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Decisione quadro 2005/222/GAI del Consiglio dell’Unione europea relativa agli attacchi contro i sistemi di informazione. Bruxelles, 24 febbraio 2005

Il Consiglio dell’Unione europea,
visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29, l’articolo 30, paragrafo 1, lettera a), l’articolo 31, paragrafo 1, lettera e), e l’articolo 34, paragrafo 2, lettera b),
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando quanto segue
L’obiettivo della presente decisione quadro è quello di migliorare la cooperazione tra le autorità giudiziarie e le altre autorità competenti degli Stati membri, compresi la polizia e gli altri servizi specializzati incaricati dell’applicazione della legge, mediante il ravvicinamento delle legislazioni penali degli Stati membri nel settore degli attacchi contro i sistemi di informazione.
Si sono registrati attacchi ai danni di sistemi di informazione, in particolare ad opera della criminalità organizzata, e aumentano le preoccupazioni per la possibilità di attacchi terroristici contro sistemi di informazione che fanno parte dell’infrastruttura critica degli Stati membri. Ciò costituisce una minaccia per la creazione di una società dell’informazione sicura e di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, e richiede pertanto una risposta a livello di Unione europea.
Una risposta efficace a queste minacce richiede un approccio globale rispetto alla sicurezza delle reti e dell’informazione, come evidenziato nel piano d’azione eEurope, nella comunicazione della Commissione «Sicurezza delle reti e sicurezza dell’informazione: proposta di un approccio strategico europeo» e nella risoluzione del Consiglio, del 28 gennaio 2002, relativa ad un approccio comune e ad azioni specifiche nel settore della sicurezza delle reti e dell’informazione.
La necessità di accrescere ulteriormente la consapevolezza dei problemi relativi alla sicurezza dell’informazione e di fornire un’assistenza pratica è stata evidenziata anche nella risoluzione del Parlamento europeo del 5 settembre 2001.
Le rilevanti lacune e le notevoli differenze nelle normative degli Stati membri in questo settore possono ostacolare la lotta contro la criminalità organizzata ed il terrorismo e complicare un’efficace cooperazione giudiziaria e di polizia nel campo degli attacchi contro i sistemi di informazione. Il carattere transnazionale e senza frontiere dei moderni sistemi di informazione fa sì che gli attacchi contro tali sistemi siano spesso di natura transnazionale, e rende evidente la necessità di adottare urgentemente azioni ulteriori per il ravvicinamento delle legislazioni penali in questo settore.
Il piano d’azione del Consiglio e della Commissione sul modo migliore per attuare le disposizioni del trattato di Amsterdam concernenti uno spazio di libertà, sicurezza e Giustizia, le conclusioni del Consiglio europeo di Tampere, del 15-16 ottobre 1999, e del Consiglio europeo di Santa Maria da Feira, del 19-20 giugno 2000, la comunicazione della Commissione sull’aggiornamento del quadro di controllo e la risoluzione del Parlamento europeo, del 19 maggio 2000, contemplano o caldeggiano iniziative legislative atte a contrastare la criminalità ad alta tecnologia, comprendenti definizioni, incriminazioni e sanzioni comuni.
È necessario completare il lavoro svolto dalle organizzazioni internazionali, in particolare i lavori del Consiglio d’Europa sul ravvicinamento delle legislazioni penali ed i lavori del G8 sulla cooperazione transnazionale in materia di criminalità ad alta tecnologia, mediante l’adozione di un approccio comune dell’Unione europea in questo settore. Questa esigenza è stata ulteriormente elaborata nella comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni «Creare una società dell’informazione sicura migliorando la sicurezza .....

 

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