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LE NOTIZIE


26 Febbraio 2007 - sentenza - Tribunale di Milano - giudice per le indagini preliminari dr.ssa Cerreti* (reato di aggiotaggio su strumenti finanziari a carico di soggetti apicali in seno all’ente - responsabilità amministrativa dell’ente per non aver adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi - individuazione del nesso di collegamento tra fatto costituente reato e responsabilità dell’ente - coinvolgimento dell’ente nella condotta delittuosa dei soggetti apicali che hanno agito nell’interesse, dello stesso procurando un profitto di rilevante entità - responsabilità ex D.Lgs. 231/01 come “responsabilità diretta” in quanto derivante da un fatto proprio dell’ente (deficit dell’organizzazione dell’impresa) e autonoma rispetto alla responsabilità dell’autore del reato - costituzione di parte civile della Consob nei confronti di tutti gli imputati persone fisiche



R E P U B B L I C A I T A L I A N A
I N N O M E D E L P O P O L O I T A L I A N O

IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI

dott.ssa Alessandra Cerreti,
terminata la discussione del giudizio abbreviato nei confronti di:

1. AA nato a (…) il (…), elettivamente domiciliato in (…)

difeso di fiducia dagli Avv.ti (…)

2. B (Rappresentante legale (…), nato a (…) il (…)), con sede in (…), elettivamente domiciliata presso (…),

difensori di fiducia: (…).

I M P U T A T I

Del reato di cui agli artt. 110, 81 cpv c.p., 185 t.u.f. (in relazione all'art. 2637 c.c., nella formulazione anteriore alle modifiche introdotte dalla legge n. 62 del 18.4.2005), perché, in concorso tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso,

- CC, (nei confronti del quale si è proceduto separatamente) quale condirettore generale per l'Area Finanziaria, Immobiliare, Partecipazioni e Controllo di D S.p.A. nonché procuratore speciale di E S.p.A.
- AA, quale Direttore Generale della B
- FF (nei confronti del quale si è proceduto separatamente) quale direttore Finanziario di D S.p.A.
- GG (nei confronti del quale si è proceduto separatamente ex art. 444 c.p.p.), quale trader di H Sim

Il primo, in accordo con AA, ordinando e FF eseguendo le trasmissioni degli ordini indirizzati a H Sim, nella persona di GG, acquistavano e vendevano azioni D priv., operando per conto di K S.p.A. (società controllata al 100% da D S.p.A.), con le modalità di seguito specificate:

Data Cliente
(intermediario) Acquisti Vendite Controparte
intermediario
1 19/03/03 K(H) 277.650
2 20/03/03 K(H) 121.000
3 21/03/03 K(H) 150.000
4 24/03/03 K(H) 367.000
5 25/03/03 K(H) 257.873
6 26/03/03 K(H) 316.302
7 27/03/03 K(H) 352.667
8 28/03/03 K(H) 161.192
9 31/03/03 K(H) 350.000
10 31/03/03 E(H) 4.500.000 B (I)
11 01/04/03 K (H) 285.000 E (L)

determinando, nel periodo considerato, delle operazioni artificiose che, per la tempistica, la quantità, nonché la rilevante percentuale di incidenza sul volume giornaliero delle sedute di borsa, erano concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo del titolo D priv. per una percentuale pari al 6,7%.

In particolare:
- la B ha ricevuto, in data 27 febbraio 2003, un'offerta di vendita di n. 4.500.000 azioni privilegiate D di proprietà di E S.p.A. (società che controlla D S.p.A.), al prezzo di € 1,76, valore medio di carico per E S.p.A., quando il valore medio di mercato era pari ad € 1,69;
- la B, non ha inizialmente accettato la suddetta offerta, in quanto il prezzo di mercato era - nella misura sopra indicata - inferiore a quello richiesto dal venditore, sicché vi erano margini di trattativa;
- la B ha manifestato la disponibilità ad acquistare le 4.500.000 azioni privilegiate D, di proprietà di E S.p.A., a condizione che il valore di mercato del titolo e quello richiesto dal venditore fossero identici o comunque molto prossimi.
In Milano nel primo quadrimestre del 2003.

