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Gio, 23 Mag 2019
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PRINCIPIO DI AFFIDAMENTO E ATTIVITA' DI IMPRESA - di Francesco Vignoli, Procuratore presso l'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Milano




1. Oggetto dell'indagine

L'introduzione del d.lgs. n. 231/01 supera l'antistorica incapacitÓ alla pena della persona giuridica . Tuttavia la riforma operata, che dopo una iniziale inerzia applicativa ha trovato concreta attuazione, paventa, anche in ragione della estensione della gamma degli originari reati-presupposto, il pericolo di una eccessiva dilatazione della risposta afflittiva dell'ordinamento.
Il timore Ŕ che l'applicazione della novella si spinga al di lÓ dell'intento riformatore del legislatore del 2001 realizzando, da un lato una eccessiva risposta sanzionatoria contro le persone giuridiche, dall'altro un non richiesto ampliamento dell'intervento penale contro le persone fisiche .
Eppure una ricostruzione della responsabilitÓ della persona giuridica sulla base di un autonomo illecito "amministrativo" e l'abbandono del modello organico dovrebbero ridurre anzichÚ ampliare il ricorso alla sanzione .
L'uomo e l'ente collettivo non possono che essere considerati alla stregua di soggetti autonomi, dotati di specifica individualitÓ e, pertanto, sottoposti a una propria responsabilitÓ. Tale ricostruzione tende ad evitare odiosi ed iniqui automatismi fra l'illecito della persona fisica e la punizione dell'impresa.
La differente responsabilitÓ sembra fondarsi su una considerazione di ordine pi¨ generale. Su ogni soggetto che partecipa al ciclo produttivo gravano particolari obblighi. Ciascuno deve attendere ai propri impegni confidando nella realizzazione di quelli degli altri destinatari. Ripartire la responsabilitÓ in capo a soggetti distinti significa rispettare l'autonoma identitÓ e, pi¨ precisamente, il diverso ruolo della persona fisica, che opera nell'ambito dell'impresa, e dell'ente datore di lavoro.
Tale fiducia nell'altrui operato assume rilevanza giuridica e viene intesa come possibilitÓ riconosciuta ad ogni soggetto di confidare nell'altrui operato, ossia di contare sul fatto che gli obblighi di diligenza saranno osservati dai rispettivi destinatari . Si tratta dell'affidamento che un soggetto lecitamente ripone nell'operato altrui, ritenendo che l'altro non si comporterÓ scorrettamente e osserverÓ le normali regole di precauzione.


2. Fiducia nell'altrui operato ed esenzione da responsabilitÓ

E' storica la diffidenza dell'ordinamento giuridico nei negozi fiduciari. Si pensi alle mai sopite discussioni circa la possibilitÓ di introdurre un trust italiano o ancora, con riferimento a tutt'altro settore disciplinare, a quanto disposto dall'ultimo comma dell'art. 2 ter della legge n. 575/65 "Disposizioni contro la mafia", recentemente novellato dal c.d. decreto sicurezza, che presume fino a prova contraria fittizi, e affetti da nullitÓ, i trasferimenti operati dal mafioso sui beni confiscabili "a titolo gratuito o fidu.....

 

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