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LA RESPONSABILITA' DELLE BANCHE AD OPERATIVITA' TRANSFRONTALIERA AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 231/01 - di Enrico Gagliardi



Sintesi

La portata della responsabilità delle banche derivante dal Decreto 231/2001 dipende dai criteri interpretativi che verranno individuati nei prossimi anni dalla giurisprudenza per definire l'idoneità del modello organizzativo richiesto dal Decreto. Intanto al principio dell'home country control, sul quale si basa la legislazione bancaria europea, le prime pronunce giurisprudenziali italiane hanno fatto prevalere l'applicabilità della nostra legge penale anche alle banche straniere operanti ma non stabilite sul nostro territorio. Quanto alla responsabilità delle banche italiane all'estero, la dottrina ritiene che questa includa comportamenti posti in essere anche da controllate estere.


1. Introduzione: le fonti normative della responsabilità delle banche in Italia

La responsabilità delle banche è disciplinata nel nostro ordinamento in via generale dal D. Lgs. 231/2001 (di seguito il Decreto) e in via speciale dal Testo Unico Bancario (TUB). Il primo prevede un modello di responsabilità amministrativa a carico degli enti per reati commessi, nel loro interesse, da persone che rivestano una posizione apicale o che siano comunque subordinate al controllo dei soggetti che hanno funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria. Il TUB invece attribuisce alle autorità di supervisione (in primo luogo la Banca d'Italia) compiti riservati dal Decreto al giudice ed al pubblico ministero. Queste deroghe parziali alla normativa generale trovano la loro fonte nel D. Lgs. 197/2004 che, in attuazione della Direttiva 2001/24/CE sul risanamento degli enti creditizi, ha modificato proprio il Testo Unico bancario prevedendo nuove funzioni in capo alla Banca d'Italia. Questa, ad esempio, nella fase delle indagini può intervenire con relazioni scritte che vengono equiparate a delle consulenze di fatto. È sempre la Banca d'Italia, sulla base dell'art. 70 del TUB, che può nominare uno o più commissari straordinari con il compito di gestire gli istituti di credito colpiti dalla sanzione interdittiva prevista agli artt. 9 ss. del Decreto, compito che il Decreto affida per gli altri enti al giudice. Il TUB prevede anche che l'azione delle autorità di supervisione possa svolgersi indipendentemente o comunque con tempi più rapidi rispetto all'attività giurisdizionale e che il giudice debba essere informato dei provvedimenti presi dalle autorità di supervisione e dell'evoluzione dell'assetto organizzativo della banca. Ancora più ampie sono poi le eccezioni alla normativa generale nella fase dell'esecuzione dove il ruolo riconosciuto dal TUB a soggetti estranei alla giurisdizione penale viene a mutare profondamente i tratti della fase esecutiva sotto un duplice profilo. In primo luogo la normativa processuale speciale consente all'autorità amministrativa di modificare il contenuto delle sanzioni (irrogate in sede penale) le quali perdono la propria natura originaria per trasformarsi nei diversi strumenti ordinariamente predisposti per fronteggiare le diverse situazioni di crisi, strumenti che non hanno necessariamente natura di sanzioni. A titolo di esempio si pensi al caso in cui all'interdizione temporanea dell'esercizio dell'attività bancaria decisa dal giudice subentri la liquidazione coatta amministrativa, di cui all'art. 80 TUB, cioè un provvedimento che conduce alla dissoluzione dell'ente. In questo caso l'autorità di supervisione ha la facoltà di incrementare l'entità della sanzione andando oltre le previsioni dell'autorità giudiziaria. Viene, in secondo luogo, sottratta al controllo del giudice la competenza a conoscere dell'esecuzione delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, prevista dall'art. 74 del Decreto, in quanto, contro i provvedimenti adottati direttamente dalla Banca d'Italia o, su sollecitazione di questa, dal Ministro dell'economia, unico ricorso esperibile sarà quello ordinariamente ammesso per gli atti delle predette autorità. Il complesso di norme rappresentato dal Decreto risulta così incentrato intorno al ruolo di sorveglianza nel settore di raccolta e gestione del credito svolto dalla Banca d'Italia. Le previsioni del TUB, così come interpretate dalla dottrina, mostrano che una tale rilevante eccezione nel caso delle imprese bancarie risulti giustificata dal ruolo che questi enti assumono nell'economia nazionale.
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