RESPONSABILI EX 231/2001

E S.p.A. (nei confronti della quale si è proceduto separatamente)
responsabile dell'illecito amministrativo previsto dagli artt. 5, comma 1, lett. a) 25 ter lett. r) d. lgs. 231/01, per non aver - prima della commissione del fatto ascritto al procuratore speciale, CC, e in precedenza contestato (da intendersi qui integralmente richiamato) - adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi, con ciò traendo dalla condotta delittuosa dei soggetti sottoposti - i quali non hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi - un profitto di rilevante entità.
In Milano nel primo quadrimestre del 2003.

D S.p.A. (nei confronti della quale si è proceduto separatamente)
responsabile dell'illecito amministrativo previsto dagli artt. 5, comma 1, lett. a), 25 ter lett. r) d. lgs. 231/01, per non aver - prima della commissione dei fatti ascritti al condirettore generale per l'Area Finanziaria, Immobiliare, Partecipazioni e Controllo, CC e al Direttore Finanziario FF, in precedenza contestati (da intendersi qui integralmente richiamato) - adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi, con ciò traendo dalla condotta delittuosa dei soggetti sottoposti - i quali non hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi - un profitto di rilevante entità.
In Milano nel primo quadrimestre del 2003.

B
responsabile dell'illecito amministrativo previsto dagli artt. 5, comma 1, lett. a), 25 ter lett. r) d. lgs. 231/01, per non aver - prima della commissione del fatto ascritto al Direttore Generale della B, AA, in precedenza contestato (da intendersi qui integralmente richiamato) - adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi, con ciò traendo dalla condotta delittuosa dei soggetti sottoposti - i quali non hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi - un profitto di rilevante entità.
In Milano nel primo quadrimestre del 2003.

La Parte Civile:
CONSOB, con sede in Roma , Via G.B. Martini n.3 rappresentata e difesa (…)

CONCLUSIONI DELLE PARTI

PM: per AA, previa concessione delle circostanze attenuanti generiche e riduzione per il rito, mesi 8 di reclusione, oltre le pene accessorie previste dalla legge.
Per B: condanna al pagamento di 300 quote, ridotte per la scelta del rito, a quote 200, da quantificarsi, ex art. 12 D.Lvo comma uno lettera A), in Euro 103,29 per quota.

PARTE CIVILE: previa associazione alle conclusioni del Pubblico Ministero, condanna al risarcimento del danno morale, di immagine e patrimoniale subito dalla CONSOB.

DIFESA AA: sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto.

DIFESA B: sentenza di assoluzione con la formula più ampia.

ha pronunziato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente

S E N T E N Z A

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

Con atto del 15 marzo 2006, il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio degli imputati e degli enti indicati per il reato e gli illeciti amministrativi di cui al capo d'imputazione.
All'udienza del 16 ottobre 2006, la CONSOB si è costituita parte civile nei confronti di tutti gli imputati persone fisiche, depositando il relativo atto di costituzione.
Nel corso dell'udienza preliminare, tenutasi in data 22 novembre 2006, le difese di CC, FF, E S.p.a. e D S.p.a. hanno chiesto il proscioglimento dei propri assistiti, la difesa dell'imputato GG ha richiesto l'applicazione della pena ai sensi dell'art. 444 c.p.p., mentre la difesa di AA e quella della B (nel prosieguo: B) hanno chiesto, ai sensi dell'art. 438 c.p.p., di essere giudicati con le forme del rito abbreviato.
All'udienza del 31 gennaio 2007, previo stralcio delle posizioni ed emissione del decreto che dispone il giudizio nei confronti dei coimputati, pubblico ministero e parte civile hanno concluso come sopra riportato.
All'udienza del 7 febbraio 2007, hanno concluso le difese e, all'udienza del 26 febbraio, in assenza di ulteriori repliche, il Giudice ha pronunciato sentenza, dando immediata lettura del dispositivo.

PARTE I

FATTO

Preliminarmente, va ribadita in questa sede l'utilizzabilità della relazione Consob, delle registrazioni delle conversazioni telefoniche tra gli intermediari finanziari, nonché delle dichiarazioni rese, innanzi ai funzionari CONSOB, da coloro che successivamente sono stati iscritti nel registro degli indagati, come da ordinanza pronunciata in sede di udienza preliminare, qui da intendersi integralmente richiamata, utilizzabilità, del resto, cristallizzata dalla richiesta di rito abbreviato effettuata dall'imputato e dal responsabile ex art. 231/01.

