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Esaminato e approvato in sede preliminare dal Consiglio dei Ministri del 25 gennaio 2007 il disegno di legge recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2007


Esaminato ed approvato in sede preliminare dal Consiglio dei Ministri del 25 gennaio 2007 il disegno di legge recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2007.
Fra le deleghe al Governo figura al capo III, per la prima volta, anche la delega per l'attuazione delle decisioni quadro adottate nell'ambito della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale (il cosiddetto "terzo pilastro" dell'Unione europea).

Secondo la previsione dell'art. 18 del testo approvato in sede preliminare, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, i decreti legislativi occorrenti per dare attuazione alla decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio del 22 luglio 2003 relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato, alla decisione quadro 2003/577/GAI del Consiglio del 22 luglio 2003 relativa all'esecuzione nell'Unione europea dei provvedimenti di blocco dei beni o di sequestro probatorio, alla decisione quadro 2005/212/GAI del Consiglio del 24 febbraio 2005 relativa alla confisca di beni, strumenti e proventi di reato e alla decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio del 24 febbraio 2005 relativa all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie.

Quanto ai principi e criteri direttivi che il Governo è chiamato a rispettare per dare attuazione alla decisione quadro 2003/568/GAI relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato, si segnala la previsione, nell'art. 19, della necessità di:
a) introdurre nel libro V, titolo XI, capo IV del codice civile una fattispecie criminosa la quale, fatto salvo quanto attualmente previsto dall'articolo 2635 codice civile, punisca con la reclusione da uno a cinque anni la condotta di amministratori, direttori generali, sindaci, liquidatori e responsabili della revisione i quali compiono od omettono di compiere, in violazione degli obblighi inerenti il loro ufficio a seguito della dazione o della promessa di utilità per sé o per altri, atti che comportano o possono comportare distorsioni di concorrenza riguardo all'acquisizione di beni o servizi commerciali;
b) prevedere la punibilità con la stessa pena anche di colui che dà o promette l'utilità di cui alla lettera che precede;
c) introdurre tra i reati societari di cui all'articolo 25-ter del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, la fattispecie criminosa di cui alla lettera a) del presente articolo, con la previsione di adeguate sanzioni pecuniarie ed interdittive nei confronti delle persone giuridiche nel cui interesse o vantaggio sia stato posto in essere il reato.

Si segnalano, altresì, fra i principi e criteri direttivi da osservare per attuare la decisione quadro 2005/212/GAI relativa alla confisca di beni, strumenti e proventi di reato, le previsioni dell'art. 21 lett. b), c), e) ed f) in appresso:
b) prevedere la disciplina della confisca del provento del reato, secondo i seguenti criteri direttivi:
1) obbligatorietà della confisca del prodotto e del prezzo del reato, nonché del profitto derivato direttamente o indirettamente dal reato, e del suo impiego, nella parte in cui non debbano essere restituiti al danneggiato, nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti;
2) possibilità di prevedere la confisca obbligatoria degli stessi beni, nella parte in cui non debbano essere restituiti al danneggiato, nel caso di proscioglimento per mancanza di imputabilità o per estinzione di un reato, la cui esistenza sia accertata con la sentenza che conclude il giudizio dibattimentale o abbreviato;
3) obbligo di eseguire sempre la confisca, totale o parziale, su altri beni di valore equivalente a quello delle cose che costituiscono il prezzo, il prodotto o il profitto del reato, con eccezione dei beni impignorabili ai sensi dell'art. 514 del codice di procedura civile;
c) disciplinare i limiti della confisca nei confronti della persona estranea al reato, che ne abbia beneficiato, o che abbia ricevuto i beni per diritto successorio;
e) prevedere che ai fini della confisca, anche ai sensi della lettera d), i beni che l'autore del reato abbia intestato fittiziamente a terzi, o comunque possieda per interposta persona fisica o giuridica, siano considerati come a lui appartenenti;
f) adeguare la disciplina della confisca nei confronti delle persone giuridiche, di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e successive modificazioni e integrazioni, ai principi di cui alle lettere b), c) ed e).

Un estratto del testo del disegno di legge e i testi delle decisioni quadro sono disponibili, rispettivamente, in NORME E ATTI – ITALIA e in NORME E ATTI - UNIONE EUROPEA.