Rivista 231 Rivista 231
     HOME          CHI SIAMO     HANNO COLLABORATO    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Gio, 23 Mag 2019
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


IL RUOLO DEL COLLEGIO SINDACALE NELL'AMBITO DEI MODELLI ORGANIZZATIVI EX D.LGS. 231-2001 E I SUOI RAPPORTI CON L'ORGANISMO DI VIGILANZA E CONTROLLO - I° PARTE - di Andrea Scafidi e Silva Annovazzi, Avvocati



PRIMA PARTE
1. Premessa.
2. Lo sviluppo dei livelli di controllo interni all'impresa e degli organi preposti alla vigilanza nel nuovo diritto societario.
3. Il nuovo ruolo del collegio sindacale alla luce delle recenti riforme legislative.
4. Considerazioni su ruolo e funzioni del collegio sindacale in relazione al modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal D.Lgs. 231/2001.
5. Le attività esercitate dal collegio sindacale nell'ambito della vigilanza sul modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001.


1. Premessa.

Il tema a cui è dedicato il presente intervento rientra nell'ambito del più ampio dibattito sullo sviluppo dei sistemi di controllo delle moderne società di capitali – in particolare nella forma di S.p.A. – che è stato affrontato, con la formulazione di diversi spunti interessanti, anche recentemente su questa rivista.
In effetti, gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una crescita esponenziale, nell'ambito del diritto societario del nostro Paese, dei controlli e dei sistemi di controllo – interni ed esterni – delle società di capitali; ove per "controllo" si intende, da un punto di vista generale, quell'attività di vigilanza sul corretto andamento degli affari mirante ad assicurare l'assolvimento, da parte della società, della propria funzione micro e macro economica (il perseguimento dell'interesse sociale, da un lato, e l'efficienza del sistema economico globale, dall'altro).
Il collegio sindacale, organo preposto istituzionalmente al controllo endosocietario, ha beneficiato in via diretta ed intensa di questa tendenza, uscendone potenziato e rafforzato nel ruolo e nelle competenze, come vedremo più ampiamente in seguito.
Nello stesso tempo, il medesimo organo, da sempre tradizionale presidio a difesa della legalità della gestione della società (cui prima della riforma del 2003 competeva anche il controllo contabile), si è ben presto trovato attorniato da una serie di nuovi "controllori" societari, con tutti gli intuibili problemi di coordinamento ed armonizzazione delle rispettive attività.
Nell'ambito di tale scenario, la normativa di cui al D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, com'è noto, è intervenuta prescrivendo ai soggetti destinatari delle sue disposizioni, tra cui le imprese organizzate in forma societaria, la predisposizione di modelli di organizzazione, gestione e controllo funzionalmente idonei alla prevenzione degli illeciti da cui tale responsabilità è potenzialmente generata; e, soprattutto (in relazione all'argomento che ci occupa in questa sede), prevedendo l'istituzione di un ulteriore "organismo di vigilanza e controllo" interno all'ente, investito di compiti per molti versi analoghi a quelli tradizionalmente facenti capo al collegio dei sindaci, seppure settorialmente limitati alla prevenzione dei reati richiamati dal D.Lgs. 231/2001.
E' opportuno, pertanto, indagare anzitutto sul ruolo che il collegio sindacale è oggi chiamato a ricoprire in relazione al modello organizzativo previsto dal D.Lgs. 231/2001, per passare poi a verificare in che modo tale organo si ponga in relazione, dal punto di vista sistematico, con il menzionato organismo di vigilanza e controllo. Tale indagine si occuperà, tra l'altro, di esplorare le eventuali sovrapposizioni dei due soggetti in questione quanto a ruoli ed aree di operatività istituzionali, chiedendosi altresì come tali soggetti possano auspicabilmente armonizzare le proprie rispettive azioni, nel contesto organizzativo, gestionale e di controllo tipico dell'azienda moderna di una certa rilevanza.
Naturalmente, nel riferirci al "collegio sindacale" abbiamo già implicitamente affermato una premessa sostanziale rispetto all'indagine che ci apprestiamo a compiere. Intendiamo, cioè, limitare quest'ultima al terreno dei rapporti tra il modello organizzativo e l'organismo di vigilanza ex D.Lgs. 231/2001, da un lato, e l'organo sociale preposto al controllo in quelle società (in particolare, società per azioni) che adottano il c.d. sistema tradizionale – o latino – di amministrazione e controllo, dall'altro.
Ci asterremo, per contro, dall'approfondire il medesimo argomento con riferimento alle ipotesi di applicazione dei due sistemi gestionali alternativi (dualistico e monistico), introdotti dalla riforma del diritto societario del 2003. In realtà, tale approfondimento meriterebbe di per sé ampio spazio e notevole attenzione, in considerazione degli svariati risvolti teorici e pratici in materia di controllo, che l'utilizzo dei sistemi alternativi di gestione appena menzionati presenta sotto il profilo dell'adattabilità dei meccanismi ad essi riconducibili a ciascuna specifica realtà ed esigenza aziendale. Con specifico riferimento alle problematiche inerenti all'applicazione del "modello 231" a società dotate del sistema dualistico o di quello monistico, e soprattutto ai possibili ruoli dei rispettivi peculiari organi di controllo in rapporto al modello stesso, rinviamo pertanto alle riflessioni specificamente dedicate al tema dalla dottrina più attenta.
Va detto, infine, che la presente trattazione intende concentrare la propria attenzione su tutte le società per azioni regolamentate dal nostro ordinamento, senza focalizzarla esclusivamente sulle emittenti di titoli quotati, soggette com'è noto ad una disciplina legislativa, regolamentare e di autonormazione particolarmente intensa e stringente, e caratterizzate da un sistema dei controlli interni particolarmente complesso. D'altra parte, ogniqualvolta la nostra esposizione andrà a toccare un determinato istituto tipico del regime delle sole società per azioni, ci premureremo di segnalarne la limitata applicabilità a queste ultime.

2. Lo sviluppo dei livelli di controllo interni all'impresa e degli organi preposti alla vigilanza nel nuovo diritto societario.

L'analisi del ruolo del collegio sindacale in relazione al modello di organizzazione, gestione e controllo di cui al D.Lgs. 231/2001 non può prescindere da un breve inquadramento dell'evoluzione storica dell'organo di controllo nel contesto dell'economia italiana degli ultimi anni.
Quest'ultima, in effetti, ha progressivamente superato quella situazione di sostanziale anarchia di regole e controlli che ne aveva caratterizzato lo sviluppo sino agli ultimi decenni dello scorso secolo, ed ha visto un sempre maggiore rafforzamento del legal framework applicabile alla materia della responsabilità per gestione d'impre.....

 

Il seguito è riservato agli Abbonati

Scelga l'abbonamento più adatto alle Sue esigenze