Occorre qui solo ribadire, per inciso, che l'audizione degli indagati è precedente l'emersione degli indizi di reità a loro carico e l' art. 220 disp.att. c.p.p dispone che soltanto "quando nel corso di attività ispettive e di vigilanza previste da leggi o decreti emergano indizi di reato, gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale sono compiuti con l'osservanza delle disposizioni del codice".

Per quanto attiene le registrazioni delle conversazioni telefoniche intercorrenti sulle utenze in uso ai dipendenti preposti alle negoziazioni e concernenti le negoziazioni medesime, sono previste per legge e note agli interlocutori, talché, ai fini dell'acquisizione come prove nel processo penale, appare indiscutibile la loro qualificazione come documenti e, quindi, la loro utilizzabilità ex art. 234 c.p.p.

Quanto ai limiti di utilizzabilità, a fini probatori, della relazione redatta da Consob all'esito dell'attività ispettiva, si deve aggiungere in questa sede anzitutto che gli allegati alla relazione medesima sono documenti a pieno titolo, come tali utilizzabili ex art. 234 c.p.p. e, in secondo luogo, che gli argomenti e le valutazioni inseriti nella relazione, non divengono inutilizzabili sol perchè ivi menzionati. Essi possono invece divenire elementi di convincimento con i quali prima le parti e poi il giudice debbono confrontarsi criticamente, senza ovviamente poterli recepire in modo aprioristico. Ad avvalorare tale impostazione, concorre appunto la circostanza fondamentale che CONSOB non è soltanto organo amministrativo di vigilanza, ma è ente legittimato ex lege ad agire nel processo sia ex artt. 90 e ss., sia ex artt. 74 e ss. c.p.p. (art. 187 undecies D.Lgs. n. 58 del 1998).

Ciò necessariamente premesso - in quanto l'esposto CONSOB, depositato presso gli uffici del pubblico ministero in data 9 giugno 2004, costituisce indubbiamente, in questa sede, l'elemento portante dell'impianto accusatorio nei confronti dell'odierno imputato e dell'ente chiamato a rispondere ex legge 231/2001 - va evidenziato che l'intera operazione, nei suoi aspetti di fatto, è stata documentalmente e incontrovertibilmente ricostruita dalla Autorità di controllo e che tale ricostruzione non è stata contestata dalle difese.
Ciò rende legittimo ed utile, per la parte descrittiva delle operazioni, attingere direttamente alla efficace ricostruzione ricavabile dalla relazione suindicata.

L'istruttoria che ha generato l'odierno procedimento ha avuto origine a seguito dell'anomalo andamento dei prezzi e delle quantità scambiate delle azioni D priv. nel periodo compreso tra il 19 marzo e il 1° aprile 2003.

In tale periodo, infatti, il prezzo del titolo D priv. è cresciuto del 6,7% (passando da € 1,669, prezzo ufficiale del 18 marzo 2003, a € 1,781, prezzo ufficiale del 1° aprile 2003) tra volumi molto sostenuti, in un contesto di mercato debole (il MIBTEL, nello stesso periodo, è sceso di circa l'1%).

Dai primi accertamenti effettuati dall'organo di controllo è emerso che il principale compratore delle azioni D priv., nel periodo indicato, era una società del Gruppo D, K S.p.A. (nel prosieguo: K), che aveva operato tramite H SIM S.p.A. (nel prosieguo: H); inoltre, il 31 marzo 2003 un'altra società del Gruppo D, E S.p.A. (nel prosieguo: E) aveva venduto sul c.d. mercato dei blocchi un consistente pacchetto di 4,5 milioni di azioni D priv. ad un prezzo prossimo a quello registrato alla medesima data sul mercato; anche questa operazione era stata effettuata, per conto della parte venditrice E, da H, con la controparte I SIM S.p.A. (nel prosieguo: I), che aveva acquistato per conto della B.

