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LA RESPONSABILITA' AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI COLLETTIVI: PRIME APPLICAZIONI GIURISPRUDENZIALI - di Luigi Domenico Cerqua, Presidente di Sezione Tribunale di Milano


SOMMARIO: 1. I destinatari della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti collettivi: profili di carattere generale. – 2. Le associazioni temporanee di imprese. – 3. Gli imprenditori individuali. – 4. Le persone giuridiche straniere. – 5. Un caso particolare: società private appaltatrici e cessionarie di finanziamenti statali.


1. – I destinatari della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti collettivi: profili di carattere generale.

Il d. lgs. 8 giugno 2001, n. 231 disciplina, come enuncia programmaticamente l'art. 1, comma 1, la responsabilità amministrativa degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, e le sue disposizioni, come precisa il comma 2, si applicano agli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica.
Per quanto concerne l'esatta individuazione dei soggetti destinatari della nuova normativa si deve rilevare che la formulazione della rubrica dell'art. 11 della legge delega 29 settembre 2000, n. 300, ove è fatta menzione delle persone giuridiche e degli enti privi di personalità giuridica, ha suggerito al legislatore delegato di utilizzare il termine ente, anziché persona giuridica, per la ragione che quest'ultimo termine, essendo esclusivamente riferibile a soggetti aventi personalità giuridica, avrebbe dovuto, come si legge nella Relazione allo schema definitivo del d. lgs. n. 231 del 2001, "essere dilatato troppo al di là della sua capacità semantica, al fine di poter ricomprendere anche gli enti che tale requisito non hanno".
Posta dal comma 2 dell'art. 1 l'indicazione generale degli enti ai quali sono applicabili le norme in esame, il successivo comma 3 dispone che esse tuttavia non si applicano allo Stato, agli enti pubblici territoriali, e cioè alle Regioni, Province e Comuni (si veda pure l'art. 197 c.p.). Nello stesso senso l'art. 121, comma 2, del Progetto preliminare di riforma del codice penale, predisposto dalla Commissione ministeriale presieduta dal prof. Carlo Federico Grosso ed approvato nella seduta del 26 maggio 2001, che escludeva espressamente dall'applicabilità delle norme sulla responsabilità delle persone giuridiche anche le Autorità indipendenti.
Ai sensi del comma 3 dell'art. 1, le norme sulla responsabilità amministrativa degli enti non si applicano neppure agli enti pubblici non economici né agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale, come, ad esempio, i partiti politici e i sindacati, sforniti di personalità giuridica per la mancata attuazione dell'art. 39 Cost.
Le norme del decreto legislativo in esame hanno comunque come destinatari un'ampia categoria di soggetti. Si è osservato al riguardo come nella formula normativa trovi inserimento "una vera e propria galassia di soggetti di diritto l'enumerazione dei quali rischia, perennemente, di peccare per difetto o per eccesso ed un simile stato di incertezza, oltre a favorire querelles, toglie, di fatto, carattere tassativo al catalogo cui rinvia l'art 1, comma 2".
In particolare, destinatari delle norme contenute nel d. lgs. n. 231 del 2001 sono le persone giuridiche private riconosciute, comprese le fondazioni (art. 14 ss. c. c.) delle quali faceva menzione l'art. 12 c. c. Vanno inoltre ricordate le società, sia quelle aventi personalità giuridica sia quelle che ne sono prive: dunque, le società per azioni (non però quelle in formazione), le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, anche con un unico socio, le società per azioni con partecipazione dello Stato o di enti pubblici, le società estere con sede secondaria nel territorio dello Stato, le società cooperative, le mutue assicuratrici; ed ancora le società semplici, le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice, le società di intermediazione mobiliare (SIM), le imprese di investimento di capitale variabile (SICAV), le società di gestione di fondi comuni di investimento, le società sportive; infine le associazioni non riconosciute, le quali ricomprendono una serie di soggetti privi di personalità giuridica (art. 36 ss. c. c.) che svolgono istituzionalmente un'attività non determinata da fini di profitto.
Ci si chiede se tra i destinatari della normativa in esame rientrino pure i comitati: la risposta deve essere positiva, nonostante la mancata espressa menzione di essi. Perplessità per i condomini.
Tra i destinatari della normativa in esame devono essere ricomprese anche le società di fatto e, più in generale, le società irregolari. Si è osservato al riguardo che il loro inserimento trova fondamento sia nella loro equiparazione alle società semplici, operata dagli artt. 2297 e 2317 c. c., sia nella circostanza che si tratta di società che originano "da comportamenti concludenti dai quali traspaiono inequivocabilmente le componenti tipiche della fattispecie societaria, tanto sul piano dei conferimenti quanto dal punto di vista dei requisiti funzionali richiesti.....

 

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