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Dom, 17 Ott 2021
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LE NOTIZIE


Relazione esplicativa sul protocollo della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle ComunitÓ europee

I. Introduzione
Vari studi e altri progetti avviati dagli Stati membri e dalle istituzioni delle Comunità hanno evidenziato il fatto che le legislazioni degli Stati membri prevedono misure di lotta contro la frode e la corruzione attiva e passiva dei funzionari nazionali.
Mentre le caratteristiche specifiche di tali legislazioni variano da uno Stato membro all'altro, tutte hanno elementi comuni che rendono possibile una definizione comune.
È stato altresì stabilito che il diritto penale degli Stati membri è lungi dall'essere completo per quanto riguarda la sua applicabilità alla dimensione internazionale della corruzione, qualora essa coinvolga funzionari comunitari o di altri Stati membri, che leda o possa ledere gli interessi finanziari delle Comunità europee.
L'esistenza di questi elementi comuni nelle legislazioni nazionali sottolinea la necessità di promuovere una risposta adeguata a livello dell'Unione europea e di garantire una maggiore convergenza delle modalità con cui il diritto penale dei vari Stati membri reprime le forme di corruzione aventi ramificazioni internazionali.
Il presente protocollo sulla corruzione dei funzionari, proposto su richiesta della presidenza spagnola come strumento aggiuntivo a complemento della convenzione del 26 luglio 1995, per rafforzare la tutela degli interessi finanziari delle Comunità, risponde in particolare al punto 7h della risoluzione del Consiglio del 6 dicembre 1994 sulla tutela giuridica degli interessi finanziari delle Comunità, a norma del quale «gli Stati membri dovrebbero prendere misure efficaci per punire gli atti di corruzione in cui sono coinvolti funzionari delle Comunità europee in relazione agli interessi finanziari delle Comunità».

 

II. Osservazioni sugli articoli
Articolo 1
Questa disposizione introduttiva definisce i termini «funzionario» e «convenzione» a norma del protocollo, ogniqualvolta detti termini vi figurino.
1.1. Per «funzionario» si intendono varie categorie di persone - funzionari comunitari, funzionari nazionali e funzionari di un altro Stato membro - per garantire un'ampia e omogenea applicazione delle disposizioni fondamentali del protocollo nella lotta contro la corruzione. Queste categorie sono definite facendo riferimento ai rispettivi statuti.
1.2. La lettera b) del paragrafo 1, basata sulla formulazione del progetto di trattato del 1976, si applica ai «funzionari comunitari», che non sono soltanto i funzionari di ruolo in senso stretto, contemplati dallo statuto dei funzionari delle Comunità europee, ma anche le diverse categorie di personale assunto per contratto in base al regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee, ossia gli esperti nazionali comandati presso le Comunità europee per esercitare funzioni corrispondenti a quelle esercitate dai funzionari o dagli altri agenti delle Comunità. Non rientrano in tale definizione (cfr. le osservazioni sull'articolo 4, paragrafo 2) i membri delle istituzioni europee - la Commissione, il Parlamento europeo, la Corte di giustizia delle Comunità europee e la Corte dei conti europea.
1.3. L'ultima frase della lettera b) intende includere nella definizione di «funzionario comunitario» il personale degli organismi costituiti secondo il diritto comunitario, ovvero, attualmente:
- l'Agenzia europea di cooperazione
- la Banca europea per gli investimenti
- il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale
- la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro
- l'Istituto universitario europeo di Firenze
- il Fondo europeo per gli investimenti
- l'Agenzia europea dell'ambiente
- la Fondazione europea per la formazione professionale
- l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze
- l'Agenzia europea di valutazione dei medicinali
- l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro
- l'Ufficio di armonizzazione a livello di mercato interno (marchi, disegni e modelli)
- l'Istituto monetario europeo (IME)
- l'Ufficio comunitario delle varietà vegetali
- il Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea
- l'Osservatorio europeo sul razzismo e la xenofobia.

 

Questa disposizione riguarda il personale degli organismi cui spetta, in senso lato, applicare la normativa comunitaria, sia esistente che prevista in base ai trattati della Comunità, e le cui attività sono tali che la loro corruzione potrebbe avere ripercussioni negative sulla tutela degli interessi finanziari della Comunità.
1.4. La lettera c) del paragrafo 1 definisce il «funzionario nazionale» quale funzionario o pubblico ufficiale secondo quanto definito nel diritto nazionale di ciascuno stato membro ai fini del rispettivo diritto penale. Si dà pertanto precedenza alla definizione contenuta nel diritto penale. Qualora sia coinvolto un funzionario nazionale dello Stato che ha promosso l'azione penale, è applicabile la sua definizione nazionale. Qualora sia coinvolto un funzionario di un altro Stato membro, la definizione presente nel diritto di detto Stato membro non è concludente per le persone che non avrebbero lo status di funzionario a norma della legge dello Stato membro che ha promosso l'azione penale. Ciò risulta dalla lettera c), secondo comma, secondo cui uno Stato membro ha la facoltà di stabilire che i reati di corruzione in cui sono coinvolti funzionari di un altro Stato membro si riferiscono soltanto a funzionari il cui status è compatibile con la definizione di funzionario nazionale in base al diritto interno dello Stato membro che ha promosso l'azione penale. Il riferimento al diritto dello Stato membro del funzionario consente di tenere debito conto delle situa.....

 

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