Tutto ciò è apparso immediatamente anomalo in considerazione delle seguenti circostanze:

1) nel periodo precedente il Gruppo D non aveva mai operato in maniera sistematica sulle azioni privilegiate, ma sempre e soltanto sulle azioni ordinarie, perseguendo una politica di stabilizzazione e non di rialzo del prezzo;
2) D aveva sempre utilizzato per tale attività un intermediario diverso da H;
3) D aveva sempre operato nel rispetto dei principi dettati in materia di stabilizzazione del prezzo dalla comunicazione Consob n. BOR/RM/92005334 del 23 luglio 1992 (prodotta in atti), che impongono di operare in controtendenza, al contrario di quanto era avvenuto nel periodo indicato sulle azioni D priv.;
4) tale operatività, infine, è repentinamente cessata il 1° aprile 2003, il giorno dopo quello in cui è stata perfezionata la cessione, avvenuta al c.d. mercato dei blocchi, del menzionato pacchetto di 4,5 milioni di azioni D priv. da E alla B, ad un prezzo non lontano dal prezzo registrato sul mercato grazie alla strategia operativa sopra delineata.

OPERATIVITA' AZIONI D PRIVILEGIATE TRA IL 19 MARZO 2003 e il 1° APRILE 2003 (come efficacemente sintetizzata nella relazione CONSOB, di seguito, nella parte in corsivo, testualmente riportata):

"…Come già evidenziato, tra il 19 ed il 1° aprile 2003 il prezzo delle azioni D privilegiate è salito del 6,7% (tale incremento rappresenta la differenza percentuale tra il prezzo ufficiale del 1° aprile 2003 marzo, pari a € 1,781, e il prezzo ufficiale del 18 marzo, pari a € 1,669).
Nello stesso periodo il prezzo delle azioni D ordinarie si è mantenuto sostanzialmente stabile intorno a quota € 3,97 (la variazione tra il prezzo ufficiale del 18 marzo ed il prezzo ufficiale del 1° aprile è stata di -0,05%).
Anche i volumi delle azioni D priv. nel periodo 19 marzo – 1° aprile 2003 presentano una considerevole impennata rispetto al periodo precedente: le quantità giornalmente scambiate ammontano in media a 252.430 pezzi nel mese di gennaio 2003, a 264.466 pezzi nel mese di febbraio 2003, a 203.870 pezzi nel periodo 3 - 18 marzo 2003 ed a ben 629.289 pezzi nel periodo 19 marzo – 1° aprile 2003. Anche il 1° aprile sono stati scambiati volumi considerevoli, pari a 670.171 pezzi. Tale maggiore intensità degli scambi si è mantenuta anche nei mesi successivi.
L'analisi dell'operatività posta in essere sulle azioni D priv. nel periodo 19 marzo – 1° aprile 2003 ha portato a rilevare diversi elementi che hanno indotto la Consob ad approfondire le indagini.
In tale periodo, infatti, l'intermediario più attivo dal lato degli acquisti era risultato H Sim S.p.A. (nel prosieguo, per brevità: H), il quale, tra l'altro era stato anche l'intermediario venditore di un blocco di 4,5 milioni di azioni D priv. acquistate da I SIM S.p.A. (nel prosieguo, per brevità: I) il 31 marzo 2003. L'incisiva operatività di H era iniziata il 19 marzo 2003 e si era protratta, come già detto, sino al 1° aprile 2003.
In epoca antecedente H non aveva operato sul titolo D priv. se non per modestissime quantità in rare occasioni. Dopo il 1° aprile 2003 aveva operato per piccole quantità in acquisto sino al 28 aprile 2003, quando era iniziata una forte attività in vendita che si era conclusa circa a metà del mese di maggio 2003 (cfr. all. n. 10).
Nell'ambito dei primi accertamenti sono state inviate richieste di informazioni - ex art. 187 octies comma 3 D.Lgs. n. 58 del 1998 - agli intermediari interessati, dalle quali è emerso che:

- gli acquisti effettuati sul mercato da H nel periodo 19 marzo - 1° aprile 2003 erano quasi univocamente riconducibili a K, società controllata al 100% da D;

- tale committente aveva iniziato ad operare attraverso H il 19 marzo 2003. Né K, né altre società del Gruppo D avevano operato tramite H su azioni D priv. in epoca antecedente o successiva a quella indicata;

- il blocco di azioni D priv. era stato venduto, tramite H, dalla controllante di D, E, alla B, che si era avvalsa di I quale intermediario.

