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Mar, 12 Dic 2017
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L'APPLICAZIONE DEL D.LGS. 231/2001 IN SANITA'. IL CASO DELLE AZIENDE SANITARIE E OSPEDALIERE LOMBARDE - di Pietro Previtali, ricercatore di organizzazione aziendale presso l'Università degli Studi di Pavia



Per i non addetti ai lavori è un'assoluta novità. Con la d.g.r. n. VII/17864 del 11 giugno 2004 «Introduzione in via sperimentale nelle Aziende Sanitarie pubbliche di un Codice etico –comportamentale», seguita dal Decreto del Direttore Generale Sanità n. 22361 del 9 dicembre 2004 e dalla d.g.r. n. VIII/1375 del 14 dicembre 2005 «Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario regionale per l'esercizio2006» la Regione Lombardia ha mutuato i principi contenuti nel Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 ai fini dell'introduzione del Codice etico e dell'implementazione del Modello organizzativo nelle Aziende Sanitarie Locali ed Ospedaliere.
Il governo regionale ha previsto l'applicazione - in via sperimentale - all'Azienda sanitaria locale di Lecco, all'Azienda Ospedaliera Circolo di Busto Arsizio ed all'Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi, seguita dall'applicazione - in una seconda fase – all'Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda, all'Azienda Ospedaliera di Cremona e all'Azienda sanitaria locale di Mantova.
Infine, con la D.g.r. del 13 dicembre 2006 - n. VIII/003776 "Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l'esercizio 2007", il governo regionale ha terminato il periodo di sperimentazione (durato due anni) ed ha inserito l'adeguamento del Codice etico-comportamentale e del modello organizzativo ex D.Lgs 231/2001 tra le "regole" per la gestione del sistema socio sanitario lombardo per il 2007, emettendo le relative "Linee guida regionali per l'adozione del codice etico e dei modelli di organizzazione e controllo delle Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere".
Per dare concretezza e governare l'implementazione del modello, la D.g.r 3776 prevede – oltre a linee guida molto dettagliate – l'istituzione di un "[…] Comitato di Coordinamento Regionale, composto dai Direttori Generali Sanità e Famiglia e Solidarietà Sociale, da un dirigente della D.G. Sanità, da un dirigente della D.G. Famiglia e Solidarietà Sociale, da un dirigente della D.C. Affari Istituzionali e Legislativo, da un dirigente della D.C. Programmazione Integrata, da un rappresentante Irer (Istituto Regionale di ricerca della Lombardia, ndr) e da un rappresentante Iref (Istituto Regionale lombardo di Formazione per l'amministrazione pubblica, ndr). Il Comitato costituisce canale di comunicazione tra i Comitati di Valutazione (gli organismi di vigilanza, ndr) e le D.G. Sanità e Famiglia e Solidarietà Sociale, definisce i principi di comportamento dei Comi.....

 

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