Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Lun, 29 Nov 2021
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2021
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


7 Aprile 2009 - (c.c. 18 marzo 2009) - sentenza n. 14973 - Corte di Cassazione - sezione VI penale* (reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche contestato a soggetti apicali in seno all’ente - fattispecie di reato realizzata mediante condotte successive alla concessione del contributo ma anteriori e funzionali alla sua materiale erogazione - sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato)




REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SESTA SEZIONE PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
dott. Di Virginio Adolfo Presidente
dott. Milo Nicola Consigliere
dott. Cortese Arturo Consigliere
dott. Rotundo Vincenzo Consigliere
dott. Paoloni Giacomo Consigliere
ha pronunciato la seguente

SENTENZA / ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
Pubblico Ministero presso il Tribunale di Pordenone;
nei confronti di:
1) A.
2) B.
3) C.
4) D.
5) E.
6) F.
7) G.
8) H.
avverso l'ordinanza emessa il 17.10.2008 dal Tribunale libertà di Pordenone;
sentita la relazione della causa fatta dal consigliere dott. Cortese Arturo;
sentite le conclusioni del P.G. Dr. Di Casola Carlo, che ha chiesto l'annullamento con rinvio.

FATTO

Nel procedimento penale relativo ai delitti ex artt. 640 bis c.p. (capo A) e 316 bis c.p. (capo C), ascritti ad ... e … quali, rispettivamente, Presidente e componenti del Consiglio di Amministrazione dell …, nonché al delitto ex art. 483 c.p. (capo B), ascritto a …, e agli illeciti amministrativi ex art. 24 D. Lgs. 231 del 2001, correlati ai predetti reati ex artt. 640 bis e 316 bis c.p., commessi nell'interesse della …, il GIP di Pordenone in data 18.09.2008 disponeva, a sensi deglì artt. 321 c.p.p., 322 ter e 640 quater c.p., 19 e 53 D.Lgs. 231/2001, il sequestro preventivo di beni, valori e utilità nella disponibilità della Società e degli indagati predetti, fino alla concorrenza di € 3.177.601,23 (con il limite di € 3.074.399,73 su beni della Società).
I suddetti reati venivano configurati in relazione:
- all'indebito conseguimento di contribuzioni pubbliche relative a 417 posti auto, che, contrariamente ai vincoli del progetto presentato alla Regione Friuli-Venezia Giulia, ai quali era condizionata la contribuzione, erano in realtà destinati alla commercializzazione, poi in parte concretamente effettuata attraverso formule contrattuali elusive;
- all'annuale trasmissione di dichiarazioni sostitutive di atto notorio, attestanti, contrariamente alla realtà delle.....

 

Il seguito è riservato agli Abbonati

Scelga l'abbonamento più adatto alle Sue esigenze