Con particolare riferimento agli acquisti di azioni D priv. effettuati da H per conto di K è stato rilevato che:

a) gli acquisti effettuati tra il 19 marzo e il 1° aprile 2003 erano stati ingenti, per 2.638.684 azioni, pari ad oltre il 40% dei volumi complessivi;

b) a differenza di quanto avveniva abitualmente per le azioni ordinarie, l'operatività posta in essere da K (e quindi dal Gruppo D) sulle azioni D priv. non era stata in controtendenza e quindi non era avvenuta nel rispetto delle regole stabilite dalla comunicazione Consob n. BOR/RM/92005334 del 23 luglio 1992, che, in materia di pratiche di stabilizzazione, raccomanda agli emittenti e alle loro consociate appartenenti allo stesso Gruppo di operare "a prezzi di acquisto e di vendita rispettivamente non superiori o non inferiori a quello ufficiale del giorno precedente", ma, anzi, aveva contribuito in maniera decisiva a spingere al rialzo il prezzo, in misura di poco inferiore al 7%. (v tabelle contenute in relazione Consob).
In 8 sedute su 10 i prezzi di acquisto non rispettano il principio della controtendenza, nel senso che K ha acquistato a prezzi crescenti, con differenziali giornalieri spesso superiori all'1%.
Poiché nel periodo considerato i prezzi delle azioni D priv. erano saliti di € 0,112 (da € 1,669, prezzo ufficiale del 18 marzo 2003 a € 1,781, prezzo ufficiale del 1° aprile 2003), il maggior introito per E era stimabile in circa € 504.000 (ottenuto moltiplicando € 0,112 per il numero di azioni cedute).
Una conferma del carattere peculiare dell'operatività descritta era sembrata la scelta di eseguire l'operazione sul c.d. mercato dei blocchi tramite H, lo stesso intermediario utilizzato da K esclusivamente per gli acquisti effettuati tra il 19 marzo e il 1° aprile 2003, circostanza che era apparsa significativa, dato che:

a) E (e cioè il Gruppo D) nella sua attività di stabilizzazione si era sempre avvalsa di L,

b) H era un intermediario di dimensioni relativamente modeste e di standing non primario. Al riguardo si era rilevato che, mentre l'attività di stabilizzazione effettuata da E (o dal Gruppo) sulle azioni ordinarie tramite L era sempre avvenuta nel rispetto delle regole previste dalla Consob per l'attività di stabilizzazione, tali regole erano state disattese da K nell'operatività posta in essere tramite H.

Da ultimo, era stata esaminata l'operatività posta in essere il 1° aprile 2003. Anche in questa seduta, il principale intermediario dal lato degli acquisti è stato H, che aveva comprato 285.000 azioni (pari al 42,53% degli scambi) per conto di K. Nella stessa seduta E aveva venduto sul mercato 240.764 azioni D priv., al prezzo di € 1,78, tramite L, una quantità prossima alle 285.000 azioni acquistate da K nella stessa seduta, tramite H. Successive indagini effettuate sui dati relativi ai contratti conclusi sul titolo D priv. nella seduta hanno permesso di evidenziare che si era sostanzialmente verificato un incrocio sul mercato tra l'acquirente K e il venditore E per ben 239.764 azioni D priv., scambiate con un unico contratto eseguito alle ore 14:38:43 al prezzo di € 1,78 tra H e L (cfr. all. n. 11). Sull'operatività della seduta si tornerà in dettaglio al successivo sub-paragrafo 5.2.8.

Nei giorni successivi nessuna società del Gruppo D aveva eseguito operazioni sulle D priv. L'operatività era ricominciata in maggio, quando K aveva iniziato a rivendere le azioni acquistate tra il 19 marzo e il 1° aprile 2003. Più esattamente, tra il 29 aprile 2003 ed il 16 maggio 2003, K aveva rivenduto le azioni privilegiate acquistate in marzo (lo stesso identico numero, pari a 2.644.684 pezzi)[1] a prezzi medi compresi tra € 1,849 e € 1,878, conseguendo una plusvalenza superiore a € 300.000.
In esito ai primi accertamenti è emerso che certamente il mercato aveva percepito il considerevole incremento dei volumi di azioni scambiate e l'andamento al rialzo delle azioni D priv. nel periodo 19 marzo – 1° aprile 2003 come un'anomalia, sintomatica di un disallineamento rispetto al valore delle azioni ordinarie."

