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Sab, 25 Mag 2019
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LA "NUOVA" DISCIPLINA DELL'INFORMAZIONE PRIVILEGIATA - II░ PARTE - di Giovanni Paolo Accinni, Avvocato in Milano

(segue)


5. La durata del ritardo.

Se dunque il nuovo testo di legge consente alla societÓ emittente di ritardare la comunicazione delle informazioni di cui all'art. 181 TUF, non pu˛ tuttavia sottacersi la mancanza di qualsivoglia indicazione in ordine alla possibile durata del ritardo.
Una prima osservazione si impone invero come ovvia: il legislatore non consente all'emittente di omettere la comunicazione, ma solo di ritardarla, ed Ŕ lo stesso concetto di "ritardo" ad implicare il carattere di "temporaneitÓ" della mancata informazione. Tuttavia, nemmeno nel Regolamento Emittenti Ŕ dato di poter rinvenire alcuna indicazione in merito alla tempistica del ritardo e dunque sembrerebbe versarsi in un vero e proprio vuoto normativo.
Le soluzioni ragionevolmente proponibili potrebbero allora essere due. La prima: l'emittente, nel momento di deliberare sul ritardo dell'informazione, decide anche sulla durata dello stesso, provvedendo poi a comunicare a Consob sia la decisione, sia la durata del ritardo. L'autoritÓ di Vigilanza sarÓ dunque chiamata a valutare non soltanto i presupposti del ritardo, ma anche i criteri per la determinazione della sua durata, potendo imporre l'immediata comunicazione dell'informazione od anche la sua mancata diffusione per un tempo minore a quello indicato dall'emittente. La seconda: l'emittente deciderÓ soltanto e genericamente in merito al ritardo, rimettendo quindi alla valutazione della Consob ogni determinazione in ordine alla durata del ritardo.
Rispetto a siffatto vuoto normativo, non inutile ricordare anche quelli che sono i principi fatti propri dalla disposizione di cui all'art. 66-bis, del Regolamento Emittenti che consente agli emittenti il ritardo nella comunicazione di informazioni privilegiate al fine di non pregiudicare propri legittimi interessi. Il secondo comma della medesima disposizione prevede poi che sono circostanze in relazione alla quali i legittimi interessi dell'emittente possono subire un pregiudizio (e che dunque possono legittimare il ritardo nella comunicazione) quelle in cui la comunicazione al pubblico di informazioni privilegiate possa compromettere la realizzazione di un'operazione da parte dell'emittente ovvero possa, per ragioni oggettive inerenti alla non adeguata definizione degli eventi o delle circostanze, dare luogo a valutazioni non compiute da parte del pubblico". A titolo meramente esemplificativo si indicano due ipotesi di informazione privilegiata la cui comunicazione pu˛ essere ritardata in caso di pregiudizio all'interesse dell'emittente:
a. le negoziazioni in corso, o gli elementi connessi, nel caso in cui la comunicazione al pubblico possa comprometterne l'esito o il normale andamento. In particolare, nel caso in cui la soliditÓ finanziaria dell'emittente sia minacciata da un grave ed imminente pericolo, anche se non rientrante nell'ambito delle disposizioni applicabili in materia di insolvenza, la comunicazione al pubblico delle informazioni pu˛ essere rinviata per un periodo limitato di tempo, qualora essa rischi di compromettere gravemente gli interessi degli azionisti esistenti o potenziali, in quanto pregiudicherebbe la conclusione delle trattative miranti ad assicurare il risanamento finanziario a lungo termine dell'emittente;
b. le decisioni adottate o i contratti conclusi dall'organo direttivo di un emittente la cui efficacia sia subordinata all'approvazione di un altro organo dell'emittente, diverso dall'assemblea, qualora la struttura dell'emittente preveda la separazione tra i due organi, a condizione che la comunicazione al pubblico dell'informazione prima dell'approvazione, combinata con il simultaneo annuncio che l'operazione Ŕ ancora .....

 

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