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CORPORATE CRIME TRIAL: IL PROCESSO PENALE A CARICO DEGLI ENTI NELL’ESPERIENZA ANGLOSASSONE. UNA NUOVA PROSPETTIVA DI COMPARAZIONE - I° PARTE - di Dario Patamia, collaboratore legale



La responsabilità penale delle persone giuridiche è un concetto conosciuto, ormai, da gran parte degli ordinamenti giuridici moderni. Ovviamente, molto diverse sono le soluzioni sostanziali e processuali che sono state adottate per disciplinare la responsabilità penale dei soggetti collettivi nelle varie legislazioni nazionali.
La scelta di "imputare" una società è stata determinata da esigenze e realtà criminologiche pressoché identiche in tutti i Paesi, soprattutto quelli industrializzati. Il dilagare della criminalità d'impresa e dei white collar crimes ha reso evidente l'insufficienza dei classici rimedi sanzionatori nei confronti degli autori materiali del reato e si è fatta strada, nel corso soprattutto dell'ultima decade, dell'ammissibilità di un "processo" a carico delle persone giuridiche, sempre più direttamente coinvolte, a livello di politica imprenditoriale, nella commissione di reati che, alla fine dei conti, finivano per produrre un vantaggio (esclusivo o prevalente) alla stessa persona giuridica. Non a caso si è assistito al superamento del principio penalistico del societas delinquere non potest, grazie, soprattutto, alle influenze derivanti dal diritto comparato e dal diritto internazionale. Ma tale rivoluzione copernicana ha investito esclusivamente gli ordinamenti di tradizione romanistica (Italia e Francia in primis), dal momento che nei paesi di common law il concetto di responsabilità penale degli enti è conosciuto da oltre un secolo e non ha comportato critiche teoriche di sorta. In tale sede, pertanto, si ha intenzione di approfondire la tematica del processo penale alle persone giuridiche con riferimento ai due Paesi di common law che per primi hanno riconosciuto l'ammissibilità di una responsabilità penale dell'ente nella commissione di un reato: il Regno Unito e gli Stati Uniti. Alcune precisazioni, però, si impongono. Occorre chiarire che ci si imbatterà in concetti, regole, ordinamenti e procedure, assolutamente sconosciute al giurista di civil law. Spesso, la stessa distinzione tra il "sostanziale" e il "processuale" si ridurrà enormemente, fino a toccarsi, dal momento che determinate scelte sostanziali (soprattutto in U.S.A.) finiscono per avere delle importante ricadute sul processo.


La responsabilità penale delle persone giuridiche nel Regno Unito.

L'ordinamento giuridico britannico non riserva ai soggetti del reato un'analisi autonoma ed unitaria. Tale disciplina viene apprestata, fondamentalmente, nella regolamentazione degli altri elementi che costituiscono la struttura del reato, soprattutto a proposito della mens rea ed a proposito del concorso di persone nel reato allo scopo di distinguere l'autore (principal) dal complice (accessory), che accomuna nella categoria delle parties of crime. Nel diritto penale inglese, a determinate condizioni, la persona fisica può essere chiamata a rispondere, oltre che del reato da essa compiuto personalmente, anche per il reato del suo incaricato (c.d. vicarious liability). A tale fattispecie, fondamentale per comprendere la responsabilità penale degli enti nel diritto britannico, si affianca quella delle persone giuridiche (corporate liability) quali autori o concorrenti nel reato della persona fisica.
La responsabilità penale per il fatto commesso dal dipendente o dal sottoposto (vicarious liability) è un istituto che non ha riscontro nella nostra esperienza giuridica; d'altro canto, l'art. 27 comma 1 Cost. ne precluderebbe l'operatività. Nella common law la responsabilità vicariale consisteva nella responsabilità penale oggettiva per il fatto colpevole commesso da un soggetto legato al vicariously responsible da vincoli di un determinato tipo, in particolare del datore di lavoro nei confronti del suo dipendente. Tale forma di responsabilità, peraltro, non era automatica, ma necessitava di esplicita previsione normativa. Allo stato attuale la vicarious liability si fonda su due principi: il delegation principle e l'attributed principle. Entrambi precisano lo specifico rapporto richiesto fra l'esecutore materiale del reato ed il vicariously responsible per configurare la corrispondente ipotesi di responsabilità oggettiva.
Quanto agli autori del reato, la common law ignorava la responsabilità delle persone giuridiche e degli enti sprovvisti di tale qualifica. Si può parlare compiutamente di responsabilità penale degli enti solo a seguito dell'Interpretation Act del 1978, il quale precisa che il termine person è comprensivo dei soggetti muniti di personalità giuridica e degli enti sprovvisti di tale qualifica giuridica.
Il primo fattore ostativo al riconoscimento delle persone giuridiche quali autori materiali del reato vi era l'impossibilità per gli enti di agire con una propria volontà colpevole, nonché di poter subire sanzioni detentive. In secondo luogo, anche postulando un' autonoma capacità volitiva dell'ente, avrebbero potuto essere imputate al medesimo solo condotte conformi agli scopi per i quali era stata creata. Vi erano, inoltre, ostacoli processuali, poiché nel processo on indictment vigeva la regola secondo la quale l'imputato doveva presentarsi personalmente in giudizio, tranne che dinanzi alla Court of King's Bench, dove era ammessa la rappresentanza per mezzo di un legale. Lo strumento per consentire l' ammissibilità di una responsabilità penale delle persone giuridiche fu proprio la vicarious liability. In sostanza tale forma di responsabilità fu utilizzata per superare le difficoltà connesse al riconoscimento di una responsabilità diretta delle persone giuridiche. La vicarious liability, pertanto, fu lo strumento grazie al quale si sviluppo il concetto di responsabilità (penale e civile) degli enti.
Ma il contributo maggiore al riconoscimento della responsabilità penale degli enti fu fornito dalla teoria civilistica dell'identificazione (c.d. "doctrine of identification"), elaborata nell'ambito della law of torts.
Alla base di tale dottrina sta la distinzione fra dipendenti con mansioni meramente esecutive e dipendenti investiti di cariche dirigenziali, cioè fra inferior (executive) e superior (directive) servants. Quando un illecito civile viene realizzato da un sottoposto, la responsabilità dell'ente si configura come vicarious liability. Quando, invece, l'illecito è stato commesso da un dirigente ( in Italia lo avremmo denominato soggetto in posizione "apicale"), la persona giuridica ne risponde direttamente (strict liability). Il dirigente viene considerato come organo dell'ente, proprio in virtù del rapporto di immedesimazione che lo lega alla persona giuridica.
Conseguentemente, l'ente non sarà penalmente responsabile qualora non venga provata l'appartenenza del dirigente al managment della società. In tali ipotesi, la colpevolezza deve sussistere .....

 

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