ATTIVITA' SVOLTA DALLA CONSOB E DAL PM

Richiesta di informazioni a H

"Dalle informazioni fornite da H è emerso quanto segue (cfr. all. n. 12).

1) K ha operato tramite H unicamente in acquisto nelle sedute comprese tra il 19 marzo e il 1° aprile 2003, per complessive 2.638.684 azioni D priv.; come dichiarato dalla stessa H, "gli acquisti sono stati effettuati a prezzi crescenti da Euro 1,67 a Euro 1,80".

2) Gli ordini erano ricevuti nella sede di Milano dal responsabile del desk di negoziazione azionaria, GG, il quale provvedeva a ripartire l'esecuzione delle operazioni tra i diversi addetti al servizio.

3) Gli ordini venivano impartiti da FF, dipendente di D con la qualifica di Direttore finanziario. Come verrà descritto in seguito, secondo quanto dichiarato da D, FF, in qualità di Direttore finanziario di Gruppo, aveva una delega ad operare per conto di K.

Il totale delle azioni acquistate in ciascuna seduta ed il relativo prezzo medio venivano confermati da GG a FF al termine di ciascuna seduta via fax.

4) Nel corso del periodo in cui hanno avuto luogo le operazioni sono state rilevate numerose telefonate tra GG e FF. Di tali conversazioni sono state fornite sia le trascrizioni sia le registrazioni.

5) Con specifico riferimento all'operazione effettuata sul c.d. mercato dei blocchi il 31 marzo 2003 per 4.500.000 azioni D priv., per la quale H ha assistito la parte venditrice E, è emerso che l'operazione è stata originata da una telefonata da parte di MM, di I, che "ha chiamato direttamente la sala operativa di Milano di questa società [H; ndr]; successivamente alla effettuazione della transazione, risulta che il medesimo (…) di cui sopra [FF; ndr] ha indicato E S.p.A. come nominativo venditore; non sono state reperite ulteriori informazioni."

6) Infine, H ha dichiarato che il rapporto di lavoro con GG è cessato il 12 giugno 2003 a seguito di iniziativa della società, per motivi non attinenti agli acquisti in questione, con conseguente avvio di un contenzioso legale da parte dello stesso GG, finalizzato alla reintegrazione nel posto di lavoro.

La seduta del 19 marzo 2003

Il 19 marzo 2003 è la prima seduta in cui inizia lo schema operativo in esame. Come si può vedere dai dati riportati nella tabella (v. relazione Consob), K acquista tramite H 277.650 azioni, pari al 51,2% dei volumi giornalieri, ad un prezzo medio ponderato [2] più elevato del prezzo ufficiale della seduta (che è il prezzo medio ponderato del totale degli scambi effettuati) e più elevato del prezzo ufficiale della seduta precedente.
L'analisi dei contratti conclusi nella seduta evidenzia che il prezzo massimo di € 1,68 è stato toccato per la prima volta poco prima delle ore 16:00 proprio grazie alla massiccia attività di acquisto intrapresa da H per conto di K (cfr. all. n. 13, pagg. 1, 2, 3).

