(Y) s.p.a.",, disponendo anche le modalità di liquidazione dei beni destinati a soddisfare le ragioni dei creditori.
In particolare, il decreto di omologa, prevedeva la liquidazione dei beni da parte del liquidatore giudiziale nominato (il dott. …), secondo il disposto dell'art. 182, co. 4 e 5, L.F.; il deposito delle somme ricavate dalla liquidazione su libretto o conto corrente intestato alla procedura con prelievo vincolato all'autorizzazione del giudice delegato; il pagamento dei creditori sulla base di piani di riparto predisposti dal liquidatore, in ragione della collocazione e del grado dei crediti, vistati, previo parere del comitato dei creditori, dal commissario giudiziale e trasmessi, unitamente ai pareri, al giudice delegato.

Orbene proprio l'intervenuta omologazione del menzionato concordato preventivo con cessione integrale dei beni ai creditori, che, come è noto, pur non privando il debitore della titolarità dei suo beni, assoggetta i beni stessi ad uno stringente vincolo di destinazione al soddisfacimento delle ragioni dei creditori, in quanto si risolve in una sorta di mandato che non determina in capo agli organi della procedura il tras.....

 

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