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Lun, 25 Mar 2019
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LA COLPA DI ORGANIZZAZIONE - I° PARTE - di Carlo Enrico Paliero, Ordinario di diritto penale nell'Università statale di Milano e Carlo Piergallini, Straordinario di diritto penale nell'Università di Macerata



SOMMARIO: 1. Premessa: la dimensione ‘polisensa' della colpa di organizzazione. – 2. I confini della colpa di organizzazione. – 3. Le origini della colpa di organizzazione. – 4. Conclusioni intermedie. – 5. L'organizzazione complessa come ‘sistema': l'organizzazione dell'organizzazione. – 6. I contenuti del dovere di auto-organizzazione. – 7. La violazione del dovere di auto-organizzazione e le regole cautelari: profili di un'antinomia funzionale. – 8. La decisione per la ‘disorganizzazione': natura ed efficacia ascrittiva. – 9. Insufficienze cautelari del modello di prevenzione del rischio-reato e colpa di organizzazione: i doveri di adeguamento dell'agente-modello "collettivo" e "organizzato". – 10. Conclusione.



1. Premessa: la dimensione 'polisensa' della colpa di organizzazione

Il recente superamento del dogma 'Societas delinquere (et puniri) non potest', ad opera del d. lgs. 231/01, offre lo spunto per un esame ravvicinato della nozione post-moderna di "colpa di organizzazione": la responsabilità sanzionatoria della Societas costituisce, infatti, il terreno di elezione della colpa organizzativa, concepita come una categoria idonea a rimandare plasticamente il fenomeno di una ‘responsabilità collettiva' dell'ente, quale aggregato di individui che, proprio perché ‘organizzati', esprimono un'autonoma ‘mente collettiva' e una ‘metacompetenza' di gruppo, capaci di fronteggiare situazioni ‘complesse', indominabili dal singolo o da una pluralità ‘disorganizzata' di soggetti.
Proprio la categoria della colpa di organizzazione imprime al diritto penale una svolta ‘modernizzatrice', ponendo in risalto le costanti criminologiche con le quali quest'ultimo è chiamato a confrontarsi nell'attualità: offese maturate sullo sfondo di apparati complessi, ove l'individuo, calato nelle diverse cellule organizzative, padroneggia, al più, frammenti di processi decisionali e l'ente si rivela portatore di una propria strategia, distinta da quella appartenente ai singoli componenti della struttura.
Nondimeno, la colpa di organizzazione si rivela concetto ‘polisenso', intriso di una forte carica di ambiguità: si è al cospetto di una categoria che percorre trasversalmente l'ambito del "fatto illecito", sia pure con intensità e fisionomia diverse: dal settore della responsabilità civile a quello della responsabilità amministrativa; dalla responsabilità (penale) della persona giuridica alla responsabilità per colpa della persona fisica.
Ciò che contraddistingue la colpa di organizzazione, in chiave problematica, è l'individuazione, nei diversi settori, del criterio di ascrizione dell'illecito. Se, da un lato, la categoria possiede il fascino evocativo sufficiente per giustificarne l'appeal nei contesti più vari, dall'altro lato, rischia però di inquinare il contenuto della responsabilità nei suoi profili ascrittivi orientati sulla colpevolezza, rendendo di fatto improcrastinabile una riflessione sulla reale validità e sui limiti del ricorso stesso alla col.....

 

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