In dettaglio, tra l'inizio delle negoziazioni e le ore 15:50:34 il mercato ha scambiato complessivamente n. 210.641 azioni a prezzi oscillanti intorno a € 1,66. Alle 15:50:34 H inizia ad inserire successive proposte di negoziazione in acquisto a prezzi progressivamente crescenti. Complessivamente tra le ore 15:50:54 e le ore 16:06:22 H conclude 28 contratti sui 29 registrati sul mercato, per complessivi 62.500 pezzi. La variazione tra il prezzo dell'ultimo contratto concluso prima dell'intervento di H (€ 1,65) e l'ultimo dei 28 contratti consecutivi conclusi (€ 1,68) è dell'1,8%, ed è stata provocata in meno di 17 minuti (cfr. all. n. 13 cit., pag. 2). In seguito, H continua ad operare sino agli ultimi minuti di negoziazione, cercando continuamente di ri-correggere al rialzo le flessioni del titolo dopo il picco realizzato tra le 16:05 e le 16:06.
Sostanzialmente, negli ultimi 100 minuti delle negoziazioni (tra le ore 15:50 e le ore 17:30) gli acquisti effettuati da H consentono non solo di far toccare il livello massimo di € 1,68 (10 contratti vengono conclusi a tale prezzo, e l'acquirente è sempre H), ma di non far scendere il prezzo al di sotto di quota € 1,66. Conseguentemente, grazie all'intensa operatività di H nell'ultima parte della seduta, il prezzo di riferimento (che è il prezzo medio ponderato dell'ultimo 10% degli scambi) viene fissato a € 1,67, poco al di sopra del prezzo di riferimento della seduta precedente (al contrario, il prezzo ufficiale segna un modesto decremento rispetto alla seduta precedente)
Un'operatività di questo tipo, dal punto di vista puramente tecnico, non appare in sintonia con il mero obiettivo di effettuare un investimento sul titolo".

Si passa ora ad analizzare l'eloquente contenuto delle conversazioni telefoniche intercorse tra FF e GG, nel corso della seduta del 19 marzo 2003, dal quale si desume che l'obiettivo dell'operatività di H, effettuata per conto di K sulla base degli ordini impartiti da FF, fosse quello di far segnare un prezzo più elevato possibile, cercando di "non spendere molto", cioè di acquistare il minor numero possibile di azioni ottenendo il massimo effetto sul prezzo.
I passaggi significativi sono evidenziati in grassetto. Per una lettura completa delle conversazioni del 19 marzo 2003 cfr. all.n. 12, pag. 3, relazione CONSOB.

(omissis)

Da tale conversazione si evince già, come correttamente evidenziato nella relazione CONSOB, l'intenzione di spingere al rialzo il corso del titolo D priv.: per amplificare il rialzo, FF vuole produrre un effetto sul mercato, in modo che altri investitori, indotti dall'incremento di prezzo determinato da D, inizino ad acquistare, facendo, a loro volta, crescere il prezzo ("cerchiamo di dargli la spinta e vediamo se ci seguono").

(omissis)

Da questa conversazione l'intento di FF emerge con ancora maggior chiarezza: vuole far segnare al titolo un prezzo pari a € 1,68 nel finale della seduta ("cerchiamo di farlo atterrare su 1,68"). L'obiettivo non viene conseguito (si veda la conversazione successiva), perché il prezzo di riferimento è pari a € 1,67. Tuttavia gli ordini immessi sul mercato da H per conto di K producono, temporaneamente, l'effetto desiderato da FF: come già detto, viene segnato il prezzo massimo della seduta, pari a € 1,68, toccato per la prima volta alle ore16:05 (cfr. all. n. 13 cit., pag. 2, relazione CONSOB).

(omissis)

Come in tutte le giornate in cui è stata posta in essere l'operatività oggetto di indagine, FF e GG si sentono alla fine della seduta borsistica per fare il punto della situazione.
E, sempre dalla relazione CONSOB:
"Le sedute del 20, 21 e 24 marzo 2003

H non ha fornito conversazioni telefoniche relative a queste tre sedute.

Il 20 marzo 2003 H acquista per conto di K 121.000 azioni D priv. ad un prezzo medio ponderato superiore al prezzo ufficiale della giornata e significativamente superiore al prezzo ufficiale della seduta precedente. Come nella seduta precedente, l'operatività è concentrata esclusivamente negli ultimi 95 minuti delle negoziazioni (cioè tra le ore 15:55 e le ore 17:30 – cfr. all. n. 13 cit., pag. 3,4,5). In tal modo si riesce ad imprimere un deciso rialzo al prezzo di D priv., nella parte finale della seduta facendo segnare un prezzo di riferimento di € 1,69.

"Anche nella seduta del 21 marzo 2003 viene posta in essere un'operatività simile, con acquisti, da parte di H per conto di K per volumi consistenti, pari al 33,2% degli scambi, ed un significativo apprezzamento del titolo, particolarmente marcato nell'ultima parte della seduta. Come il giorno precedente, l'attività in acquisto inizia tardi, in particolare alle ore 16:26. Nell'arco di poco più di un'ora il prezzo passa da € 1,69 a oltre € 1,70, toccando il massimo di € 1,705 (cfr. all. n. 13 cit., pag. 5, 6, 7). Attraverso tale operatività H riesce a far segnare un prezzo di riferimento di € 1,70.

