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Lun, 29 Nov 2021
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7 Luglio 2005 - ordinanza - Tribunale di Torino - sezione competente in materia di impugnazione di provvedimenti cautelari* (indebita percezione di erogazioni da parte dell’ente a danno dello Stato - misura cautelare interdittiva della revoca di contributi - consumazione del reato presupposto nel momento di effettiva ricezione da parte del richiedente del denaro pubblico - entrata in vigore del D.Lgs. 231/01 - requisito dell’esistenza di gravi indizi a carico dell’ente ai fini dell’attribuzione di responsabilità - mancanza dei presupposti per l’applicazione delle misure interdittive)

Il Tribunale è chiamato a pronunciarsi in merito all'appello proposto dal Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Ivrea avverso l'ordinanza del 6 maggio 2005 con la quale il Giudice per le Indagini Preliminari respingeva la richiesta di applicazione della misura cautelare della sanzione interdittiva della revoca da contributi statali nei confronti della Società, persona giuridica sottoposta ad indagine in ordine ad illecito amministrativo dipendente dai reati di cui agli artt. 110 e 640 bis c.p. o, in alternativa 110, 316 ter c.p. (capi A ed A1), di cui agli artt. 110, 56 e 640 bis c.p. o, in alternativa artt. 110, 56, 346 ter c.p. (capi B e B1), di cui agli artt. 110, 640 bis, 61 n. 7 c.p. (capo C) e di cui agli artt. 110, 479, 493 c.p. (capo D).
Il Tribunale respinge l'appello e conferma l'ordinanza impugnata osservando:

 

"(…) non sono ravvisabili gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati e, dunque, neanche in ordine all'illecito amministrativo contestato alla società (F).
Senza ripercorrere l'iter dell'intera vicenda e rinviandosi a tale merito all'ordinanza reiettiva quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, questo il percorso argomentativo seguito dal Giudicante per respingere la richiesta avanzata dall'accusa: