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LE NOTIZIE


1 Luglio 2009 - ordinanza – Tribunale di Milano - Giudice per le indagini preliminari dott. Varanelli in funzione di giudice dell’esecuzione* (responsabilità amministrativa dell’ente ex D.Lgs. 231/01 per reato commesso da soggetti apicali - profitto confiscabile derivante da reato - sequestro preventivo del profitto del reato seguito da confisca - nozione e profili di accessorietà - passaggio di proprietà in favore dello Stato a seguito dell’ablazione della somma già sottoposta a vincolo cautelare - imputabilità allo Stato degli accessori e oneri relativi)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI MILANO
SEZIONE GIP


Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Luigi Varanelli, in funzione di giudice dell'esecuzione;
ritenuta la propria competenza ex art. 665 commi 2 e 4 c.p.p., a seguito del passaggio in giudicato della sentenza emessa e depositata il 23.5.08 n. … a definizione del processo con le forme del rito dell'applicazione della pena su richiesta delle parti indicato in epigrafe, nei confronti, tra gli altri, anche dei condannati istanti nella presente sede;
ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

esaminate le istanze e opposizioni in materia di esecuzione di seguito specificate proposte dai difensori per conto dei propri assistiti:
avv. (A) per (B); (C); (D), depositata il 26.9.08, nonché ulteriore depositata il 26.11.08;
avv.ti (E) e (F) per (G), depositata il 23.9.08;
avv.ti (E) e (F) per (H), depositata il 26.9.08;
avv. (I) per (L) depositata il 10.7.08 e rinnovata, con contestuale istanza di sospensione già delibata, il 2.12.08;
dato atto del parere favorevole del PM sull'ammissibilità formale dell'incidente di esecuzione;
rilevato che tutte le istanze de quibus, con riferimento ai rispettivi specifici profili dedotti, attengono al medesimo titolo esecutivo, la sentenza n. … pronunciata e contestualmente depositata il 23.5.08, e alla confisca;
ritenuta l'ammissibilità formale delle istanze medesime;
riunite le istanze per l'unitaria trattazione;
fissata ex art. 665 c.p.p. l'udienza camerale con le forme ex art. 127 c.p.p.,
sentite le parti intervenute, rispettivamente:
per (G) e (H), l'avv. (E) e l'avv. (F), riportatisi alle argomentazioni e richieste contenute nelle rispettive istanze di incidente di esecuzione e depositata copia della sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 1133/08, hanno chiesto la revoca della confisca del profitto lecito eccedente.
In particolare, per (G), l'avv. (F), ha chiesto che la confisca residua, all'esito delle invocate restituzioni, sia contenuta in € 2.359.232,00.
Mentre per (H) è stata chiesta la revoca dell'intera confisca ovvero, in via subordinata, di quella eccedente la somma di € 1.517.711,00, da intendersi quale (unico) profitto del reato.
Il PM, precisato che gli accordi per i patteggiamenti riguardavano sia le persone fisiche che le persone giuridiche con ognuna delle relative sanzioni, circa le plusvalenze maturate successivamente al 2004, ha chiesto il rigetto dell'istanza, mentre, in merito alle plusvalenze maturate prima del novembre 2004, si è rimesso.
Per (B), (C), (D), l'avv. (M), richiamate le argomentazioni esposte, ha insistito per l'accoglimento delle due istanze depositate.
Il PM, ha chiesto il rigetto delle istanze di restituzione degli oneri passivi, richiamando la risolutiva sentenza della Cassazione su ricorso del coimputato (N) (Cass. V^ sez., n. 1131 del 2008); mentre, circa gli interessi maturati successivamente al provvedimento di confisca, si è rimesso.
Per (L), l'avv. (O), riportatosi alle ampie argomentazioni già articolate nelle istanze e memorie depositate, ne ha chiesto l'accoglimento.
Il PM, riportatosi ai rilievi in atti del 2.12.2008, ossia al parere contrario avverso l'istanza di sospensione provvisoria del titolo esecutivo, ha chiesto il rigetto dell'istanza.

OSSERVA

Preliminarmente, va osservato che la sentenza definitiva - ossia il titolo definitivo oggetto del presente incidente di esecuzione - è stata pronunciata con le forme del rito dell'applicazione della pena su richiesta della parti, sia nei confronti delle persone fisiche che degli enti imputati ex d.lgs. n. 231 del 2001 e che, pertanto, nella presente sede, non può invocarsi una regola di giudizio o, comunque, una cognizione, non solo, di merito, ma, addirittura, persino più ampia di quella, invece, solo sommaria, propria del rito speciale in questione.
In particolare, quanto alla richiesta di restituzione di tutte o parte le somme confiscate come profitto del reato, proposta da (G) e (H), muovendo da diverse ricostruzioni dell'effettiva ampiezza del tempus commissi delicti del reato presupposto come in concreto ascrivibile all'apicale e oggetto della medesima sentenza e, di conseguenza, del profitto direttamente e immediatamente derivante come profitto del reato, va ritenuto che trattasi di vera e propria questione di merito relativa al thema decidendum dell'originaria richiesta di rinvio a giudizio, ossia dell'imputazione poi definita con le forme del patteggiamento; questione, quindi, la cui devoluzione nella presente sede solo esecutiva è del tutto inappropriata e che, pertanto, va, per ciò solo, disattesa.
Ed invero, i reati presupposti commessi dagli apicali oggetto del medesimo processo sono stati definiti con la medesima sentenza di patteggiamento cui hanno prestato il rituale consenso, oltre che il PM, gli stessi imputati, odierni istanti.
Non può surrettiziamente proporsi una sorta di gravame, peraltro del tutto inammissibile, a fronte di una sentenza il cui giudicato si è ritualmente formato, mirando ad intaccare la stessa ampiezza sostanziale e, quindi, l'essenza stessa dell'imputazione con riferimento agli imputati apicali che liberamente e correttamente avevano, invece, optato per il rito alternativo raggiungendo l'accordo con il PM e cristallizzando, in ultima analisi, in modo definitivo e intangibile, proprio quell'imputazione.
Al riguardo, infatti, come già osservato, va evidenziato che sia gli apicali, cui era stato imputato il reato presupposto in questione, che gli enti responsabili amministrativi ex dlgvo n. 231 del 2001, cui era stato attribuito il corrispondente illecito-conseguenza, hanno simultaneamente e, quindi, nel medesimo processo, adito il rito del patteggiamento concordando la pena proprio in ordine a quelle precise imputazioni rispettivamente elevate e che, pertanto, non possono essere successivamente intaccate nemmeno in modo sostanziale invocando di ricalcolare l'entità della confisca disposta a titolo di profitto del reato, deducendo, non solo, una diversa ampiezza del concetto stesso di profitto del reato, ma anche una diversa ampiezza dell'illiceità presupposta ascrivibile all'apicale.
A fortiori, peraltro, a seguito del passaggio in giudicato della sentenza con la quale il Giudice, come tra l'altro speci.....

 

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