La seduta del 24 marzo 2003 sembra segnare un'inversione di tendenza: infatti il prezzo del titolo D priv., che apre al livello massimo toccato il giorno precedente (€ 1,705), tende a riportarsi al di sotto di € 1,70. In ragione di ciò gli acquisti di H per conto di K, finalizzati verosimilmente a contrastare tale ribasso, sono particolarmente ingenti: 367.000 pezzi, pari al 63,4% degli scambi. E' l'unica delle sedute in cui il prezzo medio ponderato degli acquisti di K non è superiore al prezzo ufficiale della seduta.
I contratti conclusi da H per K, al contrario di quanto si è verificato nelle giornate precedenti, non si concentrano esclusivamente nell'ultima parte delle negoziazioni, ma si distribuiscono anche in altre fasce orarie (cfr. all. n. 13 cit., pag. 8, 9, 10); tuttavia, gli acquisti effettuati da H negli ultimi 15 minuti della seduta (47.000 pezzi) rappresentano più del 12% del totale degli acquisti.

La seduta del 25 marzo 2003

Il 25 marzo 2003 H acquista per conto di K azioni D priv. per quantità prossime alla metà degli scambi, ad un prezzo medio ponderato di acquisto superiore al prezzo ufficiale della giornata ed anche al prezzo ufficiale della seduta precedente. Attraverso tale operatività riesce ad imprimere al titolo un andamento al rialzo piuttosto significativo, raggiungendo quota € 1,74 e facendo segnare un prezzo di riferimento di € 1,729. "

Il contenuto delle conversazioni tra FF e GG conferma l'ultima considerazione ed evidenzia le reali motivazioni sottostanti agli acquisti di K (cfr. all. n. 12 cit., pagg. 4, 5, 6, 7).

(omissis)

FF, come correttamente evidenziato dalla CONSOB, vuole far segnare un prezzo di apertura a € 1,6950; tuttavia è preoccupato che ciò "gli costi troppo", ovvero, che per ottenere quel risultato debba acquistare troppe azioni, non potendo poi continuare ad acquistare ulteriori azioni per mantenere, o continuare a spingere, il prezzo del titolo ad un livello elevato per tutta la seduta ("la organizzerai anche dopo se no, la giornata è lunga"). Come si vede dalla conversazione successiva l'obiettivo non è conseguito, infatti il prezzo di apertura è di € 1,67. Tuttavia, subito dopo viene raggiunto il prezzo di € 1,6950 attraverso un acquisto di 15.000 azioni nella negoziazione continua.

(omissis)

Seguono altre conversazioni, in cui FF e GG si confrontano. Interessante è la conversazione delle ore 9:52.

(omissis)

L'ultima frase pronunciata da FF indica la volontà di far apparire che sul mercato c'è una forte spinta rialzista.

(omissis)

In questa conversazione FF esprime preoccupazione per il fatto che "siamo già a martedì" (il 25 marzo 2003 era un martedì). Ciò è sintomatico del fatto che egli deve non solo conseguire un obiettivo-prezzo, ma deve farlo entro un determinato (e breve) periodo.

(omissis)

FF è molto preoccupato del fatto che il prezzo del titolo possa flettere. GG segue sostanzialmente le istruzioni impartite da FF: tra le 13:20 e le 13:25 circa acquista 30.000 azioni (a € 1,705) e poi si ferma sino alle 15:30 circa.

(omissis)

Con l'ultima frase FF ri-determina il suo obiettivo di prezzo: € 1,745.
Tale obiettivo viene confermato con insistenza nelle conversazioni successive (alle ore 16:10, pochi secondi dopo la conversazione precedente, ed alle ore 16:45).

(omissis)

Tra le 15:30 e le 16:20 H acquista poco più di 100.000 azioni a prezzi crescenti, compresi tra € 1,705 e € 1,74 (massimo della seduta, toccato alle 16:16).

(omissis)

In realtà, .....

 

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