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COMPLIANCE PROGRAMS: NATURA E FUNZIONE NEL SISTEMA DELLA RESPONSABILITA' DEGLI ENTI. MODELLI ORGANIZZATIVI E D.LGS. 231/2001 - I° PARTE - di Paolo Ielo, Giudice per le Indagini Preliminari Tribunale di Milano

1. Premessa

L'analisi delle strategie d'intervento e delle problematiche giuridiche proprie del settore dei reati contro la P.A., a partire dal 2001, impone la disamina delle problematiche connesse alla responsabilità amministrativa degli enti, delineata dal decreto legislativo del 2001. A poco meno di un lustro di distanza dall'introduzione dell'istituto, la sua storia giudiziaria è inesistente, mentre la cronaca è scarna, soprattutto se commisurata alle potenzialità applicative, che introducono valore aggiunto alla fase investigativa e rendono più pregnante la risposta sanzionatoria.
Diverse le ragioni di tale ritardo e tutte riconducibili alla estraneità alla nostra cultura giuridica dell'istituto, tuttavia imposto dalle convenzioni internazionali ed espressione di quel fenomeno di circolazione dei modelli giuridici, portato ineludibile della mondializzazione dei mercati e della conseguente trasmissione di istituti, funzione al contempo dell'autorevolezza del sistema di origine e della loro efficienza.
A promuovere, specificamente, la diffusione di modelli di responsabilità degli enti concorre per un verso la considerazione dell'impresa come luogo nel quale, attraverso il quale e dal quale può prodursi un fenomeno di criminalità economica, per altro verso l'insufficienza della risposta sanzionatoria dei diversi modelli elaborati, spesso frutto della tensione dialettica tra la dogmatica di un diritto penale antropocentrico, secondo cui societas delinquere non potest, e la considerazione empirica per la quale societas saepe delinquit.
Si consideri, infine, che il decreto legislativo 231/01 introduce una tecnica di controllo della criminalità d'impresa del tutto nuova per la nostra esperienza giuridica ed economica, che consente al giudice di intervenire non soltanto applicando sanzioni - idonee ad incidere sia sul patrimonio dell'ente, sia sulla sua capacità a stare sul mercato - ma anche verificando l'adeguatezza della sua struttura organizzativa, sotto il profilo della capacità dell'ente a sviluppare correttamente momenti di controllo interno, idonei ad eliminare il rischio della commissione di reati per i quali è prevista la relativa responsabilità. Da tale angolo di visuale, cornerstone del sistema sono i Compliance Programs - modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della stessa specie di quelli venuti in essere - che interagiscono con i nodi nevralgici della disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, condizionandone l'an, il quomodo e il quantum.


2. I modelli organizzativi: la funzione nel D.Lgs. 231/01

Da un punto di vista generale, l'interazione dei "modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi" con il sistema della responsabilità degli enti può essere studiata da due distinti angoli di visuale.
Sotto un primo profilo, i Compliance Programs fungono da criterio di esclusione della punibilità, ove intervenga la commissione, da parte di soggetti che siano titolari di posizioni apicali1 - di fatto o di diritto - ovvero di persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di costoro, di reati nell'interesse o a vantaggio dell'ente. In particolare, ove il reato sia stato commesso da titolari di posizioni apicali, la punibilità è esclusa:
- dalla adozione ed efficace attua.....

 

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